Modulo del futuro: che fare? Ascoltare Galeone?

di Juventibus |

Siamo a settembre, il campionato è iniziato da due giornate e, soprattutto, il calciomercato è finito. Ora la domanda che si pongono tutti i tifosi bianconeri è, perlappunto, che fare? Come far giocare assieme nel miglior modo possibile questi 25 giocatori?

È importante dimenticare il calciomercato a questo punto, si sarebbe potuto fare meglio probabilmente, ma ormai le trattative sono concluse, quindi bisogna metterci una pietra sopra e focalizzarsi sulla stagione appena cominciata.

Allegri, sulla scia di Conte, ha impostato la Juve degli ultimi due anni su due assunti fondamentali:

  • L’attacco a due punte
  • Il centrocampo a tre, in particolare un mediano e due mezz’ali

Sono queste le due caratteristiche fondamentali della squadra dalle quali conseguono tutte le altre: se si vuole giocare con 3 centrocampisti e due punte allora le soluzioni possibili sono due: il 3-5-2 e il 4-3-1-2 a rombo, dove la vera differenza tra i due schemi sta nel togliere un libero dal primo e aggiungere un trequartista nel secondo (il 3-4-1-2 è un 4-3-1-2 in fase offensiva, col mediano che scala in mezzo ai centrali e i terzini che si alzano, più che uno schema autonomo). Salvo i primi sei mesi di Conte e qualche partita qua e là (il ritorno col Bayern l’anno scorso per esempio) la squadra non si è mai discostata da questi due pilastri fondamentali.

La mia proposta è di farlo ora.

Impostando la squadra col 3-5-2, infatti, si avrebbero fin da subito una serie di problematiche:

  • Il mediano, o meglio la sua assenza: Marchisio è infortunato e, per quanto presto possa recuperare, bisognerà giocare almeno un paio di mesi senza di lui. I sostituti non sono all’altezza: Hernanes non ha la fisicità necessaria per garantire una buona fase difensiva e commette decisamente troppi errori in un ruolo nel quale non è ammesso farlo (come l’anno scorso contro il Napoli). Lemina ha più nelle sue corde il ruolo di mezz’ala, per capacità nel dribbling e negli inserimenti, mentre una certa mancanza di concentrazione non gli permette di gestire al meglio il flusso del gioco (come contro la Lazio). Pjanic sicuramente non avrebbe problemi in fase d’impostazione ma metterlo là significa perderlo più avanti e la tenuta difensiva è ancora tutta da vedere. Inoltre anche col ritorno del Principino i problemi non finiranno. Non inganni il numero basso di partite giocate l’anno scorso, da quando è rientrato le ha giocate praticamente tutte e la tenuta fisica ne ha risentito, dopo un infortunio così grave sarà importante essere ancora più cauti per evitare ricadute.
  • L’attacco: i titolari sono Higuaín e Dybala, su questo non ci sono dubbi, ma usare Pjaca come riserva di Dybala potrebbe dare qualche problema. Il croato è molto bravo ma nasce come ala in un 4-2-3-1, ottimo nel ricevere palloni dal lato (vicino alla linea laterale) e battere gli avversari in velocità / dribbling per concludere a rete. L’argentino invece fa un lavoro diverso, scende a metà campo, riceve spalle alla porta e fa da raccordo con l’attacco combinando nello stretto con i compagni per poi servire assist sugli inserimenti della prima punta e delle mezz’ali, in particolare Khedira. Anche a livello fisico c’è differenza, Marko è alto almeno 10cm più di Paulo e la velocità nello stretto ne risente.
  • Le mezz’ali: Khedira non si discute, ma bisogna mettere in conto la tenuta fisica non ottimale, in compenso Asamoah nasce esterno e rimane un giocatore molto diretto, poco adatto al playmaking, specie in zone congestionate del campo. Sturaro e Lemina per motivi diversi ancora non sono abbastanza bravi da affidargli il centrocampo (e non è detto che lo diventino).

Per riassumere: il 3-5-2 può funzionare, ma solo se sono tutti sani. La mancanza di uno solo tra Marchisio, Dybala e Pjanic darebbe enormi problemi. Senza contare che la difesa senza Bonucci non è in grado di far avanzare la palla in modo pulito e basta marcare a uomo il mediano perché la squadra non giri (è successo per esempio nell’amichevole Italia – Francia, ma anche nella finale di Coppa Italia 2016).

Il 4-3-1-2 darebbe problemi simili: poca profondità nei ruoli delicati di centrocampo e dell’attacco: l’attacco pesante Mandzukic – Higuaín con Dybala trequartista è tutto da testare e non ci sono riserve delle due punte centrali. Inoltre se si fa male uno solo tra Dybala, Pjaca e Pjanic vengono di nuovo a mancare le alternative, Hernanes non è più in grado di giocare trequartista da molto tempo. Certo, lo schema si potrebbe usare a sprazzi, solo quando serve, e poi tornare al 3-5-2 quando mancano gli uomini, ma innanzitutto c’è un valore nella continuità, si creano degli automatismi preziosi che tornano utili quando le partite si alzano di livello. Inoltre la Juve deve imporre il proprio modo di giocare sempre, non sperare di avere tutti sani nella partita che vale una stagione.

La mia proposta è di passare al 4-2-3-1, cambiando sì lo schema di base, ma soprattutto il modo di giocare e, in ultima analisi, di fare goal. In particolare si tratterebbe di passare dal costruire gioco in difesa / mediana all’affidarsi alla tecnica e alla bravura di trequartisti e punte per andare a rete. Passare dalla rete di passaggi che coinvolge i difensori e porta a una verticalizzazione per l’inserimento di una punta o un centrocampista a un gioco basato sulla superiorità tecnica, che permette ai propri uomini migliori di saltare il diretto avversario e creare situazioni favorevoli.

La Juve 2016-2017 non ha per certi versi gli uomini, per altri abbastanza profondità per giocare a centrocampo come quando c’erano Pirlo, Vidal e Pogba. Il primo è il miglior passatore della sua generazione, sia sul corto che sul lungo. Gli altri due sono incredibilmente bravi in entrambe le fasi, sia ad impostare e inserirsi da un lato, che a recuperare palloni persi dall’altro. Nessun giocatore della Juve attuale riempie queste due caselle.

I giocatori in una mediana a due invece hanno molte meno responsabilità in fase d’impostazione, devono “solo” far arrivare la palla ai trequartisti o alla punta. Inoltre schierare meno giocatori a centrocampo permetterebbe di far giocare solo una volta ogni tanto gli elementi meno bravi della rosa (Sturaro ed Hernanes vedrebbero poco il campo). Allo stesso tempo si avrebbe largo a sinistra uno tra Asa e Pjaca, in un ruolo congeniale a entrambi anche se per motivi diversi, in mezzo alla trequarti giocherebbe Dybala, con licenza di svariare per tutto l’attacco, e a destra Cuadrado, che con meno compiti difensivi potrebbe facilmente ripartire in velocità ogni volta che si recupera palla.

Nel caso di partite più difficili, in cui bisogna difendere per lunghi tratti, si potrebbe schierare una mediana più fisica, per esempio due tra Marchisio, Khedira e Lemina, con Pjanic trequartista centrale e Dybala sulla destra. E in ogni caso basterebbe inserire un centrale di difesa per Cuadrado/Pjaca per tornare al 3-5-2.

L’idea è di giocare come il Chelsea di due anni fa / il Bayern del triplete / la Francia degli ultimi europei.

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Certo le criticità non mancano: la convivenza Dani Alves – Cuadrado è tutta da testare, manca una riserva sulla trequarti (Berardi… sigh), Khedira avrebbe molte meno possibilità di inserirsi in area e in Champions, vista l’esclusione di Licht, mancherebbe una riserva di Alves (ma come sempre si può passare al 3-5-2 in caso di necessità o schierare un difensore centrale come terzino).

Il 4-2-3-1 non è certo la panacea di tutti i mali e, soprattutto, non si vince solo perché si usa un modulo “europeo”, qualunque cosa voglia dire. Il miglior allenatore del mondo ha dichiarato che i moduli sono solo numeri su un pezzo di carta, e non me la sento di dargli torto.

D’altro canto la Juve ha perso un giocatore fenomenale, che da solo faceva fare un salto di qualità a tutta la squadra. L’anno scorso se non giocava anche solo uno tra Bonucci, Marchisio, Pogba e Dybala la squadra ne risentiva enormemente, se erano due gli assenti erano completamente privi di idee (di nuovo fatto salvo il ritorno di champions col Bayern, dove mancavano Marchisio e Dybala). Non mi piace dipendere così da un giocatore, nemmeno se questo è la stella della squadra. Non mi piace vincere le partite 1-0 facendo il compitino davanti, magari con una magia di Dybala, per poi difendere per 89 minuti. In Italia può anche bastare, ma lo scorso campionato, per quanto esaltante, è stato un campanello d’allarme: la Juve ha vinto grazie all’enorme differenza tra la sua rosa e quella delle altre squadre, ma la Fiorentina a inizio stagione, il Napoli a metà e la Roma alla fine hanno tutte espresso un gioco migliore dei bianconeri.

È giunto il momento di cambiare volto alla squadra. Il 3-5-2 è stato l’abito inventato da Conte per mettere in campo i migliori giocatori a disposizione e ha funzionato oltre ogni più rosea aspettativa. Come ogni abito è stato aggiustato, riparato, rammendato ogni volta che c’era la necessità, ma siamo arrivati al punto in cui serve un abito nuovo. Secondo me quell’abito dovrebbe essere il 4-2-3-1.

juventus

Di Christian Rollo