Morata salva la Juve, Pirlo: “Troppa superficialità, abbiamo dovuto rincorrere”

di Riccardo Sgroi |

Una prestazione altalenante, un avversario modesto come il Ferencvaros e un’incornata vincente del solito Alvaro Morata in pieno recupero: sarà abbastanza per accontentare Mister Pirlo?

“Obbiettivo era entrare con un altro atteggiamento, ma siamo stati superficiali e abbiamo dovuto rincorrere.” – Il Mister non è proprio soddisfattissimo, anzi. Sicuramente la prestazione è stata deludente e la partita mediamente noiosa. Tuttavia, gli highlights raccontano una vittoria meritata. Giusto aspettarsi di più da quest’organico, ma abbiamo comunque passato il girone con due giornate d’anticipo: un po’ di soddisfazione non ce la toglie nessuno.

“Non abbiamo fatto una prima pressione veemente. È normale non avere sempre la stessa intensità, ma l’importante era non sfilacciarsi.” – Lo si ripete dall’inizio dell’anno: se non si pressa in modo coordinato ed aggressivo, la riaggressione della sfera può risultare più controproducente di una bella corsa all’indietro. Stasera il pressing si è confermato più coordinato ed efficace rispetto alle prime uscite stagionali; tuttavia, l’eccessiva superficialità della squadra ha concesso agli ungheresi qualche uscita pulita di troppo.

“Mi aspettavo di più dai cambi. Loro si sono chiusi molto bene, noi dovevamo muovere la palla più velocemente per trovare lo spazio in cui attaccare.” – Quando si buttano dentro Morata, Kulusevski e Chiesa in una botta sola, è lecito aspettarsi un capovolgimento nell’andamento del match. Chiesa e Kulu si sono accentrati troppo e non hanno mai provato l’1vs1. Contro difese così organizzate e strette, bisogna attaccare la profondità, girare palla velocemente e allargare il gioco; viceversa segnare diventa una Mission Impossible degna del miglior Ethan Alvarito Hunt.

“De Ligt è un ritorno importante. È un campione sia a livello tecnico che umano, un capitano a 20 anni. Aiuta ad essere aggressivi, ma anche ad impostare.” – Sua la piccola sbavatura sul goal del Ferencvaros, prontamente riconosciuta nell’intervista post-partita. Ciò detto, la sua presenza in campo ha fatto la differenza anche stasera: tanti anticipi, leadership difensiva e un’ottima capacità di impostazione. Inoltre, parla un italiano fluente, ha legato alla perfezione con i compagni e non dice mai una parola fuori posto. E se un giorno non troppo lontano, la fascia di capitano finisse realmente a lui?

“Arthur si è intestardito a portare troppo palla e cercare soluzioni interne piuttosto che allargando il gioco. E’ un giocatore in crescita, anche se ancora è poco avvezzo ad aprire il gioco.” – Il rapporto tra Arthur e Pirlo è ottimo e, dal suo arrivo in Italia, il brasiliano è cresciuto moltissimo. Ancora fatica troppo ad allargare il gioco e sfruttare gli esterni. Venendo da un calcio che predilige verticalizzazioni centrali e palla sempre a terra, era prevedibile. È già un valore aggiunto per questa rosa, figuriamoci il suo adattamento sarà completato.

“Loro sono venuti a fare la loro partita: provano a giocare e ti invogliano ad attaccare la loro linea molto alta.” – Come si diceva, il Ferencvaros pressa e concede spazio dietro una difesa molto alta. Non aver sfruttato a dovere la profondità è dunque uno dei maggiori errori della Juve di stasera.

“Dybala non ha fatto benissimo, ma è in crescita. Viene da un periodo di inattività e deve superare la sua soglia anche negli allenamenti per recuperare condizione.” – Ci fosse stato Max Allegri, avrebbe senz’altro detto che Paulo ha fatto una buona prestazione. Pirlo invece è sincero e diretto: la Jota ha fatto malino, ma sta crescendo. Dybala sta faticando in questa situazione, preda delle solite debolezze mentali che da tempo foraggiano la sua discontinuità. L’argentino va aspettato e sarà aspettato. Ma è naturale che possa fare un po’ di panca, con un Morata così in forma.