Misuriamo Cristiano Ronaldo (da due diversi punti di vista)

Stiamo parlando del calciatore più influente che ci sia. Cosa intendiamo per influente: quello più risolutivo in campo, quello più lucroso fuori campo. Determina le gare come nessuno ed è l’azienda fatta uomo come nessuno. Queste sono le premesse indispensabili per calibrarne l’affare.

Restiamo nei paletti di una esposizione assennata: il ragazzo ha 33 anni e mezzo e Ibrahimovic, suo omologo nel senso di top player dalla conformazione fisica e struttura muscolare che consentono il massimo/più longevo rendimento, fino ai 35 ha garantito performance di livello altissimo ed infortuni pari a zero. In breve, il fattore logorio e il rischio di non godere appieno della sua attività sono inverosimili.

Ciò detto, parlando di nero su bianco, Cristiano firmerebbe un contratto di tre/quattro annualità. Tale particolare fa pensare:

—La Juve avrebbe a disposizione il miglior giocatore della (sua) storia dal 2018 al 2021/22.

La Juve investirebbe tanto come mai; lo farebbe per il ciclo di vita sportiva di un over 33.

La spesa cui la FC(A) Juventus farebbe fronte sarebbe proporzionata alle gesta dell’ultimo quadriennio (lustro, decennio…rinculate quanto volete) di CR7, non del triennio venturo.

Quando, da tifosi/clienti di bar, chiacchieriamo di lui e Messi, li etichettiamo come intoccabili, incedibili e, semmai partenti, esclusivamente alle loro irreali epperò sacrosante condizioni; facciamo i nomi del PSG, del City e dello United, accollando loro epiteti di scherno, burlandoli perché precipitosi nel trattare ed acquisire qualsiasi soggetto a qualsiasi cifra.

Un vecchio (e tuttora) campione sposo di una Vecchia (e tuttora vincente) Signora, che sarà di lui e soprattutto di lei?

La domanda che nasce nelle redazioni e nei suddetti bar:

Acquistare solo CR7, a quelle cifre e per un pieno impiego a tempo giocoforza determinato, è cosa più buona e giusta di acquistare (per dire) Modric e Cavani?

Sì, perché da solo sposta più di 2-3 qualsiasi top of the top player.

No, perché ha per natura dato il meglio di sé o, pensando positivo, può darlo per un’altra stagione o al massimo due anni.

L’operazione sarebbe comunque più commerciale che tecnica: la Juve scommetterebbe sulla rivoluzione delle finanze durante la permanenza di CR7 e dopo; potrebbe essere il volano per toccare le quote dei club cui oggi possiamo guardare solo col binocolo.

Aprire il ventaglio di cui sopra a prescindere da una “semplice” Champions League vinta; questo è il calcolo di Andrea Agnelli e di chi gli è accanto/sopra.

Cristiano come la più grande “opportunità di mercato” (cit. Marotta) da quando c’è questa presidenza; nessuna radice di programmazione, nessun ordine del giorno, bensì la chance delle chance che solo un paio di club possono cogliere. Il fatto che la Juve sia uno dei due, è già meraviglioso.

Due-tre anni di CR7 sono l’intervallo temporale sperabilmente sufficiente per toccare “altre dimensioni”. Dopodiché, poco interessa: una volta spento il motore dell’atleta, si spegnerebbe anche quello dell’azienda; in quel tempo, la Juve avrebbe già realizzato il piano cui sta studiando oggigiorno.

Con lui, come forse mai, alla Juve propenderebbe il concetto di calciatore sul concetto di calcio. Con buona pace di chi, non da poco tempo, ce l’ha con Allegri e il suo “poi vediamo”.

Comunque, di campetti possiamo parlare.

   di Giacomo Scutiero

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Uno come Ronaldo merita un discorso molto più ampio della mera convenienza tecnica: è un elemento pagato con fondi extra-calcio, esterni. Chi si aspetta una crescita tecnica smisurata, o la Coppa dei Campioni già a stretto giro di posta, potrebbe rimanere deluso.

Rispetto ad Higuain, il portoghese ha chiaramente una caratura superiore e non solo: ha anche caratteristiche più adeguate a performare in Europa, più dinamismo, un raggio d’azione più ampio, una superiorità aerea che l’anno scorso si ritrovava solo in Mandzukic.

È un giocatore che sa come far male ai migliori difensori del mondo e che risulta pericoloso anche al di fuori dei 16 metri, laddove Higuain riceveva palla e poteva essere controllato a vista dai migliori difensori.

C’è però da fare i conti contestualizzando. Alla Juve, tecnicamente parlando, non serve aggiungere un profilo alla Ronaldo per risolvere le sue lacune tattiche ed equilibrare tutto il pacchetto offensivo. Il più grande margine di crescita dei bianconeri risiede proprio nel miglioramento dell’incastro e non dei componenti, quindi non mi aspetto una crescita netta nella competitività.SS

Ronaldo ha pur sempre 33 anni e mezzo, è in calo fisico e quindi anche tecnico evidenti, nonostante ci metta una cura maniacale per allungarsi la carriera.

È stata emblematica negli ultimi anni l’evoluzione del suo gioco diventato sempre più sofisticato senza palla, avendo perso l’esplosività che lo rendeva pericoloso nel dribbling. Un indicatore da non sottovalutare è pure il down di forma avuto nella prima parte di questa stagione, dove non segnava praticamente più. Il portoghese non è più disposto a compromessi del tipo sbattersi in pressing, cosa che una volta faceva.

Alla Juve, che già dispone di un reparto offensivo abbastanza inconsistente senza palla, con un Dybala accentratore e poco propenso alla distribuzione, servirebbe un giocatore diverso, un attaccante propenso al sacrificio sia tecnico che fisico, un gregario, non una prima donna. Cambiare il finalizzatore in una squadra che ha problemi di omogeneità tattica e nella creazione di occasioni, non sposta poi molto.

L’altro grosso dilemma che mi piacerebbe porre è: davvero Ronaldo è un finalizzatore così letale?

Tutti conoscono i numeri di Ronaldo, quantità di gol gargantuesche, ma a spulciare i numeri bisognerebbe notare la quantità di occasioni che impiega a segnare e l’enorme qualità delle stesse. Questi dati, confrontati con quelli di altri finalizzatori, fanno emergere il dubbio che il volume di gol del portoghese dipenda maggiormente da fattori contestuali che dalla sua reale consistenza al tiro. Dopotutto dietro di lui e per lui giocano Marcelo, Modric, Isco, Bale, Benzema, Kroos, Asensio…

Curiosamente, uno dei finalizzatori più letali d’Europa, se non il migliore quest’anno, è stato proprio il nostro Dybala. Uno che alle sue spalle invece ha Mandzukic, Matuidi, Khedira…

Facendo 2+2, se un giocatore così performante in finalizzazione come Dybala alla Juve non raggiunge le vette dei migliori d’Europa, e lo stesso si può dire di Higuain dal Napoli alla Juve, siamo sicuri che Ronaldo possa trasportare uniformemente il suo impatto in termini di gol da Madrid a Torino?

La grandezza dell’acquisto dell’anno si misurerà quindi non tanto sul rettangolo verde da 110×75 m, ma su quello 156×66 mm e sulla capacità di attrarre altri campioni a seguirlo.

​​​​​​​​​di Mattia Demitri