Il mistero dei video che non spuntano

di Massimo Zampini |

Sono da sempre affascinato dal percorso di alcuni video. Darei qualunque cosa per riuscire a capire come mai alcuni riescono a spuntare, altri spuntano ma durano poco e alcuni, poverini, non spuntano proprio.

Che cosa fa la fortuna o sfortuna di un video? Il fato? Il destino? O esiste qualche fattore umano che ne condiziona l’esistenza, il successo? Che mondo affascinante!

Un giorno spunta, per esempio, il famoso video di Cannavaro e delle flebo mentre giocava nel Parma. Ma non spunta mentre gioca nel Parma, o successivamente nell’Inter, o nel Real Madrid. No, spunta mentre è alla Juve. Pensate che curioso. Che mondo strano, questo dei video.

E il mitico video di Bonucci che prende a testate Rizzoli, indignando tutti noi che amiamo lo sport? Quante volte lo abbiamo rivisto, sezionato, amato, come fosse ormai parte di noi? Quello sì che è spuntato come si deve!

Ma poi, quando Donnarumma va a chiedere spiegazioni al direttore di gara, mostrando già maturità e determinazione, in considerazione della giovane età, non spunta nessun video. Ingiustizia delle ingiustizie: video già sparito; Bonucci sì e Donnarumma no, povero portierone.

Perché uno è spuntato e rimasto in auge per mesi, mentre l’altro non riesce proprio a spuntare? Cosa può avere inciso su questa differenza di trattamento, se non la sorte, il caso?

Le ultime settimane offrono alcuni esempi straordinari di questo strano fenomeno.

Spunta inarrestabile un innocuo video di Inter Channel, per esempio, cui fanno seguito:

  • a) discussioni di giorni sul punto esatto in cui batte la punizione Chiellini;
  • b) dibattiti appassionati sull’eventuale battuta della punizione con la palla in movimento;
  • c) post e commenti di tanti tifosi nerazzurri ormai schifati da questo calcio crudele che non merita più di essere guardato;
  • d) titolone della Gazzetta dello Sport sul video;
  • e) battuta di Elkann e comunicato ufficiale dell’Inter;
  • f) processo a Rizzoli di un imparziale inviato delle Iene;
  • g) foto di tifosi nerazzurri in Cina indignati, con tanto di cerimonia collettiva con gesto delle manette;
  • h) moviola a sette giorni di distanza alla DS;
  • i) magica pañolada a San Siro.

Beato quel video. Quale sarà stata la sua forza, la sua eccezionale energia?

Qualche giorno dopo, calcione di Eder a Dzemaili in area: Mazzoleni, che era arbitro addizionale in Juve-Inter, è a un metro, vede tutto, ma risparmia saggiamente a sé stesso un processo alle Iene e a noi altre due settimane di lagne infernali, di Gazzette con classifiche sui rigori (spoiler: Inter vittima dei poteri forti), di Pioli che non tollererà più altri errori (cit. Corriere della Sera), di comunicati di moviole alla DS una settimana dopo, di manette in Cina; ahimè, ci risparmia pure l’ennesima pañolada. Perché, lo ammetto, il mio sogno sarebbe assistere a una pañolada a Inter-Roma, domenica prossima, con i romanisti sgomenti e ammirati allo stesso tempo per il grado di vittimismo raggiunto dai rivali nerazzurri, ormai perfino superiore al loro.

Spunta il video? Macché, ne parlano tra loro divertiti alcuni tifosi juventini in qualche pagina dedicata a loro, guardata solo da loro.

Ogni video ha la sua storia, e questo non saprei dire cosa avesse di sbagliato: in fondo un rigore dovrebbe fare più notizia di una punizione nella propria area. Ma la vita non è sempre giusta, a volte devi farti trovare al posto giusto al momento giusto, contro la squadra giusta. Evidentemente questo video non ha rispettato una di queste condizioni, o semplicemente il fato gli era avverso.

Sentite quest’altra storia. La raccontiamo sottovoce, per non dare fastidio. Fate piano anche voi mentre leggete, per piacere.

C’è un tipo, tale Porceddu, che afferma di essere stato procuratore federale dal 1998 al 2001 e di essere attualmente giudice federale. Vi risulta? Bah.

Va beh, andiamo avanti. Ma fate piano. E acqua in bocca, mi raccomando. Questo tipo rilascia un’intervista all’Unione Sarda, nella quale racconta la sua carriera nella giustizia sportiva. Parte dal calcio scommesse del 1980, e fin qui nulla di strano.

A un tratto gli chiedono quale sia stato il momento più difficile di questi 47 anni.

Lui risponde senza esitare: “le indagini sui passaporti falsi, dove le pressioni arrivavano da destra, da manca, dall’alto e dal basso”. Racconta di quando aveva deferito Recoba e Veron e gli arrivò dalla questura di Roma un passaporto di quest’ultimo apparentemente valido, ma rubato insieme a molti altri alla questura di Latina. Lo dice ridendo, anche se la cosa è inquietante.

C’è qualche inchiesta in cui avete sbagliato o potevate fare di più? “Certamente, Moggiopoli”, afferma Porceddu utilizzando quell’espressione non proprio cara a noi juventini. Racconta che andava revocato un solo scudetto, perché non c’erano altri elementi sufficienti, ma poi è arrivato Guido Rossi, si è portato i suoi amici, e hanno assegnato l’altro all’Inter. “Errore gravissimo”, il più grave in 47 anni di carriera.

Insomma: il giudice federale, in 4 minuti di video, afferma che:

  • a) in 47 anni di carriera non ha mai ricevuto tante pressioni da ogni parte, come per la storia dei passaporti;
  • b) in 47 anni l’errore più grave è stato quello scudetto a tavolino – assegnato dagli amici degli amici con riferimento a una stagione senza alcuna intercettazione – che non è stato ancora cancellato, mentre quelli fanno la pañolada.

Ora silenzio, dimenticatevi di questo video. Non sta a noi incidere sul corso naturale degli eventi: se un video deve spuntare, spunta da solo. Altrimenti, vuol dire che non è ancora pronto, o che proprio non era destino.

Forse un giorno un giudice dirà cose opposte, per esempio che i passaporti erano tutti regolari e la Juve meritava la C, e magari quel video riuscirà a spuntare, trovando spazio sulle prime pagine di tutti quei giornali.

E il dubbio su cosa faccia la fortuna o la sfortuna di un video si infittirà ulteriormente, lasciandoci nel più profondo mistero.