Mercato Juve 2017: qualcosa è stato anche risolto

di Jacopo Azzolini |

Mercato Juve

Questo mercato non è stato tutto rose e fiori. Certo, era molto difficile ovviare alle improvvise e insospettate (?) cessioni di alcuni pilastri insostituibili (Dani Alves soprattutto), tuttavia è indubbio che la rosa si ritrovi con alcuni equivoci tattici complicati da risolvere. Il nostro Mattia Demitri ne ha elencati diversi qui, ai quali ne aggiungo uno di natura squisitamente personale: col probabile ritorno al centrocampo  a 3, serviva forse un terzino più verticale e di gamba per  consentire a Dybala e Khedira di non defilarsi troppo. Howedes, seppur valido, ha caratteristiche prevalentemente difensive, non sembra in grado di consentire ai bianconeri di poter coprire bene l’ampiezza del campo sul lato destro.

Tuttavia, anche l’opinionista più critico non può non rilevare che siano stati risolti alcuni dei principali difetti – sia strutturali che tattici – della rosa 2016-2017. In primo luogo, la cortezza nel reparto avanzato non era idonea per un club che punta alla Champions League. Ora i bianconeri dispongono di una rosa di 16-17 potenziali titolari, che possono portare di conseguenza a una gestione più efficiente sia dell’intera stagione che della singola gara.

Inoltre, sono aumentate in generale le soluzioni del gioco offensivo, che nella passata annata era eccessivamente Dybala centrico. Si badi bene, non è di per sé negativo il fatto che molte partite siano risolte dai gol e della giocate della Joya. I grandi campioni servono proprio a questo, ed è esattamente il motivo per cui vengono pagati con cifre da capogiro. No, il problema era che tra le linee c’era poca fantasia, e pertanto le funzioni di raccordo e di “creatività” nella trequarti rivali dipendevano quasi unicamente dai piedi dell’ex Palermo.

Ciò ha portato anche a diversi scompensi, come per esempio il vederlo agire in zone improbabili quando la risalita del campo era più problematica. Insomma, un paradosso per un giocatore che si esalta primariamente in spazi stretti e che non ha le doti fisiche per coprire ampie porzioni di campo (soprattutto nei match di alto livello).

Ora, con Bernardeschi e Douglas Costa (senza dimenticare Cuadrado), la Juve finalmente assume molta più imprevedibilità e qualità negli ultimi metri, con giocatori oltretutto duttili in grado di colpire sia su tracce interne che su tracce esterne (anche se Bernardeschi deve migliorare in questo aspetto, soprattutto nel dialogare in spazi stretti). Già col Genoa si sono visti i primi segnali della squadra che verrà, con diversi interscambi di posizione tra esterno e trequartista: sovente Dybala si defilava, con Cuadrado che invece si stringeva nei cosiddetti “Half Spaces”.

Nell’uscita palla al piede, non ci sarà quindi solo la Joya con la delega del raccordo,  con la manovra offensiva che diventa di conseguenza più imprevedibile e consente allo stesso Dybala di avvicinarsi maggiormente alla porta.

Persa molta qualità nella costruzione arretrata, tocca al reparto avanzato il compito di fornire qualcosa in più in fase di possesso, tenendo il pallone con più lucidità nella metà campo rivale ed evitando così di schiacciare troppo la squadra. Senza contare la possibilità di un possesso più conservativo anche in zone avanzate del campo. Insomma, più qualità tra le linee, con lo stesso Higuain che in tal modo potrà rendere ancora meglio, stando con più frequenza negli ultimi metri e godendo di rifornimenti più efficienti.

Per quanto riguarda il centrocampo, le caratteristiche “da break” di Matuidi porteranno a una riconquista del pallone più alta e forse a una risalita migliore, anche se – in caso di mediana a 2 – l’inconveniente che potrebbe sorgere è l’eccessivo abbassamento di Pjanic (non è però detto che possa arrecare dispiacere ad Allegri, il quale sembra vedere il bosniaco prettamente incaricato della costruzione arretrata).

Quindi, ora c’è una rosa più ampia, completa (diversi i moduli possibili) e una qualità maggiore nel possesso palla avanzato, prima un po’ lacunoso. Tuttavia, nonostante il livello nel complesso si sia piuttosto alzato, oggi si fa fatica a vedere un undici totalmente ottimale in cui ognuno si trovi a proprio agio. La sensazione è che Allegri abbia molte frecce nel suo arco, ma che non ci sia una formazione titolare in grado di toccare i picchi della passata stagione. Vedremo quanto ci metterà il tecnico livornese a trovare la quadra definitiva.