Alvaro Morata è fatto per stare alla Juventus

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Giada Mazzucco

Alvaro Morata è il pezzo di juventinità di cui avevamo proprio bisogno. Certamente per il potenziale offensivo che sta apportando, e non solamente grazie alla spietatezza propria di chi trasforma in oro (gol) tutto quello che tocca (pallone). Ma, e soprattutto, per essere un punto di riferimento per la squadra, a compimento di un processo di maturazione che lo ha visto migliorare sul manto erboso sotto laspetto tattico (nel dialogo con i compagni e nella visione di gioco), tecnico (nella cura del controllo della palla) e fisico (regge bene gli urti” spalle alla porta). A prescindere dal suo attuale stato psicofisico, limpressione è di trovarsi davanti a un attaccante più risoluto e con un giusto mix di concretezza e cattiveria. Un giocatore senza dubbio più completo rispetto alla precedente parentesi bianconera, quandera ancora un ragazzo ventiduenne al quale era stato suggerito di crescere lontano dalle radici calcistiche e natali di Madrid.

Qualche volta scendeva in campo appesantito da tutte le turbolenze della sua situazione sentimentale, uninsofferenza che si notava subito. Sguardo assente, testa bassa, sbavature elementari…non gli riusciva proprio nulla. La Juventus, però, si è innamorata dellAlvaro bello di notte” anche per questo, regalandogli stabilità e serenità qualche mese prima del ritorno in terra spagnola e delle successive esperienze in chiaroscuro al Chelsea e allAtletico Madrid, dove comunque i suoi gol li ha sempre siglati. Oggi Morata non avrà il certificato B1 di italiano e nemmeno il 40 di piede, ma rappresenta una pedina irrinunciabile nello scacchiere di mister Pirlo, per qualità e quantità, e sta facendo riassaporare il gusto di poter contare su un prolifico attaccante centrale, tassello che nelle ultime stagioni é stato colpevolmente trascurato, di fatto lasciandolo senza un vero e proprio proprietario. Allentando di poco la presa sul campo, c’è anche molto altro. Sentirsi voluto e desiderato è ciò di cui ogni giocatore ha bisogno nella vita. Qui ho tutto quello di cui ho bisogno”, ha sottolineato lattaccante al margine della partita di Budapest, match terminato mettendo a segno due marcature personali. Parole al miele per un ritorno in bianconero ad impatto devastante, che ha sorpreso anche i più fiduciosi.

Alvaro ha (ri)trovato la sua dimensione naturale, che rispecchia la soluzione del perfetto connubio di alchimia tra un giocatore e una squadra. Una connessione condita da una indecifrabile dose di genuinità che appare, allo stesso tempo, troppo viscerale per essere banalizzata con luso delle parole e che, piuttosto, trova pieno significato nellabbraccio con il presidente Agnelli. Quando sei della Juve, lo sei per sempre”, il famoso virgolettato di Zizou. Alvaro non è mai appartenuto (e non appartiene) interamente alla Juventus. Nonostante lo spettro delle formule di mercato ha continuato a tessere un legame attecchito sin dal primo sbarco a Torino. Un legame che nemmeno la distanza ha scalfito, neppure quando il presente gli aveva messo contro il suo passato a Cardiff: Questa gente sarà sempre con me, sarà sempre nel mio cuore”. A riprova che, qualche rara volta, può succedere che dalla bocca non escano solo frasi di circostanza. Perché ci sono giocatori fatti su misura per giocare in una squadra e stare in un certo ambiente. Alvaro Morata è fatto per stare alla Juventus.


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