Mercato chiuso, Sarri contento. Buon segno?

di Leonardo Dorini |

Nel dopo partita di Juventus-Cagliari, ai microfoni di Sky, è stato chiesto a Maurizio Sarri cosa ne pensasse della dichiarazione di Fabio Paratici sul fatto che il mercato Juve di gennaio potesse considerarsi chiuso. “Gli devo pagare una cena” ha risposto  il Mister.

Normalmente, gli allenatori tendono sempre a non parlare del mercato, a discutere sui giocatori che hanno e non su quelli che arriveranno, a dire che “si fa con quel che si ha”, ad essere aziendalisti, a non mettere pressione sulla Società.

L’uscita di Sarri, che ha anche detto che spesso passano giorni prima che chieda “al Direttore” se ci sono aggiornamenti sul mercato, ha tuttavia a nostro parere un significato diverso, un po’ più profondo: ci leggiamo un desiderio di stabilità, di lavorare duro con i calciatori ai quali ha già trasmesso alcuni suoi concetti, e che, seppur con qualche fatica, stanno dando dimostrazione di assimilarli.

E’ un messaggio chiaro, soprattutto ad una parte dell”ambiente” per il quale una squadra in testa al campionato e agevolmente agli Ottavi in Champions andrebbe rivoluzionata, peraltro in un mercato, quello di gennaio, che serve a riparare, e non a costruire.

Sarri, al quale il lavorare su un nucleo abbastanza ristretto è spesso stato opposto come difetto, forse vuole dire “lasciatemi lavorare, non fatemi ricominciare daccapo”; è piuttosto diverso da quel Max Allegri che tendeva sempre a minimizzare, a semplificare (“voi datemi dei giocatori tecnicamente bravi, io li faccio giocare”); ma si sa, Sarri è allenatore di campo, di tattica applicata a sistemi di gioco precisi, a posizione date, a meccanismi che devono funzionare in un certo modo.

E questo dà anche l’occasione di tornare su un punto molto critico, il centrocampo, e sull’inizio, diciamo, piuttosto faticoso di due nuovi acquisti, Ramsey e Rabiot, che Sarri non aveva scelto, e dai quali si fa discendere qualche problema di troppo nel vedere la prestazione complessiva della Juve crescere. Ecco, le dichiarazioni del Mister fanno pensare che stia trovando la quadra, che ci dica “per carità, lasciamo perdere il calciomercato, ora che stiamo vedendo i risultati”. E Kulusevski? Quando arriverà, ne riparleremo, ora lasciatemi lavorare.

Il fatto che in una partita con schierati – contemporaneamente – Matuidi, Rabiot e Ramsey la Juve abbia fatto bene, dilagando per la prima volta in campionato, attaccando anche dopo il quarto gol, ci lascia ottimisti su questo lavoro in corso sui centrocampisti e sulla tattica in generale, tra l’altro in un momento in cui c’è un po’ di tempo in più per allenarsi e preparare il clou della stagione.

Che Sarri non chieda nulla, ed anzi è sollevato dal fatto che non arrivi nessuno, questo ci lascia più tranquilli.

Il che non significa, solo grazie a un 4-0 e ad una prova convincente, che tutto sia risolto, ma che abbiamo un tecnico convinto di ciò che sta facendo e determinato ad arrivare presto a ciò che vuol vedere in campo.