Messi-Inter, a love story

di Toccoditacco |

Avevano già pronte le maglie.

E questa non è una novità. Dal 2006 a oggi hanno sempre avuto il vizio di mettere sulla maglia roba che non gli appartiene.

Dopo Modric, Dybala, Llorente e altri questa volta è toccato al grandissimo Leo Messi, in rotta con il Barcellona.
E’ stato un film durato tutto Agosto. Anzi, più che un film trattandosi dell’Inter è stato un cartone. Ma è mancato il lieto fine.

Tutto è partito da un primo, inequivocabile indizio: l’immagine trasmessa sul Duomo di Milano in occasione di Inter-Napoli, immagine prodotta dal gruppo Suning per promuovere l’evento in Cina.


Il secondo, l’acquisto della casa per motivi commerciali da parte del gruppo del padre di Messi: una casa a due passi dalla sede nerazzurra, forse per firmare più facilmente il contratto. Poteva andarci in ciabatte.

Forse non avevano calcolato che se proprio Messi dovesse decidere di comprare un immobile a Milano, potrebbe tranquillamente comprarsi il Duomo o direttamente Carate Brianza.

Visto che due indizi sono una prova, è partito un tam tam di tweet di propaganda per convincere l’argentino a trasferirsi a Milano.
O autoconvincersi che si potesse fare.


E visto che il mondo nerazzurro, specie ad Agosto, non si nasconde mai dietro la scaramanzia, ci hanno dato dentro.
Addirittura l’organo ufficiale nerazzurro in prima pagina ha fatto ambo: festeggiare (come sempre in anticipo) la Coppa più l’ingaggio di Messi.
(Va beh, almeno Conte è rimasto)

E mentre sul sito si trovavano già le maglie personalizzate, gli addetti ai lavori si sbilanciavano su percentuali e possibilità.


“Conte resta perchè ha fiutato la possibilità di allenare Messi”
“Messi vorrebbe venire in Italia per sfidare Ronaldo”
“Se vuole Suning si compra chi vuole” (questa fa sempre ridere)

Poi, come sempre, dopo aver sognato tutta l’estate, è arrivato Settembre.
Anche se pare che Messi, in piena emergenza COVID, disse di voler aiutare chi era in difficoltà: ma non intendeva così tanto in difficoltà.

Peccato perchè l’idea dell’Inter in fondo era geniale: proporre un ingaggio fisso al giocatore per poter poi risparmiare sui bonus vittoria di Campionato e Champions.

E qua Leo a fiutato l’inganno “Quando li prendo qua i bonus vittoria?”


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