I medici: responsabilità di che?

di Giacomo Scutiero |

Le modifiche vincolanti che il Comitato tecnico scientifico esige sono tanta roba. Lo sa bene anche il ministro Spadafora che, l’indomani del via libera agli allenamenti di squadra, ribadisce le condizioni dettate e prende un’altra settimana per dire Sì o No al campionato di calcio.

Siamo al decimo giorno della Fase Due, dunque al termine della settimana corrente potremo percepire se le parziali riaperture cittadini abbiano fatto più danni del dovuto. Se la curva dei contagi sarà in linea con la previsione, saranno buone notizie per tutti. Anche per la Serie A. Oggi è il giorno dell’assemblea di Lega, riunione urgente per ovvi motivi ed anche per discutere dei diritti televisivi 2018-2021 con SKY e DAZN broadcaster molto interessati ed inquieti.

Dal ministero della Salute continua a filtrare ottimismo. Il sottosegretario Zampa si riferisce al protocollo stringente ed alla necessità di mettere in sicurezza gli atleti e chi ruota intorno a loro; il ritiro cui saranno sottoposti sarà una bolla asettica dove sarà quasi impossibile contrarre il virus. No al modello tedesco, comunque tradito dal genitore col caso Dinamo Dresda in quarantena collettiva: in caso di positivo, isolamento allargato e stop alla competizione. Definitivo, aggiungiamo noi.
L’UEFA è assai irritata e l’Italia rischia. La singolare interpretazione del protocollo e le rigide condizioni poste dai consulenti del governo non rassicurano Nyon circa le competizioni europee. Ed a breve parleremo anche delle Nazionali.

Sono soprattutto le giornate e le ore dei medici, che dovrebbero assumere la totale responsabilità (anche penale) dell’attuazione del protocollo. La commissione della Federcalcio non accetta i paletti del Comitato ed auspica soluzioni alternative; i medici stessi chiedono garanzie ai club e cominciano a dubitare della loro reale voglia di ricominciare.
Il dottor Castellacci ha sottolineato e fatto pesare il fatto che al tavolo delle trattative non fosse presente alcun rappresentante dei medici sportivi; inoltre, molti suoi colleghi della Serie B sono contrariati e minacciano le dimissioni. Insomma, si pensa di ricominciare a giocare eppure non si esclude una prossima chiusura. Al solito, ci complichiamo la vita.

Anche la Premier League applicherà il modello Bundesliga: soltanto il contagiato verrebbe isolato consentendo il proseguimento dei lavori. Intanto, l’ipotesi di restart è il 12 Giugno anche se non è ancora definitivo il protocollo per gli allenamenti.
Gli ultimi due Paesi ad annunciare la ripartenza sono l’Austria e il Costa Rica; con Irlanda, Lettonia, Slovacchia e Slovenia, l’Italia resta ancora senza uno straccio di data.