Milinkovic-Savic è davvero il Pogba bianco?

di Jacopo Azzolini |

Milinkovic-Savic

I giocatori che abbinano una stazza imponente a una tecnica sopraffina non sono moltissimi neanche nel calcio del 2018. E infatti quelli che posseggono entrambe non ci mettono molto a entrare nell’immaginario collettivo e diventare metri di paragone. Negli ultimi anni è stato soprattutto Pogba – per quanto riguarda i centrocampisti offensivi – a ridefinire le regole, unendo lo stradominio e la prepotenza in qualsiasi situazione di gioco, dal controllo di palla alla conduzione, dalla velocità alla capacità di dribbling.

Con la Serie A che nell’ultimo biennio è stata travolta da un profilo come Sergej Milinkovic-Savic, i confronti con l’attuale giocatore del Manchester United non sono certo venuti a mancare. D’altronde, condividono molte cose: oltre a una protezione di palla e a un dominio fisico che hanno pochi pari nel mondo, la qualità delle loro giocate negli ultimi metri sono evidenti, tant’è che entrambi possiedono numeri offensivi strepitosi.

Tuttavia, per quanto – e  a maggior ragione tra i tifosi bianconeri – siano già partiti i confronti e la possibilità di poter magari acquistare il “nuovo Pogba”, va sottolineato che si tratta di profili con compiti piuttosto diversi. Oltre allo stereotipato (nel senso buono) tiro in porta e alle meravigliose capacità in rifinitura, il francese è totale nella manovra delle squadre in cui gioca. Sa toccare palla in zone sensibili, con grande pulizia nel tocco, e contribuire nello sviluppo dell’azione in qualsiasi area del campo, possedendo qualità in qualsiasi tipo di passaggio: dall’appoggio corto fino al cambio campo. Senza dimenticare il gigantesco lavoro in ripiegamento quando gli viene richiesto dall’allenatore, come quando ai tempi di Allegri faceva il quarto in non possesso.

Oggi, Milinkovic-Savic ha compiti che, per quanto cruciali per la Lazio, sono circoscritti unicamente nell’ultimo terzo di campo. La costruzione bassa è infatti prerogativa del rombo arretrato (i 3 difensori più Leiva), con saltuariamente l’altra mezzala (Parolo) che si abbassa in aiuto. Il serbo rimane piuttosto vicino a Luis Alberto sul centrosinistra, ossia il lato forte della Lazio, con i biancocelesti che così cercano di sfruttare le sua qualità in avanti, con in più la possibilità che il serbo si butti dentro l’area (eccellenti doti nell’inserimento e nello stacco aereo). Inoltre, diviene cruciale nella risalita, con spesso la Lazio che esaspera il lancio lungo su di lui, contando sulla sua capacità di “fare torre” e proteggere palla dal marcatore. Insomma, Inzaghi ha lavorato soprattutto per sfruttarlo in zone avanzate del campo, quasi annullando i suoi compiti in costruzione e senza neanche chiedergli molto in fase di non possesso.

Pogba attualmente incarna quindi un’universalità maggiore rispetto a Savic, in quanto riesce a essere nel vivo del gioco in quasi ogni fase. Per quanto top player di livello indiscusso, il Milinkovic-Savic visto fino ad ora sembra maggiormente “specialista” (seppur tra tante virgolette). Se ci sono pochi dubbi sul fatto che abbia tutte le carte in regola per essere decisivo anche in top club, la sua completezza passa dal divenire maggiormente fonte di gioco anche in altre zone del campo, migliorando nell’impostazione. Di certo, l’età è dalla sua.

 

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