Mercato improvvisato, Paratici fortunato e altre storie

di Luca Momblano |

Quindi: se segna Dybala, se è decisivo Dybala, se ci sembra che sia il vero Dybala – anche più maturo, più attaccante, più tutto – Paratici è stato fortunato. Se invece segna Higuain, se è decisivo Higuain, se ci sembra tornato il vero Higuain – più concentrato, più manovriero, meno primadonna – la Juve è stata fortunata. Nel primo caso la coincidenza corrisponde con il grande rifiuto della Joya al Manchester United e quindi l’aver evitato l’approdo di Romelu Lukaku. Il che ha, a cascata, tenuto giocoforza Higuain al centro del progetto, con buona parola di Sarri e buona pace della società. Un incastro di giochini della sorte al quale andrebbe aggiunto il Tottenham, che lasciava il tavolo delle trattative perché in operazione secca la distanza sulla valutazione di Dybala & Contorno risultava incolmabile.

Siamo ad agosto, a calciomercato inoltrato e con Mandzukic già implicitamente ai margini, se è vero che l’atteggiamento in tournée aveva già detto molto e che intorno a Ferragosto era già venuto a conoscenza della probabile esclusione dalla lista Champions. Quindi: la Juventus, Paratici, Nedved o chi per essi avevano impostato anche i piani alternativi per l’attacco. E non è questo il momento per ritornare o indugiare su cosa la Juve 19/20 avrebbe potuto essere. E’ questa, per cui la osserviamo, la spingiamo, ce la godiamo e prendiamo atto che è il prodotto finale di ciò che l’area sportiva del club ha servito al tecnico e ai tifosi.

E va bene, sì. La Juve ha anche “improvvisato” (cit.) e su tanti profili, anche insospettabili, la dirigenza ha valutato “le opportunità che nascono in entrata e in uscita” (cit.), perché questo genere di attenzione era già un primato della Juventus-azienda, nata sostanzialmente a partire dal 1994. In questi 25 anni ne abbiamo viste molte. I cosiddetti intoccabili, coloro per i quali in termini di offerte non si apriva neanche la busta, si possono contare su due mani. O forse una. Però l’estate 2019, non si sa bene perché, pare aver lasciato qualcosa di diverso, di più fastidioso se ascoltato come ritornello ancora a fine ottobre, quasi assurdo se non così poche volte per bocca dello stesso juventino.

Incidono senza dubbio fattori particolari, se non addirittura nuovi. Per esempio la forte esposizione mediatica della controversa campagna inglese, con la sensazione di essere aggiornati minuto per minuto di ogni mossa dei nostri (tutte a vuoto con l’eccezione della cessione di Kean, che al momento non accende gli animi). Fattori comunque non tali da spiegare questo prurito urticante nei confronti di chi ha operato in questi anni (anche insieme a Marotta, e non c’è nulla di male), portando il meglio con le più disparate formule e modalità, perfino anche a zero euro (ah no, che non va bene arrivare a fare il mercato nelle ultime settimane, ma non va bene neanche acquistare i giocatori con mesi di anticipo, perché di questo si è trattato con Pirlo, Pogba, Llorente, Khedira ecc. ecc.). Certo nel calcio a poco vale rivendicare il passato, ma una cosa è certa: a parte Ronaldo e magari – si destasse sotto questo punto di vista – Douglas Costa, chi dovrebbe segnare in questa Juve se non i rimanenti due attaccanti e le mezz’ali? Quattro o cinque giocatori che, senza vergogna né colpe, sono anche effettivamente stati sul mercato. Lo sarebbe stato anche Pjanic, non fosse stato subito chiaro Maurizio Sarri, avendo in mano magari un solo diritto di veto.

In più Higuain e Dybala, visto che di loro si parla e si sparla, sono due calciatori che emotivamente smuovono qualcosa di grosso nella tifoseria. Uno perché non ha mai voltato le spalle ed è come la sua testa non fosse mai andata via; l’altro perché lo si è portato per mano, crescendo a vicenda, nel grande sogno di un numero dieci (e lì ci è anche arrivato, sudandosela) che attraversasse due o tre generazioni. Emotivamente difficili da immaginare sul campo in un iniziale contesto di ballottaggio/staffetta, che solo cambiando il contesto umano e calcistico intorno poteva forse funzionare. Eppure non va bene. Paratici non va più bene. Come Allegri non andava più bene prima ancora di vedere. Almeno c’è già un colpevole designato nel caso in cui le cose non andassero come il tifoso che pretende la stagione perfetta vorrebbe. Sempre che esista.


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