Le dieci cose che ci ha detto Moggi dopo il pari col Verona

di Mauro Bortone |

Cosa dice il pari col Verona di questa nuova Juventus targata Andrea Pirlo? Spunti interessanti, a tratti provocatori, come spesso avviene, li offre l’ex dg bianconero, Luciano Moggi, intervenuto nel salotto di Casa Juventibus, condividendo le proprie riflessioni sul momento della squadra e sul futuro da ipotizzare anche alla luce dei due punti buttati nella sfida in casa contro gli uomini di Juric.

  1. Squadra concepita male: “Cosa avrei detto oggi alla squadra? Poco, ci sarebbe forse qualcosa da dire sulla composizione della squadra: troppi giocatori bravi non fanno una squadra. Adesso voglio vedere che succede ora che torna Ronaldo, uno tra Morata e Dybala, che oggi sono i migliori, non giocherà. Io ho dato via un campione come Baggio perché non si integrava con la squadra e dava problema con gli altri due attaccanti”.
  2. Manca un centrocampista: “Forse la Juve quest’anno doveva comprare un centrocampista più di un attaccante o un difensore. È normale che la rosa abbia cinque attaccanti uguali e non un centrocampista giusto? È una squadra difficile da costruire”
  3. Non illudersi per il finale col Verona: “L’errore di molti è quello di considerare bello il finale col Verona, con pali e traverse: è dipeso esclusivamente dalla stanchezza del Verona, che si era presentato timido in campo ma che ha preso confidenza alzando il ritmo e facendo sparire la Juventus. La Juve ha subito le iniziative del Verona che non è una grande squadra. Gli ultimi minuti dipendono dalla mancanza di fiato del Verona”
  4. Carenze da correggere: “La Juve non riesce a verticalizzare, perché oltre ad Arthur non ha centrocampisti con quelle caratteristiche. Con Bentancur la squadra migliora anche se lui è costretto a fare un ruolo non suo. Quando rientra Ronaldo, se devi mettere insieme Kulusevski e Chiesa questo centrocampo e difesa non possono reggerli tutti: agli avversari basta esercitare una pressione più alta per mettere in difficoltà la Juve”
  5. Gruppo di singoli campioni: “La squadra è destinata ad affidarsi ai colpi dei singoli e non a un’idea di squadra: contro il Verona ha attaccato a testa bassa ma non ha dato la sensazione di essere una squadra”
  6. Mancano Pjanic e Khedira: “I risultati resteranno questi se a centrocampo non si trova una soluzione tipo adattare meglio Bentancur o Arthur che diventa più veloce nello scambio. Il brasiliano è un buon giocatore ma è lento, adatto al TikiTaka, con passaggi orizzontali che sono quelli che rallentano una squadra. È stata un’ottima plusvalenza ma tra Pjanic e lui, tecnicamente, c’è tanta differenza. Khedira? Ha un problema solo: gioca poco e s’infortuna spesso, ma se fosse a posto sarebbe l’unico in grado di dettare i tempi alla squadra”.
  7. Per lo scudetto fattore Ronaldo: “Con Ronaldo la Juve può lottare per il campionato, anche perché il Milan non lo considero per lo scudetto. Sono i 5 cambi che possono determinare la vittoria: la Juve, l’Inter e il Napoli hanno campioni in panchina, e saranno loro che si contenderanno il titolo. L’Inter, però, ha una rosa complessiva migliore di tutti”.
  8. Chiesa e Cuadrado: “Chiesa è un buon giocatore per la Juve dell’anno prossimo. Oggi è d’intralcio, preclude la porta a Kulusevski e ad altri. Cuadrado? Meno male che c’è”.
  9. Il cantiere di Pirlo: “Il cantiere sta per scadere e gli esperimenti devono lasciare spazio alle idee chiare su cosa si voglia fare: ma con questi giocatori Pirlo fa fatica a mettere in piedi il centrocampo di una squadra che addirittura ambisce a vincere la Champions”
  10. La Champions e il Barcellona: “Affrontare il Barcellona adesso è più facile che col Verona. Loro non hanno Piqué e la situazione societaria è molto difficile. Barcellona e Real Madrid sono in regresso totale”.