Weston McKennie è il nuovo trequartista di Pirlo

di Alex Campanelli |

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20 settembre 2020, Juve – Sampdoria 3-0: vanno a segno Kulusevski, Bonucci e Cristiano, buona prova anche di Danilo e Rabiot, ma a spiccare nella prima Juve di Pirlo è la grande prestazione da trequartista di Ramsey, che galleggia tra centrocampo e attacco senza dare punti di riferimento e serve palloni al bacio per i compagni. Svegliatici dal sogno, ecco la realtà: il gallese non può reggere un’intera stagione da titolare, forse nemmeno metà dato che è già al secondo infortunio stagionale, così al suo posto Andrea Pirlo sin qui ha testato Portanova (ancora acerbo), Kulusevski (tutto da costruire nel ruolo) e Weston Mckennie.

Il centrocampista americano, subito etichettato come “trequartista guastatore alla Boateng”, un’espressione che si è insinuata nel nostro lessico calcistico da troppi anni, nei minuti giocati tra Cesena e Budapest è stato sicuramente il più convincente tra i giocatori testati sulla trequarti, declinando il ruolo secondo le sue caratteristiche e nel contempo adattandosi perfettamente alle richieste di Pirlo.

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Con lo Spezia McKennie ha occupato prevalentemente il corridoio centrale del campo, in alcuni frangenti la sua posizione era addirittura più alta di quella degli attaccanti.

La posizione di McKennie in campo ci permette anche di far chiarezza su un aspetto tattico di rilievo: Pirlo non ha cambiato modulo, non è passato al centrocampo a 3 e la Juve non gioca con il 4-4-2 se non in fase di non possesso. Lo statunitense ha agito da trequartista vero e proprio in possesso e in fase di riconquista alta della palla, com’è facile capire dalla sua heatmap di Spezia – Juve, scivolando largo a destra davanti a Cuadrado quando la Juve si trovava a difendere nella propria metà campo.

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In fase di possesso (da Spezia – Juve, primo grafico) Mckennie non occupa mai l’ampiezza, alzandosi piuttosto a livello delle punte, mentre in non possesso scende sulla linea dei centrocampisti.

L’ex Schalke 04 non dispone del piede raffinato di Ramsey, né tantomeno dell’abilità nell’1 contro 1 di Kulusevski, ma sarebbe errato definirlo una scelta di ripiego o, ancor peggio, un semplice distruttore del gioco avversario. Nelle prime uscite stagionali questo suo aspetto non era emerso, ora abbiamo scoperto che senza palla McKennie si inserisce al centro di continuo, un aspetto che era mancato terribilmente alla Juventus dell’anno scorso: così nascono il gol di Morata, la sua occasione a 0 metri dalla porta sventata in extremis da Chabot e un altro paio di situazioni nelle quali l’americano, con un po’ di precisione e fortuna in più, poteva far male alla difesa dello Spezia. Nessun altro centrocampista della Juve ha la sua abilità nel prendere alle spalle la difesa avversaria.

Contro lo Spezia Mckennie è stato utile anche nel riempire l’area; qui la sua rifinitura per Cuadrado è errata, ma vanno apprezzati l’inserimento (è il più alto della Juve e costringe la difesa a schiacciarsi) e l’abilità nel gioco spalle alla porta.

Contro il Ferencvaros il texano, che ha rilevato un Ramsey vivace ma non sempre lucido, ha portato grinta nel centrocampo della Juve (5 contrasti in 37 minuti, dietro al solo Rabiot che ha disputato tutta la gara), senza affacciarsi spesso in avanti e in generale toccando pochi palloni dalla trequarti in su, condizionato da una Juve già avanti per 2-0 a 7′ dal suo ingresso. C’è comunque il suo zampino nella seconda rete di Morata, con l’intelligente velo sul rasoterra di Cristiano che manda fuori tempo la retroguardia del Ferencvaros e permette allo spagnolo di battere a rete indisturbato.

La presenza di McKennie al limite dell’area è fondamentale per la rete del 2-0, perché crea un’incomprensione nella difesa ungherese, con due centrali che ne seguono il movimento dimenticandosi di Morata.

Un centinaio di minuti non possono dirci molto altro sul McKennie trequartista, ma l’interpretazione del ruolo fornita dal ragazzo lascia ben sperale, e consegna ad Andrea Pirlo (che ha avuto il merito di incanalarne le peculiarità) un centrocampista buono per tutti i ruoli in entrambe le fasi. Un’arma importante in una stagione come questa, con tanti impegni ravvicinati e i forfait per Covid sempre dietro l’angolo.


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