Micromoviola: Juventus-Inter 3-0 Coppa Italia

di Maurizio Romeo |

Decisamente al di sotto delle aspettative la prestazione di Paolo Tagliavento nella partita di mercoledì. La partita è sicuramente difficile per la rivalità storica fra le due squadre e per l’attitudine della squadra di Mancini di protestare anche nelle situazioni più chiare, ma in considerazione il suo status di arbitro internazionale di categoria Elite Uefa (i 30 arbitri migliori in ambito europeo) ci si sarebbe aspettati una direzione più precisa e, soprattutto, senza quegli errori importanti nell’interpretazione delle situazioni e del regolamento da cui un direttore di gara della sua esperienza dovrebbe essere esente. Difficile comprendere poi il metro con cui dirige la partita, parso spesso di manica troppo larga soprattutto per le proteste in cui ha concesso qualcosa di troppo. Con tutte le giustificazioni del caso appare incredibile non concedere un rigore solare disponendo di una visuale perfetta e altrettanto sconcerto lascia la decisione non espellere Murillo che impedisce un’evidente opportunità di segnare una rete. Due errori che pesano tantissimo sul giudizio, negativo, della prestazione dell’arbitro ternano che migliora leggermente solo nel secondo tempo quando amministra la partita interrompendo il gioco in modo inferiore rispetto alla prima frazione. Solo per sua fortuna i due errori non incidono più di tanto sull’andamento match. Forse più della fortuna incide la forza della Juventus che non si concentra sugli episodi, ma pensa a giocare e vince lo stesso meritatamente, sul campo.

 


Gli errori clamorosi

Pecca decisamente di concentrazione Tagliavento quando in occasione del calcio di punizione calciato da Cuadrado, nonostante sia correttamente piazzato  e con una visuale completamente aperta davanti a sé, non concede un rigore apparso solare per questo fallo di mano del capitano dell’Inter Medel. Fallo nettamente visibile anche dalla curva opposta, come si evidenzia dal fotogramma successivo estratto dal filmato ripreso allo stadio dall’utente Pagno1972 (i suoi video sono disponibili qui)

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Un replay televisivo mostra poi la visuale alle spalle del direttore di gara nell’istante del fallo di mano: l’attenzione di Tagliavento, dapprima concentrata sulle trattenute al centro dell’area si sposta proprio in questo istante sulla traiettoria del pallone.  Non ci sono dubbi sulla volontarietà: la punizione è calciata a una quindicina di metri di distanza e pertanto il cileno avrebbe tutto il tempo per ritrarre il braccio ed evitare il contatto. Non lo fa, presumibilmente perchè si accorge di non riuscire a prendere il pallone con il corpo e non vuole che lo stesso giunga a Bonucci piazzato alle sue spalle e con il solo Handanovic di fronte a se. Rigore netto e cartellino giallo per il giocatore cileno, questa sarebbe la decisione corretta (non ci sarebbe rosso solo per la mancata certezza che il pallone sarebbe stato giocabile per il n°19 della Juventus). Sarebbe…
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..perchè non è dello stesso avviso il direttore di gara. Proviamo a dare una spiegazione seria  del perchè analizzando le immagini amatoriali mostrano gli istanti successivi al fallo: Tagliavento fa 4 passi lenti verso l’area di rigore prima di indicare la bandierina del calcio d’angolo. Questo modus operandi dell’arbitro ternano è segno di una riflessione sull’accaduto prima di prendere una decisione. La sensazione è che avendo spostato velocemente lo sguardo non abbia certezza se il n°17 dell’Inter abbia toccato il pallone con il braccio o con la spalla ed in questo caso in dubbio pro reo decida di non assegnare il rigore. (Dubbio pro reo, o dubbio per non rischiare una gogna mediatica in caso di errore? Potrebbe anche essere, considerando le squadre in campo)


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Il tocco appariva comunque abbastanza chiaro anche a velocità normale. Un’ulteriore riflessione che si può fare è quella relativa al fatto che in Coppa Italia non vengano utilizzati gli arbitri addizionali fino alla finale: non è da escludere che nel caso fossero stati presenti anche in questo turno il compito di controllare i contatti al centro dell’area sarebbe stato demandato all’arbitro aggiunto, permettendo al direttore di gara di concentrarsi unicamente sulla traiettoria del pallone, evitandogli un errore così marchiano, perchè di errore (e di concentrazione non all’altezza della situazione) si deve parlare. La malafede non c’entra.

Che Tagliavento non fosse in serata lo mostra ulteriormente una ventina di minuti dopo, quando Murillo atterra in area il suo connazionale Cuadrado lanciato a rete.

Sorride ironicamente Mancini e protestano vivacemente i suoi giocatori, ma non ci sono dubbi sul fatto che il centrale colombiano dell’Inter commetta azione falloda: trattiene dapprimaper un braccio l’avversario e nel contempo lo colpisce sulla gamba destra compromettendone l’equilibrio…


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…che viene completamente a mancare quando il gomito sinistro appoggiato sulla schiena… 
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…si allarga per spingerlo, mentre l’avversario lo trattiene ancora con l’avambraccio.
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Tre falli in uno insomma…

Tagliavento non ha dubbi: calcio di rigore in favore della Juventus ecartellino giallo per il n°24 dell’Inter.

Quest’ultima decisione più però di un dubbio perchè soprattutto l’ultima immagine mostra come al momento del fallo Cuadrado avesse la disponibilità del pallone e tutto lo specchio della porta davanti a sé. La sensazione netta è quella che il difensore nerazzurro si sia reso meritevole di un cartellino rosso per aver negato un’evidente opportunità di segnare una rete.

Probabilmente è questo che Bonucci va a dire al direttore di gara negli istanti successivi, con Tagliavento che gli risponde con un eloquente gesto con la mano: il segno “due” con cui presumibilmente indica al giocatore della Juventus che a suo avviso c’erano due difensori avversari in grado di recuperare sul colombiano.

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Prendiamo il regolamento: nelle linee guida agli arbitri in calce alla Regola 12 (Falli e scorrettezze) c’è proprio un paragrafo dedicato per indicare i criteri da seguire per definire EVIDENTE un’opportunità di segnare una rete.

Evidente

Tagliavento non ha dubbi sui punti 1), 2) e 4), ma considera D’Ambrosio e Miranda in grado di intervenire nell’azione.

Ancora l’utente Pagno1972 con il suo video ci aiuta a capire la posizione dell’arbitro e la sua visuale. Dalla postura (schiena all’indietro) si può comprendere come Miranda non ritenga di poter più intervenire, mentre D’Ambrosio appare troppo lontano per poter contrastare un tiro di sinistro cui ormai Cuadrado era ormai prossimo.

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Errata quindi anche in questo caso la decisione del direttore di gara, perchè sussistono tutti i criteri per considerare questa azione un’evidente opportunità di segnare una rete. Manca quindi un cartellino rosso per il giocatore dell’Inter. Decisione quindi che appare più politica che non in punta di regolamento.

PS: Quest’azione ricorda molto da vicino un rigore concesso alla Lazio proprio contro la Juventus per un fallo di Buffon su Klose che costò al n°1 bianconero anche una delle poche espulsioni della sua carriera. (video qui)

 


Gli altri episodi

Posto l’accento sui due grandi nei della prestazione dell’arbitro di Terni analizziamo insieme gli altri episodi importanti dell’incontro.

Dopo nemmeno 180 secondi di gioco rischia molto Bonucci che si disinteressa del pallone e ferma così una ripartenza di Jovetic.


3-2-BonucciJovetic

Tagliavento è lontano dall’azione che si sviluppa velocemente e fischia la scorrettezza del bianconero senza prendere alcun provvedimento disciplinare. Ci poteva però stare il giallo per il fallo tattico del centrale della nazionale.

3-1-BonucciJovetic

Qualche timida protesta dei giocatori nerazzurri prima del fallo da cui si originerà la punizione di Cuadrado con il rigore non concesso alla Juventus. Su un rilancio lunghissimo di Chiellini, Miranda non copre l’uscita di Handanovic e Mandzukic si avventa verso il pallone per contenderlo al portiere avversario che però lo anticipa con un colpo di testa. Inevitabile il contatto fra i due che cadono a terra ma si rialzano prontamente per proseguire l’azione.

13-1-MandzuHanda

Sono ben piazzati e hanno un’ottima visuale sia il secondo assistente Meli (immagine precedente) che il direttore di gara (immagine successiva) che non ravvisano alcun contato falloso e lasciano proseguire.

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Dal replay si nota come Mandzukic non impedisca né comprometta l’intervento all’avversario, quando si accorge di essere in ritardo cerca solo di attutire il contatto…

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…ritraendo la gamba a protezione.

13-3-MandzuHanda

Il contatto, mostrato anche da un’altra prospettiva ricorda da vicino quello fra Neuer e Higuain nella finale del Mondiale 2014 su cui Rizzoli (definito quell’anno come Miglior arbitro del mondo) lasciò preoseguire.

13-4-MandzuHanda

Regole alla mano in questo caso non si riscontra nel comportamento di Mandzukic un’azione fallosa, ma si tratta invece di un normale contatto di gioco. Corretta pertanto la decisione lasciare proseguire.

13-6-MandzuHanda

Corretto anche il cartellino giallo per Bonucci che ferma con questo intervento Jovetic.

18-2-GialloBonucci

Tagliavento è molto vicino all’azione in questo caso e considera imprudente l’intervento del n°19 bianconero.

18-1-GialloBonucci

Ne manca uno invece per Felipe Melo che entra con una vigoria eccessiva e carica in modo irregolare Evra, che nel contempo era contrastato anche da Miranda. Il direttore di gara sanziona il fallo ma non prende alcun provvedimento disciplinare, né tantomeno richiama il giocatore brasiliano.

24-2-Melodagiallo

Dai replay sono evidenti sia la spallata che l’ancata del calciatore brasiliano che arriva come un treno e punta diretto il francese senza essere mai in grado di giocare il pallone. 24-3-Melodagiallo

Carica irregolare, anche secondo quanto indicato nelle linee guida in calce alla regola 12.

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Rischia il giallo Morata che allontana il pallone dopo un fallo (dubbio) fischiato dal direttore di gara.

26-1-Moratascalcia

Per sua fortuna Tagliavento è girato e se la cava solo con un richiamo, metro che peraltro l’arbitro ternano ha riservato a tutte le proteste della partita, da ambo le parti.

26-2-Moratascalcia

Torna al gol Morata su calcio di rigore e si sfoga con un calcetto alla bandierina del calcio d’angolo…

36-1-CalcioBandierina

…che, essendo elastica nel mezzo, si piega ma non si spezza.36-2-CalcioBandierina

L’esultanza è simile a quella che costò un giallo a Cassano in un Roma-Juventus di una decina di anni fa: in quel caso Collina estrasse il giallo perchè si levò la maglia e con un calcio ruppe la bandierina costringendo a una perdita di tempo per la sostituzione della stessa. Nel regolamento sono indicate come sanzionabili le esultanze eccessive, irrisorie o che possono causare perdite di tempo troppo prolungate. Non sembra questo il caso e probabilmente il direttore di gara (che peraltro le immagini amatoriali mostrano già girato in quel momento) tiene in considerazione anche lo stato emotivo dello spagnolo che non segnava da oltre 150 giorni.

Nel recupero del primo tempo viene ammonito Miranda (giallo pesante perchè il brasiliano era diffidato e sarà costretto a saltare il ritorno), reo di aver fermato in modo irregolare una lunga progressione di Morata e aver interrotto un’opportunità offensiva agli avversari. Tagliavento è piazzato sulla sua diagonale e ha la visuale libera (vedi immagine successiva) e sanziona l’atterramento del bianconero che viene colpito (in modo leggero) con il ginocchio sul retro della coscia…

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…dopo essere prima trattenuto per un braccio…
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……e poi colpito sul viso dall’avversario.
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Nessun dubbio anche sul secondo giallo (e conseguente rosso) a Murillo che ferma così Cuadrado dopo una progressione di quasi 50 metri.
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Il n°24 dell’Inter è superato dal pallone e rifila un’ancata al compagno di nazionale scaraventandolo a terra. Intervento imprudente e che, soprattutto, ferma un’importante opportunità: giallo assolutamente inevitabile.

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Nella fase iniziale dell’azione rischiano molto prima Medel…
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…poi Nagatomo che tentano di trattenere per la maglia il n°16 della Juventus.

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Tagliavento in entrambi i casi concede il vantaggio. In linea teorica avrebbe potuto ammonire entrambi i giocatori dell’Inter una volta fermato il gioco, ma anche in questa occasione utilizza un metro lineare con quello mostrato in altre occasioni della partita (es. reciproche trattenute Morata-Murillo), ovvero di non far seguire nessuna sanzione disciplinare.

Protestano vivacemente i giocatori dell’Inter al 75° minuto che chiedono un calcio di rigore per un presuntofallo di mano di Caceres dopo un tocco ravvicinato di Jovetic. Tagliavento non ha la prospettiva migliore e si affida pertanto al supporto del suo secondo assistente Meli, concentrato proprio sull’azione, che non gli segnala alcuna azione fallosa.
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Considerando che la distanza fra Jovetic e Caceres è esigua (palla inaspettata), il braccio del n°4 bianconero è rasente al corpo e non si muove in direzione del pallone, se vi fosse un tocco con il braccio dal punto di vista regolamentare sarebbe da considerare come involontario. In questo caso però vede bene l’assistente perchè la palla colpisce la zona addominale del difensore uruguagio…

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…come risulta evidente anche da un altra prospettiva. A trarre in inganno i giocatori nerazzurri è probabilmente il movimento del braccio sinistro di Caceres che si muove istintivamente all’indietro e controbilancia il colpo cercato con il petto. Non c’è però nessuna irregolarità in questo caso.

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Timide proteste di D’Ambrosio nel recupero che vorrebbe una punizione dal limite in proprio favore. In realtà le immagini evidenziano come sia lui a cercare il contatto con Alex Sandro…

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…prima di tuffarsi in modo plateale.
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Tagliavento è ben piazzato e lascia proseguire rivolgendo all’indirizzo del n°33 dell’Inter ampi gesti per invitarlo a rialzarsi velocemente e ad evitare di simulare.88-4-dambrosiosandro