Micromoviola: Lazio-Juventus 0-1 (Coppa Italia)

di Maurizio Romeo |

Deludente la direzione di Lazio-Juventus da parte di Damato. Il direttore di gara di Barletta mostra una decisa involuzione rispetto alla scorsa stagione nella quale era apparso uno fra i più in forma del campionato. Mercoledì sera non ha convinto per nulla: in ritardo nelle azioni principali sembra poi non utilizzare un metro unico all’interno della gara. Inizia dando l’impressione di voler gestire la gara senza estrarre troppi cartellini, poi prosegue con un metro più rigido ma dando spesso la sensazione di non avere il controllo della partita. Fiscale coi giocatori della Juventus, non appare esserlo allo stesso modo con i giocatori della Lazio. Permette a Lulic di andare spesso sopra le righe e ammonisce tardivamente Mauricio che avrebbe meritato la sanzione in almeno due occasioni. Decisamente pessima anche la gestione sul fallo di Radu negli ultimi istanti di gioco quando dà la sensazione di fischiare la fine per evitare di ammonirlo. Bocciato.

 


Il rigore

Partiamo dal caso più discusso: il calcio di rigore non fischiato in favore della Juventus dopo la mezzora di gioco per una sospetta trattenuta di Bisevac su Morata.

L’azione parte da una palla recuperata da Zaza sulla fascia destra e giocata molto velocemente da parte dello spagnolo che poco dopo la metà campo si libera con un sombrero dell’avversario e si invola verso l’area della Lazio. Sono decisamente in ritardo di posizionamento sia Damato che, soprattutto, il suo secondo assistente De Luca nettamente indietro rispetto all’evolversi dell’azione.

34-1-Morata

La trattenuta del giocatore serbo della Lazio inizia all’esterno dell’area di rigore: il difensore si disinteressa della palla e punta dritto l’avversario prendendolo per la maglia e cercando di rallentarne la corsa…

34-2-Morata

…con il braccio destro cerca anche di spingerlo al fine di guadagnare una posizione migliore…

34-3-Morata

…senza peraltro mai mollare la presa della maglia…
34-4-Morata

…la trattenuta prosegue anche all’interno dell’area di rigore…
34-5-Morata

…con la maglia del n°9 bianconero che si allunga in modo importante (come evidenzia anche un replay più ravvicinato dell’azione).

34-8-Morata

Il giocatore della Lazio non accenna a lasciare la maglia dell’avversario, anzi (come evidenziato anche nell’ingrandimento), la tira all’indietro in modo evidente prima di mollare la presa…

34-6-2-Morata

..ed è proprio quest’ultimo movimento a causare la caduta del n°9 bianconero con il corpo all’indietro. Morata infatti si rende conto che la lunga trattenuta ne ha compromesso il passo oltre all’equilibrio e rendendosi conto di non riuscire più a giocare il pallone si lascia andare.

Damato ha un dubbio e prima di fischiare guarda verso il suo assistente De Luca (evidenziato nel cerchio giallo) che evidentemente non gli segnala alcuna azione fallosa.

34-7-MorataIl regolamento, nelle linee guida agli arbitri in calce alla regola 12 (Falli e scorrettezze), prevede che la trattenuta che inizia all’esterno e continua all’interno dell’area di rigore debba essere punita con un calcio di rigore. 
34-9-Morata

Ci sarebbero quindi poche discussioni in merito e poco importa l’entità di una trattenuta che è prolungata (inizia all’esterno e termina in area) e di fatto compromette a Morata la possibilità di raggiungere il pallone e di calciarlo verso la porta avversaria. Tenendo in considerazione che si tratta anche di un’evidente opportunità di segnare una rete oltretutto, oltre al rigore manca un cartellino rosso per il difensore della Lazio.

Provando ad analizzare i perchè della (non) decisione di Damato, si può presumere che dalla sua posizione percepisca la trattenuta ma non ne abbia la certezza, chieda quindi aiuto all’assistente che teoricamente avrebbe una posizione migliore per valutare almeno l’ultima fase dell’azione, ma non si avveda di fatto di quelle precedenti. In questo caso non è da escludere che se vi fosse stata la presenza anche di un addizionale (in Coppa Italia sono previsti unicamente per la finale) il rigore avrebbe potuto essere assegnato con tranquillità: dalla posizione frontale rispetto ai due giocatori l’addizionale avrebbe avuto l’evidenza del perdurare della trattenuta oltre all’entità della stessa. C’è da dire che un arbitro dell’esperienza di Damato avrebbe dovuto cogliere l’azione fallosa, considerando che Morata si trovi davvero a-tu-per-tu con il portiere della Lazio e non avrebbe interesse a lasciarsi andare in una situazione del genere. Nel dubbio, comunque, ci può stare che il direttore di gara decida di “non decidere” e lasciare correre. Sensazione che si ha analizzando la mimica di Damato che non incrocia le braccia per segnalare l’assenza di azione fallosa né tantomeno fa cenno a Morata di rialzarsi, bensì prosegua solamente la sua corsa, segno che non abbia certezze in merito.

 


 

Il gol

Poche discussioni sulla rete decisiva di Lichtsteiner. Ci pensa infatti la Goal Line Technology in pochi secondi a dirimere ogni dubbio.

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Palla che ha superato interamente la linea di porta per qualche centimetro. Gol valido.

66-2-GolLicht


I fuorigioco

Due le azioni dubbie. La prima dopo nemmeno 60″: in questo caso ha ragione l’assistente De Luca (ottimamente piazzato), perchè al momento del lancio Morata si trova di poco oltre la linea di centrocampo e di qualche centimetro oltre la scarpa di Mauricio. Corretta quindi in questo caso la segnalazione.

1-FuorigiocoMorata

Commette invece un errore il primo assistente Tonolini quando ferma Candreva: al momento del lancio di Klose il centrocampista offensivo della Lazio è sì oltre Chiellini, ma c’è Caceres a tenerlo in gioco nella zona centrale del campo. Aiutandosi con le linee più scure sul terreno di gioco, si può notare come il piede sinistro del centrale bianconero sembri tenere in gioco l’avversario. L’errore dell’assistente potrebbe essere causato dal fatto che nel brevissimo istante in cui sposta lo sguardo verso il centro il movimento “a incrocio” dei due calciatori (distanti una ventina di metri), lo porti ad una valutazione errata. 23-Candreva


La gestione di falli e cartellini

Non convince  la gestione dei cartellini dell’arbitro di Barletta, apparsa poco coerente durante la gara.

Un esempio? La gestione differente di due falli apparsi decisamente molto simili, entrambi nella prima frazione di gioco.

Il primo accade al 14° di gioco: Zaza supera in velocità Mauricio sulla fascia destra, il difensore brasiliano della Lazio entra in scivolata e causa la caduta dell’attaccante avversario sotto gli occhi del secondo assistente De Luca.

15-1-MauricioZaza

Dalle immagini si nota un contatto fra il piede destro del giocatore della Lazio e la caviglia sinistra dell’attaccante lucano della Juventus. Il difensore brasiliano prosegue poi la scivolata con entrambe le gambe in avanti, seppur radenti al terreno.

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L’intervento è decisamente imprudente e meriterebbe anche una sanzione disciplinare…
15-3-MauricioZaza

..non è dello stesso avviso Damato che ferma il gioco ma non estrae alcun cartellino e alla richiesta di spiegazioni di Zaza sul mancato provvedimento disciplinare risponde deciso:“E’ fallo e basta! Punto.”
15-4-FalloeBasta

Peccato però che 30 minuti dopo non la pensi così per un intervento simile di Chiellini che entra in scivolata e ferma Keita che si stava involando sulla fascia destra.
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Il difensore bianconero ritrae la gamba e finisce per costringere l’avversario ad evitarlo con un salto. L’unico contatto avviene fra il braccio destro del capitano bianconero e la gamba sinistra dell’avversario.43-2-Chiellini
Un intervento molto simile anche a quello di Nagatomo su Allan in un recente Napoli-Inter che costò la seconda ammonizione al giapponese. Come fu corretta la decisione di Orsato in quel caso, a termini di regolamento è corretta anche quella di Damato in questa situazione. Sbagliato è invece non ammonire Mauricio per l’intervento precedente, evidenziando così un metro differente per situazioni analoghe.

Spiacevole invece ciò che accade negli ultimi istanti di gioco quando Radu si rende reo di un brutto fallo nei confronti di Dybala davanti all’assistente Tonolini.

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Il difensore della Lazio colpisce prima in questo modo il n°21 della Juventus..
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Poi, mentre sopraggiunge Keita, lo colpisce nuovamente sulla caviglia con la palla per lui già irraggiungibile…
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…un classico fallo di frustrazione, con Radu che sembra voler tirare ancora un calcio all’avversario già a terra, ma poi frena la gamba.96-5-FalloRadu

Damato proprio in quell’istante fischia la fine: la sensazione è che lo abbia fatto per non prendere alcun provvedimento disciplinare. Sbagliando.

96-2-FalloRadu

 


 

L’impunibile (o quasi) Lulic

Gara molto maschia quella del centrocampista bosniaco della Lazio, apparso molto nervoso per tutta la durata del match. Molti gli interventi al limite del cartellino, con Damato che gli consente di andare forse un po’ troppo oltre il consentito.

Al 24° minuto entra in ritardo e rifila un pestone a Marchisio che si era appena liberato del pallone.

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Damato (non molto vicino all’azione ma con una visuale buona per decidere) dapprima concede il vantaggio poi ferma il gioco per concedere un calcio di punizione in favore dei bianconeri, senza nessun richiamo all’autore del fallo. Marchisio sarà costretto a ricorrere alle cure dei sanitari.

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Un intervento borderline fra il negligente (senza nessun provvedimento disciplinare) e l’imprudente, che nel contesto di una partita non cattiva può anche non portare a un cartellino.

Intervento molto simile a quello che il suo compagno Milinkovic-Savic compie pochi minuti dopo intervenendo così su Alex Sandro.

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L’azione avviene proprio sotto lo sguardo del direttore di gara che anche in questo caso concede solo il fallo, senza richiamare il giocatore della Lazio.

32-1-Milinkovic

Il cartellino giallo per Lulic arriva pochi minuti dopo quando entra in questo modo su Sturaro…
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…e sul fischio dell’arbitro compie questo intervento su Chiellini.31-3-LulicSturaro

Damato estre il cartellino giallo, ma non richiama in altro modo il n° 19 biancazzurro per la troppa foga mostrata negli interventi.

Il nervosismo di Lulic si palesa poi negli ultimi minuti di gioco.

Al momento della sostituzione di Zaza gli corre incontro riprendendolo per la troppa lentezza in modo rude.

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Il n°7 bianconero si ferma e risponde per le rime rallentando ulteriormente la sua uscita.
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A questo punto Damato si premura di ammonire Zaza (senza peraltro richiamare in alcun modo il giocatore avversario, troppo nervoso)89-3-GialloZaza Ammonizione corretta a termini di regolamento quella di Zaza, come indicato espressamente in calce alla Regola 1289-4-GialloZaza

Cartellino pesante (e decisamente ingenuo) per il n°7 bianconero perchè sommata a quella ricevuta negli ottavi con il Torino lo costringerà a saltare la semifinale con l’Inter prevista la prossima settimana allo Juventus Stadium.

Nei concitati minuti finali, in seguito a un fallo a centrocampo Lulic finge di tirare il pallone addosso a Sturaro.

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Gesto anitpatico oltre che antisportivo che, secondo quanto indicato nelle linee guida alla Regola 12, potrebbe essere anche passibile di un provvedimento di espulsione per condotta violenta.

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Damato vede tutto, ma non richiama (nemmeno questa volta) il giocatore della Lazio che  mette il pallone a terra e batte la punizione calciando volontariamente il pallone addosso a Dybala. Il n°21 bianconero si trovava a un metro di distanza da lui per cercare di ritardarne la battuta, senza peraltro impedirgliela. Damato ferma il gioco e ammonisce il n°21 bianconero.

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Decisione discutibile perchè è Lulic a calciare volontariamente il pallone addosso all’avversario e Dybala non fa praticamente nulla per impedire la battuta: cartellino molto fiscale anche secondo quanto indicato nelle linee guida in appendice alla Regola 13 (Calcio di punizione).
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Cartellino pesante oltretutto, perchè in Coppa Italia ne bastano due per essere squalificati. Il giocatore argentino dovrà stare quindi attento a non prenderne un altro nelle prossime gare per non incorrere in una squalifica dopo questo cartellino gratuito, tenendo in considerazione soprattutto il metro utilizzato durante la gara.

Oltretutto Lulic protesta in modo veemente nei confronti di Damato chiedendo il cartellino per l’avversario. L’arbitro anche in questa occasione fa finta di nulla e non allontana, come avrebbe dovuto, il nervosissimo centrocampista bosniaco dal terreno di gioco.

 

Immagini: Rai