McKennie ai raggi X: i numeri del centrocampista texano nei suoi primi mesi di Juve

di Milena Trecarichi |

Qual è il rendimento di Weston McKennie, in questi primi mesi di Juve?

Arrivato a Torino come un oggetto misterioso, il texano sta riuscendo a ritagliarsi il suo spazio all’interno della squadra, diventando per caratteristiche, un giocatore fondamentale per Andrea Pirlo.

Il centrocampista ex Schalke 04, ha collezionato fin qui 9 presenze totali, considerando anche le partite in cui è subentrato dalla panchina (5 in campionato, 4 in Champions League), dove ha ricoperto diversi ruoli in campo, dal classico mediano(6 partite) fino ad arrivare al “trequartista ibrido”(3 volte) che tanto piace a Pirlo, almeno in questo inizio di stagione.

Analizzando le statistiche generali, di queste sue prime 9 presenze in maglia bianconera, saltano fuori alcuni numeri interessanti, che mettono in luce pregi e difetti del centrocampista texano e fanno capire qual è il ruolo in cui si trova più a suo agio.

Per quanto riguarda la fase difensiva, McKennie presenta dei numeri  sufficienti, confermando ciò che balza all’occhio:

– Contrasti vinti 2.5 UCL, 1.4 Serie A;
– Intercetti 0.8 UCL, 1 Serie A;
– Falli a partita 0.8 UCL, 1.8 Serie A;
– Dribbling subiti 1.3 UCL, 0.4 Serie A;

Numeri più alti rispetto a quelli di Arthur, com’era prevedibile essendo un centrocampista con caratteristiche opposte, numeri simili con Bentancur(che presenta numeri leggermente migliori negli intercetti, ma si conferma il più falloso dei centrocampisti della Juve), numeri veramente bassi, se confrontati a quelli di Adrien Rabiot, a conferma dell’ottima stagione che sta disputando il centrocampista francese(3.5 contrasti vinti in UCL e 2.5 intercetti).

Per quanto riguarda il suo contributo alla fase offensiva, i numeri non sono particolarmente eccellenti, ma nemmeno preoccupanti se paragonati agli altri centrocampisti presenti nella rosa:

– Tiri a partita 0.8 UCL, 0.8 Serie A;
– Passkey 0.8 UCL, 0.4 Serie A;
– Passaggi 25 UCL, 29.2 Serie A;
– Prec.Pass. 81% UCL, 85.6% Serie A;
– Palle perse 1 UCL, 0.8 Serie A;
– Passaggi filtranti /
– Assist 1
– Gol /

Basti pensare che un centrocampista come Arthur, il “cervello” della squadra, tecnicamente superiore al texano presenta solo la percentuale  della precisione dei passaggi più alta, ma i dati dei passaggi chiave sono pressoché identici, i numeri dei filtranti(0) sono uguali, per di più Arthur non ha ancora fornito nessun assist e non ha quasi mai tirato in porta. Numeri pressoché simili a quelli di Rodrigo Bentancur (con l’uruguaiano che presenta una percentuale lievemente superiore nella precisione dei passaggi), numeri migliori rispetto a Rabiot.

In realtà, le statistiche di Mckennie, sarebbero ulteriormente migliori, se scorporate dalle tre partite in cui ha giocato da centrocampista esterno di destra, con licenza di accentrarsi e fungere da “finto trequartista”, ruolo in cui Pirlo vede titolare Ramsey (l’unico in grado di capire “concettualmente”, quanto richiesto dall’allenatore, al di là della scarsa forma mostrata nelle ultime uscite), dove in assenza del gallese, ha alternato a turno Mckennie e Kulusevski, con parecchie difficoltà mostrate da entrambi. Nel caso di Mckennie, senza andare lontano, basta comparare il rendimento diametralmente opposto, avuto nelle ultime due partite di Champions League.

In Juventus-Ferencvaros, lo statunitense è stato schierato appunto come centrocampista esterno di destra, mostrando parecchia confusione, come si evince dai numeri:

– Tiri 0
– Passkey 0
– Filtranti 0
– Tocchi 34
– Cross 0
– P.P% 76.9
– Intercetti 1
– Contrasti 2
– Duelli aerei 1

Da questi dati si evince poca qualità e sterilità nella produzione offensiva e poca sostanza in fase difensiva. In questo ruolo, vengono meno anche le doti migliori di cui dispone McKennie, quali la propensione al contrasto, ai duelli aerei, la propensione ad inserirsi e andare al tiro.

La musica cambia, quando McKennie viene schierato nel suo ruolo originario, quello del mediano. Anche in questo caso, senza andare lontano, basta fermarsi ad osservare i dati di Juventus-Dynamo Kiev:

– PassKey 3
– P.P% 83
– Duelli aerei 2
– Tocchi 68
– Tiri 2
– Contrasti 3
– Intercetti 2

Dati diversi, migliori, che hanno reso McKennie uno dei migliori in campo, insieme a Chiesa, Szczesny e Morata. Numeri ancora migliori nella prima partita di campionato contro la Samp, schierato sempre da mediano e anche nelle altre partite in cui ha ricoperto questo ruolo. McKennie è un classe ’98, che ha fatto vedere cose buone, se schierato nel suo ruolo, cose meno buone se sperimentato in ruoli non a lui congeniali. È ancora presto per esprimere un giudizio a 360° del calciatore o per poter parlare di “scommessa vinta”, da Paratici e soprattutto da Pirlo che lo ha voluto fortemente, ma il calciatore in questi primi mesi, sta dimostrando insieme a Chiesa e ad un Morata più maturo, di soffrire meno la pressione di una maglia pesante come quella della Juve e di poter tornare utile all’allenatore, soprattutto nel momento in cui deciderà di provare lì davanti, il famoso “tridente pesante”.


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