Milan-Juve: come cambiano i rossoneri senza Bonucci

di Jacopo Azzolini |

A San Siro la Juventus affronterà un Milan che non ha ancora trovato una fisionomia completa.

 

Nonostante le difficoltà e i diversi cambiamenti apportati in queste prime partite, i principi della costruzione bassa rossonera sono però sostanzialmente rimasti invariati. L’avvio dell’azione continua a essere prerogativa del rombo arretrato formato dai tre difensori più Biglia.

 

Gli interni di centrocampo non partecipano quindi alla prima impostazione ma scattano in avanti cercando di inserirsi alle spalle del centrocampo rivale. Tuttavia, questi meccanismi devono ancora essere oliati, visto che né Kessie né la mezzala mancina riescono ad essere serviti con costanza nella zona di rifinitura.

 

 

Anzi, una pressione alta ben organizzata manda in crisi la manovra arretrata del Milan. La Roma, per esempio, ci è riuscita: Dzeko schermava Bonucci (spesso portandolo al retropassaggio), mentre le ali uscivano su Musacchio e Romagnoli, costringendo più volte i rossoneri al lancio lungo.

 

A causa dell’assenza di Bonucci, contro il Chievo si sono visti cambiamenti organizzati da Montella. Decisivo l’abbassamento di Rodriguez come centrale di sinistra: il tecnico campano ha infatti chiesto ai suoi difensori di salire molto palla al piede. Per superare gli ingolfati spazi centrali, il Milan si è basato sulle intraprendenti conduzioni palla al piede del giocatore svizzero. Il Chievo, stringendosi, non riusciva a coprire l’ampiezza del campo, con Tomovic preoccupato da Kalinic: in tal modo, Rodriguez è riuscito a servire Suso sul lato debole con precisi cambi di gioco.

 

 

Non va inoltre dimenticata l’elevato lavoro che fa Kalinic nell’aggredire la profondità, coi suoi movimenti che lo rendono catalizzatore nella manovra offensiva. Il primo gol di Verona è nato così: lancio lungo di Musacchio per il croato prontamente accompagnato da Calhanoglu e Suso. Dalla sponda aerea dell’ex Viola è poi nata l’azione che ha portato al gol dello spagnolo.

 

 

La Juve dovrà cercare di essere coerente da un punto di vista tattico: a volte è subentrata incertezza tra l’adottare un sistema di pressione più avanzata o se invece rifugiarsi nella difesa posizionale. E’ il caso di quanto avvenuto contro la Lazio, dove il portatore di palla ha agito indisturbato e Khedira e Matuidi hanno accumulato parecchio spazio alle proprie spalle, lasciando Bentancur da solo.

 

 

Al netto di risultati non esaltanti, il Milan ha qualità tra le linee. La Juve dovrà quindi mostrare una fase di non possesso più costante nei 90’ rispetto a certe recenti uscite.

 

Altre Notizie