Il mio mercato marottiano

di Federica Zicchiero |

Rivoluzionare? Tutt’altro. Semmai rinnovare, ringiovanire, ma senza dover ripartire da zero: se è vero che i rami secchi vanno sfrondati, è altrettanto vero che le certezze vanno conservate. Questo, a mio parere, dovrebbe essere l’obiettivo di Marotta per l’estate 2018. Un addio commosso e pieno di gratitudine ad alcuni campioni che hanno fatto la storia; un saluto senza rimpianti a chi vuole cambiare aria e a chi, semplicemente, non ha la levatura tecnica per stare alla Juve; la conservazione dei punti di forza della rosa; l’acquisizione di giovani di talento.

 

Difficile entrare nella testa del nostro AD, possiamo provare a ipotizzare le sue mosse solo avendo bene in mente le necessità tecniche della Juventus 2018-2019. Possiamo individuare 3 obiettivi principali.

   1.  RINGIOVANIRE. Buffon, Licht e Asa hanno detto addio; a questi potrebbe aggiungersi qualcun altro. Il ricambio generazionale sarà – oltre che fisiologico –  molto delicato. Fondamentale, poi, anche per ridare linfa e motivazioni a un gruppo che in Italia domina da 7 anni.

   2.  DARE UNA IDENTITÀ TATTICA AL CENTROCAMPO. Lo scorso anno le cose migliori sono arrivate con il centrocampo a 2, ma nell’estate 2017 non si è riusciti a comprare un centrocampista che potesse fare da solido scudiero a Pjanic (uno N’Zonzi, per capirci). La scelta era poi ricaduta su Matuidi, non adatto al centrocampo a 2: dopo qualche mese di esperimenti, Allegri è quindi addivenuto al 4-3-3. In ottica mercato sarà importante capire, prima, su quale modulo vorrà puntare il mister.

   3.  PUNTELLARE LE FASCE BASSE. Inutile girarci intorno: se i punti di forza della Juve attuale sono l’attacco e i difensori centrali, i punti si debolezza sono il centrocampo (meno fluido e propositivo rispetto all’anno scorso) e il parco terzini. Qui, in particolare, occorrerà muoversi con prontezza viste le partenze certe di Lichtsteiner e Asamoah e quella – possibile – di Sandro.

 

Proviamo quindi a ipotizzare i movimenti di mercatoche potrebbero rispondere alle tre necessità sopra elencate. Ragioniamo sui ruoli e non facciamoci troppi castelli in aria: sappiamo bene che Marotta dovrà fare i conti sia con il bilancio sia con gli slot delle liste Uefa/Serie A.

 

CHI PARTE… E CHI LASCEREI PARTIRE

Buffon

Lichtsteiner

Asamoah

Marchisio: il Principino valuterà bene, insieme alla società, cosa fare del suo futuro; per il poco visto in campo – poco sia come numero di gare giocate sia come apporto tecnico – lo lascerei partire; tutti nutriamo un profondo affetto per questo giocatore, sfortunato nelle ultime due stagioni, ma l’affetto e la nostalgia non devono bloccare il rinnovamento della Juve.

Mandzukic: quest’anno ha sbagliato tanti goal ed è parso meno incline al sacrificio rispetto allo scorso anno, quando il suo spostamento a sinistra aveva permesso il passaggio al 4-2-3-1.

IN FORSE: Alex Sandro: quest’anno il brasiliano ha evidenziato una palese involuzione rispetto ai primi due anni in bianconero; per tutta la stagione è apparso demotivato, forse intrigato dai progetti e soldoni stranieri? Se non ci crede più, se esprimerà il desiderio di andare via, lo si lasci partire, tanto più che da qualche parte occorrerà fare cassa; se invece la società lo ritiene importante, gli si faccia un bel rinnovo: per me lo meriterebbe.

Sturaro 

Partenze: 6 + 1. Età media in uscita: 31, 4

 

LE CERTEZZE DA CUI RIPARTIRE

Szczesny

Pinsoglio

Chiellini

IN FORSE: Benatia: alcune voci lo danno in partenza, ma lascerebbe un vuoto da colmare in un settore in cui invece sarebbe possibile evitare investimenti onerosi. Il marocchino è stato protagonista di una stagione positiva, al netto di qualche errore difensivo; per me merita la conferma e il rinnovo

IN FORSE: Barzagli: 37 anni, la carta d’identità non fa sconti. Personalmente – proprio per amore suo e di ciò che è stato – lo saluterei prima che l’inevitabile declino fisico rischi di rovinarne le prestazioni e il ricordo in bianconero. La società, però, sembra pensarla diversamente: viste le partenze di tanti senatori, sembra che ci sia la volontà di mantenere in rosa una buona dose di carisma, esperienza e juventinità. Tutte doti in cui Barzaglione eccelle.

Rugani

De Sciglio

IN FORSE: Howedes: è un campione del Mondo, e abbiamo capito subito di che pasta è fatto nei pochi minuti in cui ha giocato; proverei a tenerlo rinnovando il prestito, senza sborsare subito il riscatto pattuito con lo Schalke. NB: può giocare anche da terzino destro, un dettaglio non banale.

Pjanic

Khedira: quest’anno ha palesato a lungo una condizione fisica preoccupante, ma ha anche sfornato goal e assist importanti: forse si era “tenuto” per il Mondiale? Nel dubbio, e vista anche la possibilità che Marchisio parta, lo terrei in rosa. NB: sarà cruciale recuperarlo fisicamente al top.

Matuidi: è un giocatore che tecnicamente non mi fa impazzire, ma che ha la grande dote di recuperare palloni vitali in mezzo al campo; ed è inverosimile che Marotta lo venda dopo un solo anno, col rischio di mettere a registro una minusvalenza.

Bentancur

Cuadrado: si prospetta un doppio ruolo per lui, ala e terzino destro (ma dovrà migliorare in alcuni movimenti difensivi).

Costa

Bernardeschi

Dybala

Higuain 

IN FORSE:Pjaca: il croato tornerà dal prestito allo Schalke, ma non è ancora sicuro se rimarrà a Vinovo.

Età media dello “zoccolo duro”: 28,3

 

ARRIVI SICURI E POSSIBILI

Ragioniamo ruolo per ruolo, tenendo conto delle uscite sopra elencate.

– Secondo portiere: si vociferava di Mirante, che avrebbe il pro di essere club trained, sembra invece che si sia molto vicini a Perin (che personalmente amo molto).

– Difensore centrale: se non dovesse partire Benatia, l’inserimento di Caldara potrebbe essere sufficiente, immaginando anche un impiego di Barzagli via via più marginale. Ma attenzione: con 5 centrali più Howedes, lo spazio per Rugani potrebbe ridursi ancora di più, rallentando ulteriormente la sua crescita.

– Terzino destro: l’obiettivo più talentuoso (e costoso) sarebbe Cancelo, ma alla fine – conoscendo il nostro Marotta – potrebbe arrivare un Darmian o un Digne (meglio ancora se in prestito con diritto di riscatto).

– Terzino sinistro: se sulla fascia destra sono possibili anche soluzioni interne (Cuadrado, Howedes o anche lo spostamento di De Sciglio), diverso è il discorso per la fascia sinistra; qui un acquisto di livello è vitale.Con Spinazzola (comunque non terzino naturale ma nel caso da adattare) a lungo infortunato, e soprattutto nel caso di una possibile cessione di Sandro, meglio tutelarsi. Il nome low cost è quello di Filipe Luis; se invece Marotta fosse in vena di spendere, ecco Gayádel Valencia. Qualcosa mi dice che una bella quota del budget mercato verrà spesa in questo ruolo.

– Centrocampisti: per rinforzare il reparto più deficitario della Juve 2017-2018, serviranno almenodueacquisti di livello. Magari una coppia composta da un centrocampista forte e con una buona esperienza in campo internazionale (Emre Can, il cui arrivo a parametro 0 entrerebbe di diritto nella Top 3 delle marottate) e un giovane italiano di buone prospettive (uno tra Pellegrinie Cristante). Vista la concorrenza dei top club europei e la valutazione che ne fa Lotito, il sogno proibito Milinkovic-Savic sembra destinato a rimanere un sogno. Le scelte, però, dovrebbero essere funzionali a un disegno tattico, e non semplicemente un in & outper riempire le caselle della rosa. In altre parole: che centrocampo ha in mente Allegri? Un centrocampo a 3 con in mezzo Pjanic, come quello visto per gran parte di questa stagione, o un centrocampo a 2 che supporti 3 trequartisti? La domanda non è peregrina, perché se è indubbio che un giocatore non vale l’altro, questo è vero in particolare per il reparto mediano.

E in attacco?Non prevedo grossi investimenti in questo settore, penso che le somme maggiori verranno allocate altrove. Se le voci che danno Mandzukic in partenza venissero confermate, si potrebbe colmare il vuoto con il reintegro di Pjaca (sarà cruciale, quindi, capire bene a che punto è il recupero fisico dell’ala croata). Se invece Marotta optasse per uno svecchiamento ancora più profondo (per esempio con la cessione del nostro centravanti titolare), servirebbe qualcosa di più. Si vocifera di un ritorno di Morata, che farebbe impazzire molti tifosi, ma anche dell’interessamento per Martial(che però, attenzione, non è un centravanti, così come non lo è Pjaca).

 

Tante le ipotesi sul tavolo. Tante le variabili di cui tenere conto, a seconda delle richieste che i giocatori faranno pervenire a Marotta (ricchi rinnovi contrattuali o addirittura partenze verso altri lidi). Nel difficile contesto nazionale, con in più la grana diritti TV ben lungi dal risolversi, il nostro AD dovrà muoversi con intelligenza e anticipo rispetto alla concorrenza. La posta in gioco non è affatto banale: dare inizio a un nuovo ciclo vincente. Il tempo corre, il gong quest’anno rintoccherà in anticipo: 18 agosto.