Tutti i meandri del bilancio Juve

di Giordano Straffellini |

Mancano solo 5 partite alla fine della stagione bianconera più travagliata degli ultimi anni. Per la Juventus la priorità fondamentale è entrare in zona Champions. L’esigenza oltre che di natura sportiva è economica. La mancata partecipazione alla prossima massima competizione Europea comporterebbe una perdita stimata, sulle già disastrate finanze bianconere, di circa 80 ml di euro per mancati introiti. Chiaro quindi che il risultato sportivo di quest’anno condizionerà e non poco la programmazione futura della Juventus. Unico segnale di speranza ci arriva dalla puntata di lunedì 3 maggio di 38 munti, sul canale Twitch di Juventibus da Luca Momblano secondo il quale il mercato Juve, grazie all’intervento economico della società, porterà ad un rafforzamento dell’attuale rosa, un po’ in controtendenza rispetto a quello che si poteva immaginare e prevedere. Ma le mosse di mercato e non solo dipendono da vari fattori, non solo tecnici ma anche economici. Contratti, ammortamenti e plusvalenze stanno condizionando le scelte d mercato più degli aspetti tecnici.

Difficile se non impossibile vendere alcuni giocatori al di la della stagione.

Ecco allora che in rosa alcuni elementi hanno un costo di ammortamento a bilancio talmente alto, che la loro cessione risulta se non impossibile quantomeno complicata. Arthur ad esempio, dopo la plusvalenza generata dallo scambio con Pjanic, pesa a bilancio per quasi 60 ml di euro. Cifra che ad oggi nessuno può permettersi di spendere per il centrocampista brasiliano. Chi parla poi di sirene inglesi per Kulusevski deve ragionare su una cifra superiore ai 30 ml, valore residuo a bilancio del giocatore. Nel reparto difensivo De Ligt 52ml, Bonucci 16, Danilo 22 difficilmente partiranno, salvo pazzie. Lo stesso Cristiano Ronaldo, il cui cartellino venne pagato 100ml più commissioni tre anni fa, dovrebbe trovare una squadra disposta a mettere sul piatto una cifre superiore ai 28 ml per evitare alla Juventus una sanguinosa minusvalenza, avvenuta lo scorso anno ad esempio con Higuain.

Ammortamenti bassi ma ingaggi alti

In rosa poi abbiamo una serie di giocatori, che porterebbero nelle casse della Juventus liquidità elevata. Per contro l’alto ingaggio derivato da acquisto a parametro zero o momenti di mercato diversi, limitano il ventaglio di squadre che possono permettersi questi giocatori. Ramsey, Rabiot, Bernardeschi, Alex Sandro, Szczesny, Dybala hanno costi di ammortamento da 0 a 10 ml di euro. Per questi giocatori però l’elevato ingaggio limita a molte squadre la possibilità di scommettere ed eventualmente rilanciare questi giocatori. Discorsi diversi per Cuadrado, Demiral, il rapporto qualità/prezzo/ingaggio per l’eventuale acquirente sarebbe ottimo, la perdita a livello tecnico della Juventus però potrebbe essere molto elevata.

Le plusvalenze limitano l’ingresso nel sistema di potenziali nuovi talenti

Juventus a parte, negli ultimi anni, il sistema delle plusvalenze in Italia più che in altri paesi d’Europa ha  condizionato negativamente l’ingresso di nuovi talenti nel sistema calcio Italia. Questo perché ipervalutando dei giocatori di valore tecnico medio basso, al solo fine di generare un effetto positivo a bilancio,  si creano degli asset scadenti per le società che a fine annata si ritrovano con giocatori mediocri. questi giocatori visti i costi o non possono essere ceduti o vanno scambiati  con un altra società per non creare perdite a bilancio. Il risultato tecnico di questa situazione è che di fatto l’intero sistema calcio nazionale deve far girare questi giocatori all’interno delle squadre finché il loro peso a bilancio non si azzera. Questo parallelamente comporta in molti casi l’impossibilità di far entrare giocatori potenzialmente più bravi all’interno del sistema. A nostro parere quello che è successo alla Juventus dalla cessione di Pogba in poi.

Per la Juventus quindi si annuncia un mercato complicato, ma anche un’occasione per  i dirigenti che se ne occuperanno di dimostrare le proprie qualità. Se è vero che molte squadre hanno possibilità economiche infinitamente superiori alla Juventus, è anche vero che la bravura nella ricerca dei veri talenti può fare la differenza. La speranza è che il managment bianconero sia in grado si scovare il talento, la Juve di Moggi 4 volte finalista di Champions era forse la meno ricca del lotto delle top d’Europa ma ad esempio prese Zidane dal Bordeaux per grossomodo la stessa cifra che spese il Milan per Dugarry. La strada da imboccare per il futuro è questa, si ritorni a cercare e valorizzare i veri talenti.


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