I migliori tre Juve-Fiorentina della mia vita

di Giuseppe Gariffo |

Juve-Fiorentina è per noi, come tante, una sfida ad alto tasso di rivalità a senso unico. Vissuta dai Viola e dalla loro tifoseria come una battaglia contro il nemico storico, è invece considerata alla stregua di tante altre da club e pubblico bianconero.

Sarà anche un match come tanti. Però di momenti fissati nella memoria ne rimangono parecchi. Forse sono di più quelli vissuti al Franchi: vittorie insperate e determinanti, gol vittoria nel recupero, goleade o passaggi di turno in coppa contro ogni pronostico.

Ma anche a Torino sono avvenuti fatti da ricordare: vittorie rocambolesche, gol spettacolari, firme d’autore. Ne ricordiamo tre:

Dodicesima giornata del campionato 1995-95. La prima Juve di Lippi è seconda in classifica ad un punto dal Parma. Un punto più sotto si trova proprio la Fiorentina di Ranieri, che arriva al Delle Alpi senza timori reverenziali e si porta in vantaggio di due gol, contro una Juve buona ma sfortunata, che sbatte contro legni e portiere avversario. Fino al 77’ il risultato non si schioda. 0-2.. La Juve però continua a creare tanto, ed in 6’ una doppietta di Vialli riequilibra il risultato. Il pari sembra già una conquista, ma quella squadra ha una voglia di vincere che non si ferma davanti a nessun ostacolo. Uno spirito che la porterà sul tetto del mondo nel giro di due anni. Sugli sviluppi di una rimessa laterale, allora, dalla difesa bianconera parte un lancio lungo a campanile, di quelli che spesso finiscono preda della difesa avversaria. Oppure, se hai un energumeno al centro dell’attacco,  quello fa a sportellate e la spizza per i compagni. Tertium non datur. Ma il ventenne Alessandro Del Piero, che energumeno non era, non lo sa. E si inventa uno dei gol più straordinari della storia del calcio.

Quinta giornata di ritorno 2012-13. La Juve di Conte è prima ma non vive un momento di grande brillantezza. L’ultima uscita allo Juventus Stadium è uno scialbo 1-1 contro il Genoa (quello di Granqvist e del celebre “Guida non se l’è sentita”). La Fiorentina di Montella vive una grande stagione, è a ridosso delle prime e riceve tanti complimenti per il bel calcio proposto. Ma la Juventus la liquida in 31’, con due gol indimenticabili. Il primo perché lo mette uno che ne faceva pochi, ma tutti belli: Mirko Vucinic. Il secondo perché Matri, imbeccato da Vidal che attira a sè tutta la difesa viola, lo segna come in spiaggia: senza scarpa.

Prima giornata 2016-17. È il 20 Agosto e la Juventus si presenta ai propri tifosi dopo un mercato scoppiettante, nel corso del quale cede Pogba, ma acquista Dani Alves, Pjanic, il giovane Pjaca e soprattutto paga la clausola di 90 milioni per il colpo più costoso della propria storia, fino a quel momento: Gonzalo Higuain, strappato al Napoli di De Laurentiis. Il Pipita non è al meglio, ancora, e parte dalla panchina. Nella Fiorentina di Sousa giocano Bernardeschi e l’esordiente Federico Chiesa. La Juve gioca bene e passa subito con Khedira, ma ad inizio ripresa Kalinic, su corner (come spesso ci accade) pareggia per la Fiorentina. A metà del secondo tempo Max Allegri decide di buttare nella mischia Gonzalone. Il suo ingresso accende lo Juventus Stadium, innalzando i decibel. L’attaccante argentino, tuttavia, trotterella in campo, mostrando la sua forma ancora approssimativa. Peró volte, se nasci e vivi per il gol, questo può non essere un dettaglio fondamentale. Così il Pipa fa prima a regalarci tre punti che a toccare tre palloni. Si avventa per primo su una respinta di Alonso e timbra il cartellino. Un gol da rapace festeggiato, con rabbia e orgoglio, sotto la Nord. Dal Pipita e da tutto lo Stadium, che per un’estate intera aveva immaginato il momento di quell’urlo “Ha segnato per la Juventus, con la maglia numero noveeee, Gonzaloooooo…. HIGUAINNNN!!!”