Milan-Juve 0-2: bentornati nel regno di Gonzalo Higuain

di Fabio Giambò |

Permettete a chi scrive di partire con due facili battute ironiche (ma neanche tanto): ci voleva il Milan a San Siro per far tornare illibata la porta di Gigi Buffon, e quel panzone lì che vien dall’Argentina oggi l’ha vinta più o meno (!) da solo. L’ha vinta da solo, ma non l’ha costruita da solo, né la difesa da solo: perché, a parte qualche sbavatura qua e là figlia comunque di un incredibile stato mentale che accompagna per ora Giorgio Chiellini, la fase difensiva della squadra di Allegri stavolta è stata quasi perfetta. Ci sta andare a San Siro e rischiare qualcosa, ma ci sta anche che Buffon dimostri il perché ancora oggi qualcuno lo considera il migliore del mondo.

Primi dieci minuti così così, forse eccessivamente sotto ritmo al di là di quelle che erano le richieste del mister di non velocizzare troppo le giocate, poi però, tolta la polvere dagli ingranaggi, la macchina ha iniziato a muoversi sulla strada bianconera: il gol dello 0-1 è la fotografia della superiorità tecnica di questa squadra rispetto a chi stava dall’altro lato oggi. L’imbucata di Pjanic, lo stop morbido di Dybala, la velocità e la potenza d’esecuzione di Higuain: stampate tutto e fatela rivedere nelle scuole calcio, poco importa se poi giocate del genere vengon fuori per doti naturali dei singoli, ma l’idea di gioco è poesia. Non che il raddoppio sia da meno, seppur aperto da un’indecisione di Borini: costruzione dietro con tranquillità, Asamoah apre il corridoio, Dybala manda fuori-giri la difesa rossonera, e poi ancora lui, il Pipita; altra fotografia per coloro che studiano da centravanti nelle scuole calcio: cari bimbi, volete diventare forti? Fortissimi? Studiate questo animale d’area di rigore perché esemplari del genere ne nascono pochi e con poca frequenza.

Si potrebbe cercare l’ago nel pagliaio parlando della leggerezza di Lichtsteiner, a conferma di una falla dietro a destra che la Juve dovrà portarsi dietro ancora per un po’ almeno, ma per le analisi specifiche eventualmente ci sarà modo: stasera è tempo di godersi questi tre punti, venir fuori da San Siro facendo torello ed umiliando di fatto il Milan, che non sarà IL Milan, ma è sempre il Milan. E’ chiaro, no? Adesso un weekend di tranquillità guardando in poltrona quello che succede altrove in Serie A, poi testa a Lisbona, c’è una qualificazione agli ottavi di Champions da conquistare.