Minutaggio e profondità della rosa: noi e le altre

di Sandro Scarpa |

Il recupero di una forma fisica accettabile e di un fulcro come Marchisio sono stati fattori decisivi per la minirimonta bianconera. La preparazione “compressa” tra Berlino e Shangai con la scia di infortuni muscolari derivanti è invece una delle maggiori cause di un inizio catastrofico.

Al contrario, noi juventini invidiamo, oltre agli schemi brillanti, il ritmo gara e la mancanza di infortuni di Napoli e Fiorentina, le più scintillanti ad oggi.

Si è parlato molto della “profondità” della rosa juventina. Riserve come Rugani, Caceres, Sandro, Pereyra, Zaza e uno tra Mandzukic, Dybala o Morata sono un lusso per la serie A. E’ chiaro però senza il recupero degli infortunati cronici, questa profondità non dà vantaggi, anzi, alla prima assenza di Pogba ci ritroviamo con un centrocampo minimal nella decisiva trasferta di Roma.

in una stagione così lunga, che si chiude prima per gli Europei 2016, la lotta al vertice risentirà però senz’altro del livello di benzina dei titolari e del serbatoio di riserve a cui attingere.

Ricordiamo tutti come Tevez l’anno scorso superando i 4.000 minuti arrivò cotto nel finale.

Ecco l’analisi del minutaggio stagionale delle sei squadre in testa alla Serie A.

immagine Minutaggio e Profondità

L’analisi, per quanto prematura, evidenzia alcune tendenze:

Inter e Milan godono di un minutaggio inferiore senza le Coppe. I 10 nerazzurri più utilizzati hanno il 30% di minuti in meno di quelli del Napoli, e nel 2° tempo al S. Paolo un po’ si è visto. Questo consente di lavorare 7 giorni in allenamento, su tattica e recupero fisico, e di avere meno infortuni. L’Inter inoltre ha ruotato più del Milan, col solo Medel sopra i 1000 minuti. Al Milan invece i punti fermi Romagnoli, Bonaventura e Bacca sono imprescindibili, e la scarsa profondità della rosa, anche per infortuni, si è palesata nella gara col Crotone.

Napoli e Roma sono quelle che hanno spremuto di più i titolari, tutti sopra i 1.000 minuti. Ma, se il Napoli ha un blocco di titolari inamovibili –stacco netto tra Insigne e Lopez- grazie a pochi infortuni e al turnover in Europa League, la Roma invece ha logorato gli insostituibili Manolas, Nainggolan, Digne, sia in A che in Champions, per infortuni o mancanza di alternative. La Roma infatti ha già dato segni di cedimento, anche perché, out Salah e Gervinho (ma anche Castan, De Rossi, Keita) le riserve non sono state all’altezza, basti vedere i minuti scarsi di Sadiq e Ucan. Il Napoli non ha questi problemi, ma ha comunque impiegato solo 15-16 uomini, con spiccioli per Chalobah e Strinic. E’ chiaro che il blocco dei 10 titolari fin qui quasi sempre in campo non potrà arrivare a 4.000 minuti in stagione, anche perché la fase soft dell’EL è finita e, se in avanti le alternative sono valide (Mertens, Gabbiadini), non si può dire lo stesso in altri reparti.

Juve e Fiorentina sono quelle che hanno attinto di più dalla “panchina”, con un turn over superiore alle altre. C’è però una sostanziale differenza: la rotazione viola non è stata forzata, a parte il recupero di Rossi, l’infortunio a Kuba. Sousa ha infatti abbozzato un turn over con risultati mediocri, rimediando poi in corsa, con i soliti Kalinic e Bernardeschi. Inoltre, come Sarri e Garcia, Sousa non ha alternative a Gonzalo, Astori e Valero. La Juve invece ha ruotato per necessità, infortuni a catena in mezzo e meccanismi offensivi da consolidare. Il risultato è un massiccio impiego solo di Pogba (l’uomo con più minuti in stagione in A/CL) e della BBC difensiva. Tolti questi uomini la Juve ha infatti titolari “freschi” –Marchisio e Lichtsteiner hanno i minuti di un panchinaro Napoli-, ed altri titolari –sulla carta- con ridottissimo minutaggio: Khedira, Morata, Sandro, Pereyra. Per di più, oltre ad una panca con maggiore qualità (paragoniamo Caceres e Zaza a Chalobah e Strinic), la Juve ha altri elementi, oltre i 20, che altrove sarebbero titolari: Rugani, Asamoah.

In conclusione: Con l’arrivo del freddo, dei duri campi invernali, delle squalifiche da ammonizione, Inter e Milan beneficeranno sempre più della mancanza delle coppe –Mazzarri, ma anche Conte, diceva che la CL ti toglie 10-12 punti e ricordiamo il tracollo di squadre come Lazio, Fiorentina o l’Inter di Stramaccioni che negli anni scorsi avanzarono in Europa League. Napoli e Fiorentina devono sperare che gli 8-10 titolarissimi non abbiano raffreddori, aldilà del bel gioco e degli schemi efficaci e belli da vedere. Non si tratta solo degli Higuain o dei Kalinic, anche già solo Maggio per Hisay, David Lopez per Allan o Gilberto per Gonzalo e Verdù per Valero, ti cambiano la squadra. La Roma non ha riserve in almeno 4 ruoli chiave e in altri ha solo titolari adattati (terzino destro).

Poi ci siamo noi. Se Khedira e Asamoah riuscissero a fare in due le presenze di un titolare sano, se Caceres e Pereyra tornassero alla condizione fisica vista gli anni scorsi, se la maledizione di flutter atriali e Ferrari sfasciate ci abbandonasse, avremmo una rosa mai così completa e profonda, in grado di sopportare dossi e curve della stagione. Anche lì davanti la rotazione Morata-Mandzukic più che portare a finti rancori e liti potrebbe consentirci di schierare sempre l’attacco più in forma e non spompato. Idem per un centrocampo con almeno 7 effettivi validi per 3 posti.

Vincere è un altro paio di maniche, ma con questi 24 uomini non si può non essere competitivi.