Moise Kean, un ritorno che conviene a tutti

di Michael Crisci |

Mino Raiola è il top del top per un calciatore, soprattutto per un giovane che aspira a una grande carriera, con stipendi sempre più alti. Di ragazzini con enorme talento su cui l’italo-olandese ha scommesso potremmo farci un’enciclopedia, de Ligt, Pogba e Haaland sono solo alcuni esempi. Di norma, Raiola e un suo assistito giovane decidono di crescere in un club per almeno due o tre anni, il tempo di emergere, di fare esperienza e di guadagnarsi il posto da titolare, o almeno lo status di giocatore fisso da rotazione.

Moise Kean, ragazzo che ha bruciato le tappe, la scorsa estate veniva dal primo vero anno da giocatore di medio-alto livello. Dopo il prestito al Verona, nell’autunno del 2019, il ragazzo di Vercelli ha vissuto tre mesi di stato di grazia, condite da gol a raffica e convocazioni, con gol, in nazionale maggiore, dove c’è un tecnico, Roberto Mancini, che è un suo estimatore della prima ora.

Forse quella raffica di gol, e quelle prestazioni pregne di personalità e strafottenza, quella all’apparenza sana, hanno convinto Kean e Raiola che fosse già tempo di fare il salto, e la trattativa per il rinnovo, che la Juve aveva già impostato, si è dissolta, fino a che l’Everton non ha rotto gli indugi, e con un’offerta di 30 milioni, ha portato il nazionale italiano a Liverpool, consentendo comunque alla Juve di fare una corposa plusvalenza.

Poco più di un anno dopo, la Juve pensa di riportare a casa il figliol prodigo, protagonista di una stagione con molte più ombre che luci, che nemmeno l’avvento di Ancelotti a Goodison Park è riuscito a risollevare.

Forse, per una volta, Raiola ha avuto una fretta insana, non cogliendo le spigolature del carattere del ragazzo, e che forse un altro anno, o forse due, in un ambiente conosciuto e “coccolante” avrebbero potuto permettere una crescita, magari più lenta e controllata, ma probabilmente più sicura dell’ora 21enne attaccante, che appunto, anche in Inghilterra ha mostrato un carattere ancora difficilmente malleabile.

D’altronde, anche con il molto più problematico Balotelli, il procuratore aveva avuto molta più pazienza, trasferendolo al Manchester City dopo 3 anni di progressiva crescita all’Inter. E la mossa portò comunque i suoi risultati, visto che l’ex nazionale italiano si cimentò in due delle sue stagioni migliori a livello di performance (con annessa Premier vinta).

Il ritorno di Kean porterebbe con se una serie di vantaggi, innanzitutto al ragazzo, che potrebbe rilanciarsi nel nuovo progetto Pirlo (che tra l’altro ha avvallato con entusiasmo l’eventuale operazione), come detto sopra, nell’ambiente più giusto.

Di sicuro ne porterebbe anche alla Juve, che cerca due attaccanti, uno esperto (è lì la ridda dei nomi è già abbastanza nutrita) e uno più giovane, magari CPT, che possa essere un toccasana anche per le liste. Un vantaggio che ad esempio l’olandese Malen, per parlare di un altro assistito di Raiola, non ha.

A livello di mercato poi, l’Everton ha mostrato interesse per Adrien Rabiot, che non ha rapito Pirlo, e non è insensibile a Aaron Ramsey, che invece non dispiace al tecnico bresciano, ma ha lasciato un bel ricordo a tutta la Premier League, e per la Juve non è certo incedibile.

Kean e la Juve, un binomio che può riproporsi, e chissà che non possa diventare un connubio nel corso degli anni. Forse, c’è quasi da sperarlo.


JUVENTIBUS LIVE