Milinkovic is for Men, Keita is for Juve

di Mattia Demitri |

In finale di Coppa Italia la Juventus affronterà la Lazio del giovane Inzaghino, squadra sulla cresta dell’onda. Sono tre i surfisti spericolati che la cavalcano, giovani talenti esplosivi.

Keita Diao Baldé, king dello $WAG a Formello, classe ‘95, freschissimo ma già con 3 anni di serie A alle spalle. Attaccante, ha giocato quest’anno a supporto di Immobile come seconda punta oppure nel ruolo classico di ala sinistra nel tridente, brillando di luce propria. Bling-Bling.

Felipe Anderson, classe ‘93, centrocampista. Anche lui ormai esperto, vive di alti e bassi; quest’anno ha trovato una ragione come ala destra nel 442, a tutta fascia. Da lui passano la gran parte delle azioni dei biancocelesti, infatti ha numeri offensivi importanti a livello europeo.

Sergej Milinkovic-Savic, ultimo arrivato, 1995. E’ esploso nell’ultimo anno come centrocampista: possente e pericoloso, sa maneggiare il machete ma anche il bisturi. Ha giocato come mediano, come mezzala, come trequartista, anche all’interno della stessa partita, segnando spesso e volentieri.

Giocatori che non hanno praticamente bisogno di presentazioni: sono temibili e i tifosi juventini sanno bene di chi preoccuparsi e cosa aspettarsi in campo.

Provando però a tralasciare la partita, andando oltre, a questa Juventus chi farebbe più comodo dei tre?

Probabilmente nessuno di loro sarebbe titolare in questa squadra, andrebbero in competizione tutti con giocatori simili ma più forti di loro, Anderson con Cuadrado, Keita con Higuaín e Dybala, Milinkovic-Savic con Khedira.

Considerando però la desolazione che regna nella Juve alle spalle dei top player in attacco, forse il king dello $WAG e lo stakanovista brasiliano sarebbero più utili del giovane serbo, anche soltanto come riserve.

Anderson potrebbe giocare a sinistra, insidiando molto più credibilmente Mandzukic di quanto non possa fare con Cuadrado. Il croato non ha il dinamismo, la tecnica e la velocità del brasiliano che è più giovane, più talentuoso e di ruolo, anche se meno continuo.

Keita all’apparenza potrebbe sembrare calzante come esterno sinistro, ma in realtà non è adatto a fare quel lavoro, ha sempre sofferto in passato quella collocazione, troppo lontana dalla porta, troppo distante dal centro dell’attenzione e faticosa per via dei numerosi ripiegamenti difensivi, chiaramente non nelle sue corde.

I punti a favore dell’africano sono il suo talento, superiore a tutti nella rosa della Lazio, e le sue caratteristiche uniche, differenti da tutti gli altri giocatori offensivi della Juve. Keita è una punta di movimento, più veloce sia di Higuaín che di Dybala, più adatto di entrambi a giocare in campo aperto, la sua tecnica è sopraffina, è ambidestro come il Pipita e agile come la Joya.

E’ spesso tornato utile ad Inzaghi come cambio offensivo nelle partite bloccate, il suo impatto è immediato, anche e soprattutto nei big match, con giocate risolutive che lasciano intravedere lampi da top player.

Questa caratteristica è decisiva nel renderlo il giocatore ideale per la Juventus di quest’anno: i cambi spacca partita, a cui Allegri ricorre spesso e volentieri, la mancanza di riserve adeguate in attacco, e le caratteristiche adatte sia a sfruttare una situazione di contropiede a vantaggio acquisito che ad aprire una gara bloccata con un forcing offensivo.

…e poi da quando è andato via Pogba, c’è bisogno di un nuovo alfiere dello $WAG, cool e sfrontato.

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