Terzini principeschi – Il Monaco di Sidibé e Mendy

di Matteo Viscardi |

In questi giorni di attesa avrete sicuramente sentito parlare del Monaco di Mbappé, nuovo Enfant prodige del calcio transalpino, e di Radamel Falcao, tornato ad essere, con la cura Jardim, stella luminosa nel firmamento europeo. Va di moda anche il Monaco di Lemar (del quale abbiamo parlato diffusamente qui) e Bernardo Silva, ali glitterate dal presente luminoso e dal futuro ancor più eccitante, così come quello dei due mediani Fabinho e Bakayoko, che infiammeranno le prossime sessioni di mercato in riviera. Se la squadra del Principato, però, si è conquistata una sedia al tavolo elitario delle semifinali di Champions e (molto probabilmente) vincerà la Ligue 1, una parte consistente del merito è senza ombra di dubbio da attribuire a Djibril Sidibè e Benjamin Mendy, i formidabili terzini dei monegaschi.

Dalle parti del Louis II, la scorsa estate, si è inaugurata silenziosamente una nuova era tecnica, un filo più distaccata da Jorge Mendes. Vasilyev, il vicepresidente operativo, ha investito vigorosamente sul ruolo del DS, innestando in società Antonio Cordon, una figura poco celebrata ma di valore assoluto, autentico deus ex machina del Villarreal dei miracoli. Non ha, ad esempio, la stessa popolarità di Monchi, non amando particolarmente la vetrina mediatica, ma i risultati ottenuti a Vila-Real, negli ultimi tre lustri abbondanti, rappresentano un biglietto da visita più che sufficiente per valutarne la grandezza. Da straordinario uomo di campo (anche se tale definizione potrebbe suonare riduttiva) Cordon è conscio che, nel calcio del 2017, avere nel proprio 11 due terzini di gran livello può cambiare la vita della propria squadra. Non è un caso che in semifinale ci siano le 4 compagini con le migliori coppie di esterni bassi in giro per il continente, lo è ancora meno il fatto che il primo acquisto ufficiale del Monaco, dal giorno del suo insediamento, sia stato quello di Sidibé (dal Lilla). Pochi giorni prima, invece, era arrivato Mendy (da Marsiglia), per un investimento complessivo di 28 milioni, il 70% dell’intero esborso estivo. Cifre importanti, ma per due tra i migliori terzini del torneo francese, anche e soprattutto col senno di poi, ne è valsa la pena, e ci mancherebbe altro, con il placet di un DS così.

L’impatto dei due sulle sorti del Monaco è stato, sin da subito, clamorosamente positivo. Se sull’ex Lilla, classe ’92, in lizza sino all’ultimo per un posto all’europeo, c’erano pochi dubbi, qualche incognita in più aleggiava su Mendy, classe ’94 che, dopo la stagione di grazia con Bielsa, aveva faticato e non poco l’ultimo anno a Marsiglia. Il campo, però, ha spazzato via qualsiasi perplessità sull’ex Le Havre (settore giovanile con pochi eguali al mondo, lo stesso dove è cresciuto Pogba) ed esaltato le fulgide qualità di Djibril, consacratosi come uno dei migliori al mondo nel ruolo. Due laterali completi, in grado di garantire fisicità e qualità tecnica per il corso di tutti i 90 minuti.

A destra sfreccia Sidibé (che mancherà, almeno all’andata, per l’appendicite), ambidestro, elegante e prorompente. Abbagliante la facilità con cui omaggia il genio di Bernardo Silva in sovrapposizione, regale la sua perizia nel dipingere cross vellutati, non fa differenza se dal fondo con il destro o rientrando, sulla trequarti, col mancino. Professionista esemplare, in grado di migliorarsi, giorno dopo giorno, in aspetti del gioco in cui non è (ancora) al massimo livello, come pulizia ed efficacia difensiva, ma anche nell’esecuzione dei piazzati. Il Mali, nazione d’origine, l’ha corteggiato a lungo, ma lui ha atteso la Francia, fiducioso nei propri mezzi scintillanti e non ha sbagliato, essendosi impossessato, ormai, della titolarità con i galletti.

Mendy è più acerbo dell’illustre collega, ma anche il suo percorso di crescita, con Jardim, è stato di quelli importanti (tanto che è arrivata, anche per lui, la chiamata di Deschamps). A differenza di Sidibé, Benjamin, che ara la fascia opposta, utilizza principalmente il piede mancino, con il quale eccelle nel dosare i cross, senza disdegnare anche la soluzione della botta dalla distanza. Il suo atletismo, inoltre, è quasi contagioso per i compagni, per quanto vigoroso. Una sorpresa trovarli costantemente a questo livello? Forse, sicuramente non per Cordon, che con loro ha messo il turbo ad una vettura già performante. Insomma, una coppia che non ha nulla da invidiare a quelle delle celebri rivali, anzi… Ecco perché, forse, è anche e soprattutto il Monaco di Sidibé e Mendy.