I momenti peggiori del 2019 bianconero

di Nevio Capella |

Fine anno e conseguente tempo di bilanci e di ricordi.
Che il 2019 sia stato per la Juventus un anno un po’ diverso dagli ultimi è abbastanza chiaro e alla luce del tormentato finale di stagione 2018-2019, ho scelto di ricordare i momenti peggiori di questi dodici mesi.

Partiamo dal 30 Gennaio, quando la Juventus va a fare visita all’Atalanta di Gasperini ormai diventata una certezza del calcio italiano.
In palio c’è il passaggio alla semifinale di Coppa Italia e i bianconeri si presentano a Bergamo a conclusione di un mese in cui è arrivata la Supercoppa Italiana e il distacco sul Napoli inseguitore in Serie A è aumentato ulteriormente, ma dal punto di vista del gioco spesso la squadra lascia a desiderare complice lo stato di forma scadente di alcuni protagonisti e con qualche indisponibilità che sembra essere oscuro presagio del lazzaretto che diventerà la Continassa all’arrivo della primavera.
In campo non c’è storia, l’Atalanta impartisce con un sonoro 3-0 una severa lezione ad una Juve inerme e in stato confusionale, con la situazione aggravata ulteriormente dall’infortunio di Chiellini e da giocatori come Cancelo e Dybala in condizioni fisiche e mentali decisamente preoccupanti.
Inoltre, il nervosismo di Allegri, espulso, sembra essere indice di un nervosismo abastanza palpabile.

Altra serata complicata è quella del 20 Febbraio al Metropolitano di Madrid, in occasione della gara di andata degli ottavi di finale di Champions League.
Il match segue esattamente i piani del cholo Simeone mentre alla Juve non riesce praticamente nulla dui quanto ci si aspettasse in fase di costruzione, e con due pasticci difensivi nel giro di cinque minuti il discorso qualificazione sembra essere definitivamente compromesso.
Tre settimane dopo arriverà invece un miracolo sportivo che corrisponde però al canto del cigno del ciclo Allegri.

Quella del 16 Aprile è invece per distacco la peggiore serata dell’anno per la Juve e i suoi tifosi.
Il discorso qualificazione con l’Ajax è ancora aperto e la gara di ritorno da disputare in casa sembra lasciare ampi margini di speranza per la conquista della semifinale, ma già da qualche settimana l’infermeria bianconera è diventata sovraffollata e con il passare dei giorni le indisponibilità crescono fino a raggiungere un livello clamoroso.
In campo, nonostante il vantaggio iniziale realizzato ancora una volta da Ronaldo, l’Ajax prende progressivamente il comando delle operazioni e nonostante il primo tempo si concluda in parità, il gol di De Ligt a metà secondo tempo rappresenta la pietra tombale che di fatto mette fine alla partita.
Una squadra in salute e in fiducia avrebbe potuto tranquillamente riaprire la contesa con 25 minuti a disposizione, ma la Juve è sulle gambe e solo un paio di miracoli di Szczesny impediscono agli olandesi di vincere con un punteggio più largo.
Le dichiarazioni post gara di Allegri e di Andrea Agnelli nonostante il presunto intento di stemperare la tensione e garantire continuità, appaiono subito ai più un prodromo degli imminenti titoli di coda.

Breve menzione anche per la gita turistica fatta a Genova il 26 maggio per l’ultima gara di campionato, perché nonostante si tratti del rompete le righe giocato con i resti di una rosa ormai devastata da defezioni di vario tipo, si respira una strana aria maliconica per un ciclo irripetibile terminato però in malo modo, peraltro su un campo in cui Allegri ha fatto sempre fatica (5 vittorie e altrettante sconfitte con le genovesi in 10 uscite)

A chiusura di questa poco edificante carrellata trovo giusto inserire anche una giornata poco felice per la nuova gestione tecnica di Maurizio Sarri, che poi è stata quella che ha lievemente rovinato il Natale dei tifosi juventini.
La sconfitta in terra saudita che è costata alla Juventus il primo trofeo stagionale ha fatto male per diversi motivi che abbiamo già sviscerato su queste pagine, e ci porta ad entrare nel 2020 con la curiosità di capire come potrà migliorare la proposta calcistica di questa squadra e in quanto tempo, oltre alla consueta attesa per l’ormai imminente finestra di mercato invernale.


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