il monumentale Atalanta-Juve di Matthijs de Ligt

di Stefano Francesco Utzeri |

Tempo al tempo. Gli spaventosi numeri estivi del trasferimento di Matthijs de Ligt, 75 milioni più 10 milioni di “oneri accessori” e 12 milioni di euro di ingaggio annuo (bonus inclusi), avevano un perché, e tutti gli addetti ai lavori, gli osservatori attenti sapevano che avrebbero fruttato numeri formidabili anche sul campo.

Ieri, a Bergamo, in quella che negli anni recenti, con l’avvento di Giampiero Gasperini, si è rivelata di gran lunga la trasferta più complicata per la Juventus, Matthijs de Ligt ha sfoderato quella che finora si può tranquillamente definire la sua miglior partita in maglia bianconera.

Al di là della sensazione di sicurezza che l’olandese dà all’occhio dei tifosi più ansiosi, la prestazione del ventenne olandese è stata corroborata dalle statistiche del dopogara. L’ex Ajax ha dato una sensazione di dominio sui palloni alti; dopo l’unica indecisione della sua partita sul colpo di testa di Pasalic, de Ligt ha vinto tutti i duelli aerei successivi 4 su 5, non lasciando nemmeno le briciole agli avversari lontani dalla porta.

Dominante sui duelli aerei, ma anche nei 16 metri dell’area di rigore, all’interno dei quali de Ligt ha salvato la Juventus a più riprese, con letture straordinarie per velocità di pensiero e capacità di intervenire nel modo e nella maniera giusta. Le due conclusioni bloccate indicate dalle statistiche hanno un valore molto superiore a quello che raccontano i crudi numeri. Provvidenziale infatti il primo intervento al 24’, sulla conclusione incrociata di Hateboer a botta sicura, dopo la deviazione di Szczesny su un cross basso. Nel secondo tempo invece su Muriel, l’olandese ha salvato con grandissima lucidità intervenendo in scivolata dopo aver letto perfettamente la giocata in campo aperto dei bergamaschi.

Non solo gli interventi provvidenziali all’interno dell’area di rigore, ma anche una notevole attenzione nel tenere sempre gli avversari il più possibile lontani dai 16 metri, la sua prestazione è stata completata da 4 intercetti arrivati perlopiù sulla trequarti, e vincendo anche 3 contrasti, totalizzando in ogni categoria statistica quasi il 100%. L’olandese ha totalizzato inoltre anche 5 respinte, di cui alcune in acrobazia ed in precario equilibrio dovuto al terreno scivoloso, a testimonianza di una ritrovata fiducia nei propri mezzi, dopo alcuni episodi nelle precedenti partite, in cui questo tipo di interventi gli erano costati situazioni di spiacevole pericolo (vedi Bologna).

Al clamoroso apporto in fase difensivo si è aggiunta la diligenza col quale de Ligt ha giocato ogni pallone tra i suoi piedi, completando 40 passaggi (l’87% di quelli tentati) e provando più volte (7) a giocare pallone lunghi in verticale, riuscendo ben 5 volte nella giocata.

Insomma un de Ligt a tutto tondo, proprio nella partita in cui la difesa della Juventus è stata messa più in difficoltà, non solo per l’abilità dell’Atalanta nell’arrivare facilmente in zona Szczesny, ma anche per l’intensità con la quale i bergamaschi hanno attaccato l’area di rigore della Juventus e pressato il possesso basso dei bianconeri.


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