A Roma la mediana sudamericana meglio di McKennie-Rabiot

di Mauro Bortone |

Un centrocampo da rivedere, ancora alla ricerca del giusto equilibrio, quello visto all’Olimpico nel pareggio ottenuto dalla Juventus contro la Roma dello spauracchio Dzeko e Fonseca. Se nell’esordio con la Sampdoria Weston McKennie e Adrien Rabiot erano state tra le note più positive ai fini del successo, contro i giallorossi regalano entrambi due prestazioni non all’altezza.

L’americano tradisce tutte le buone sensazioni emerse in precedenza e a confermarlo sono le statistiche che dimostrano come sia venuto meno quel ruolo da mastino che si era ritagliato. Nei suoi 58 minuti in campo scrive zero alla casella contrasti vinti (erano 4 contro la Sampdoria), nei passaggi intercettati (3 contro i doriani) e nei tiri (sempre 3 nel turno precedente). Un solo fallo, una sola spazzata e una miglior precisione nei passaggi effettuati rispetto all’esordio con lo stesso numero di passaggi lunghi riusciti (4 come con la Samp) per migliorare i dati di una partita comunque incolore.

Disastroso, invece, Rabiot in versione prima parte della scorsa stagione: vince un contrasto, effettua tre intercetti e 48 passaggi riusciti ma perde palloni e soprattutto, nei 62 minuti giocati prima del doppio giallo (che poteva compromettere il risultato), appare confuso. È protagonista suo malgrado nell’episodio del rigore che porta avanti la Roma, mettendo in salita la sfida, e va in difficoltà (con tutto il reparto) quando gli avversari verticalizzano con rapidità. Infine si fa cacciare con una brutta entrata su Mkhitaryan in un momento decisivo per le sorti della gara.

Meglio, a prescindere dalle statistiche, per approccio e qualità la coppia Bentancur-Arthur, subentrati per riequilibrare una Juventus un po’ abulica e risultati alla fine importanti per il pari. Il brasiliano, nei suoi primi 32 minuti in A, ha mostrato la personalità giusta di un giocatore che ha militato nel Barcellona, proponendosi, facendosi dare palla anche in mezzo a diversi avversari; ha poi evidenziato un controllo della sfera  con una gestione del corpo che ha permesso di sgusciare con facilità da situazioni rischiose come nella prima impostazione: un contrasto vinto, un intercetto, un passaggio chiave e un fallo subito dentro la sua gara, ma soprattutto il 93,1% dei passaggi riusciti. Il suo ingresso cambia il volto al centrocampo, dandogli piglio e permettendo un’uscita più pulita del pallone.

Bentancur, dal canto suo, pur in appena 22 minuti e in non perfette condizioni fisiche, riesce a dare gamba, anticipo e forza fisica al reparto, recuperando alcuni palloni rischiosi e aiutando la squadra a salire nei momenti di bisogno e a ribaltare il campo. Un dato su tutti: 100% di passaggi riusciti (21 totali). Col duo tutto sudamericano si è visto un centrocampo con più dinamismo e qualità stasera rispetto alla coppia partita titolare. Nel complesso, però, una prova che torna ad alimentare tutti i dubbi sulla completezza e competitività assoluta del reparto.