McKennie si presenta, tra numero 14, football americano e…Totti

di Fiorenzo Maccarone |

Nella giornata di oggi 7 Settembre 2020, alle ore 15:30, la Juventus presenta il neoacquisto Weston McKennie. Di seguito le prime parole da bianconero del ragazzo americano.

L’interesse della Juventus è stato improvviso o era già un po’ di tempo che eravate in contatto?

Sì è avvenuto improvvisamente! Quando l’ho scoperto mi sono dimostrato subito entusiasta dell’interesse di un club così grande come la Juventus e volevo avere l’opportunità di giocare qui con la grande storia che hanno e tutto il resto. Volevo che accadesse e nel giro di due settimane ero decisamente molto entusiasta di aver chiuso.

Raccontaci del tuo passato, il calcio in Germania e la scelta tra il football americano e il calcio.

Mio padre è un militare e ci siamo trasferiti con la famiglia in Germania, qui ho avuto il mio primo allenatore di calcio che mi ha introdotto al calcio ed è qualcosa che mi ha coinvolto sin da subito, perché all’epoca non c’era il football americano in Germania e quindi ho deciso subito di cominciare a giocare a calcio quando avevo 6 anni. Poi a 9 anni sono tornato negli Stati Uniti e dovevo decidere tra il calcio e il football americano. All’età di 11 anni, ho detto a mia mamma, “amo tantissimo il calcio! Mi piace però anche il football americano!”, però alla fine ho optato per il calcio ed eccomi qua oggi.

A proposito di Black Lives Matter, sappiamo che ti sei esposto per questa lotta, chiederai il supporto della Juventus?

Sì ho cercato di avere un ruolo importante soprattutto in Germania per questo movimento e voglio cercare di fare qualcosa per questo movimento. Ho ricevuto sostegno e anche se adesso sono in Italia e alla Juventus porto avanti quello in cui credo e uno dei motivi che mi ha spinto a venire qui è che la Juventus mi ha mostrato il suo appoggio anche in questo senso.

Sei molto versatile ma qual è la posizione che preferisci? Hai parlato con il mister? Ti sei fatto un idea su dove verrai schierato?

Per me la posizione migliore, dove mi sento a mio agio, dove mi diverto maggiormente e dove sono più efficace è da area ad area, poter girarmi, riuscire a portare la palla, riuscire ad aiutare la difesa, con l’aiuto dei compagni riuscire a recuperare la palla. Ho già parlato con il mister e gli piace il modo in cui gioco, la mia abilità nel recuperare il possesso palla e gli piace come faccio i passaggi, quindi direi che ci siamo trovati sulla stessa lunghezza d’onda riguardo la posizione in cui impiegarmi e la posizione dove sono più efficace.

Hai degli idoli nel calcio? Quali giocatori hai ammirato nella tua infanzia?

Ad essere onesto non ho guardato molti sport, non sono sicuro che la mia risposta possa essere giusta.  Da giovane ammiravo Francesco Totti, la classe che aveva come giocatore mi ha influenzato quando ero molto giovane.

Che effetto fa essere il primo giocatore americano alla Juventus e un giudizio sul movimento sportivo americano.

E’ un grande onore essere qui e poter giocare per questo club e soprattutto essere il primo giocatore americano mi rende molto orgoglioso. Sento di avere una grande opportunità, arrivare alla Juventus, indossare questa maglia, rappresentare il mio Paese e poter avvicinare i giovani e fargli capire che è possibile farcela e che possono intraprendere la strada del calcio perché potranno arrivare un giorno dove sono io.

Hai avuto Tedesco come allenatore italiano che ti ha lanciato in Germania, ti ha dato consigli sulla Juventus e sull’Italia?

Sì è stato il mio allenatore in Germania, abbiamo parlato molto del calcio italiano. Ha lanciato la mia carriera in Germania e mi ha dato l’opportunità di cominciare la carriera come professionista nel mondo del calcio. Ho visto che era una persona che al quale piaceva molto giocare, gli piaceva il pressing, la forza, recupero palla e questo mi ha molto influenzato. Ha visto le mie qualità, sapeva che mi sarei trovato a mio agio nella Juventus, quindi mi ha aiutato a fare la scelta e oggi sono qui.

Cosa ti ha convinto di più nella storia della Juventus e cosa hanno dovuto dirti i dirigenti per convincerti a venire alla Juventus?

A dire la verità non hanno dovuto convincermi! E’ un sogno che diventa realtà, sono in una grandissima squadra ed è qualcosa di meraviglioso. Non è così facile! Qui ho un allenatore come Pirlo che è stato un vero e proprio maestro, non è qualcosa che accade tutti i giorni, essere qui e avere l’opportunità di imparare da lui, poter vedere i diversi tipi di gioco e soprattuto essere circondato da questi giocatori è un sogno che si avvera perché prima li vedevo solo nei videogiochi e invece adesso li vedo in carne e ossa!  Qualche volta vorrei quasi chiedere una foto insieme a loro, non voglio comportarmi da fan, però sono un loro fan e quindi per me è un sogno che si avvera.

Cosa ti aspetti giocando con Ronaldo?

Mi aspetto di imparare molto da lui, ma ci sono tanti campioni dal quale imparare. Cristiano ha giocato a livelli top per molti anni e quindi allenarmi con lui mi porterà dei grandi benefici e vantaggi.

Uno degli obiettivi della Juventus è il brand a livello internazionale. Tu puoi aiutare la Juventus a diventare una delle squadre più amate degli Stati Uniti visto che giochi anche in Nazionale e quindi sei famoso?

Sì la Juventus è un club internazionale, quando torno a casa vedo in giro molti negozi che vendono le maglie della Juventus, quindi è un club molto affermato anche negli Stati Uniti. Forse posso giocare un ruolo in questo senso e promuovere il brand Juventus ancora di più  e cercherò di dare il mio contributo nel modo migliore possibile.

La conferenza stampa volge al termine e prima delle foto di rito con la maglia numero 14, Weston McKennie dice la sua prima frase in italiano “Grazie! Grazie! E’ un onore essere qui in Juventus!”.


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