Mission impossible: si torna a vivere

di Leonardo Dorini |

Nell’ultimo “Mission Impossible” Ethan Hunt (Tom Cruise) vola giù da un dirupo col suo elicottero, riesce a non morire, ma deve risalire la parete rocciosa per disattivare un detonatore, o il mondo finirà, devastato da terribili esplosioni; il classico timer scorre impietoso: o ci si salva o si muore tutti.

La Juve era finita nel dirupo 3 settimane fa a Madrid: tutto era nero, tutto poteva finire.

I pettegolezzi davano Agnelli e Allegri ai ferri corti, i giocatori sfiniti, Cristiano che tornava ad ascoltare le sirene da Madrid. Laggiù, nel burrone, ci si era infilati nel tunnel delle recriminazioni, delle critiche, del “moriremo tutti”, senza ricordarsi che una partita si può sbagliare e poi si può risalire a mani nude dalla parete rocciosa, “un centimetro alla volta”, fino alla salvezza.

Il condottiero col 7 sulla schiena, che per primo aveva detto CREDIAMOCI, ha fatto una tripletta all’Atletico, portando a 25 i gol segnati ai colchoneros:Ha imposto la sua legge“, titola Marca. E lo ha fatto con una serenità, una determinazione ed una tranquillità tali da far sembrare tutto “normale”: due incredibili gol di testa ai colossi del gioco aereo Godin e Gimenez e al gigante Oblak (che infatti uno l’aveva pure preso, ma un attimo in ritardo), il rigore tirato con occhio spiritato, che ricordiamo bene, quando lo abbiamo dovuto subire.

Il romanzo del calcio, ad averlo voluto scrivere a luglio, non sarebbe mai stato così perfetto: nel momento del bisogno, arriva un hat-trick a sistemare tutto, e lo mette a segno il campione che era arrivato apposta per questo; i biancorossi, invece di sognare di tornare nel loro stadio, sono rimandati a casa dal loro eterno castigatore proprio nell’anno in cui anche il Real Madrid è uscito nel rimpianto per chi c’era e ora non c’è più.

Emergere dal burrone, evitare la fine di tutto, continuare a vivere: ed è un bel vivere con un terzino sinistro che non si inarca per scattare, ma alza la testa e danza col pallone, con un difensore centrale tutto nuovo a dare sicurezza ai due veterani e quelle geometrie che mancavano; è un bel vivere con un ragazzo toscano che pare avere una forza indomita ed un gigante nero che a momenti la mette dopo pochi minuti di Champions.

Cosa c’è più romanzo del calcio di questo?” chiedo nella nostra chat di redazione: “I Quarti” risponde Luca Momblano. E’ vero: siamo vivi e chissà cosa ci aspetta, nella nuova pagina di questo romanzo straordinario che è la Juve in Champions.