Max e Antonio, chi avrà i maggiori rimpianti?

di Michael Crisci |

Alla fine Max Allegri ha gettato la spugna; dopo 4 anni e 10 mesi, termina, a seguito di una mini telenovela durata 3 giorni, il suo incarico da tecnico bianconero. Per i dovuti onori ci sarà il weekend, tra conferenza stampa col presidente Agnelli e festa scudetto con l’Atalanta. Allegri lascia una squadra dal potenziale immenso, sfruttato solo in parte (almeno, questa è la sensazione). Situazione che ricorda in parte lo scenario verificatosi 5 anni fa, quando fu Conte a lasciare. Anche lì si ebbe la sensazione di una rosa sottovaluta (dallo stesso tecnico), e dal potenziale maggiore (lo scorso anno raggiunse la Champions). Ma chi, tra i due tecnici, ha lasciato la Juve migliore?

 

PORTIERE

Buffon: Il Buffon che lascia Antonio Conte nel 2014 è un Buffon in ripresa dopo un inizio di stagione che aveva fatto crescere qualche dubbio. Forse alcune situazioni personali avevano turbato l’attuale portiere del PSG, tanto che una volta sistemate queste, Gigi tornò ai suoi livelli abituali

Szczesny: Max Allegri lascia uno Szczesny in grande ascesa. Il polacco classe 90′, si è preso lasciato con una stagione al limite della perfezione. Non si sa quanto potrà durare, ma di sicuro il rendimento stagionale del numero 1 bianconero ha sfiorato livelli di eccellenza, da top 5 europea.

TERZINO DESTRO

Lichtsteiner: Il 2014 di Licht fu strepitoso; record di assist per lo svizzero, e enorme rendimento in entrambe le fasi. Iniziava comunque la sua parabola discendente, dopo l’annata di Berlino, a 31 anni compiuti, per un’avventura bianconera terminata poi nel 2018

Cancelo: Parliamo di uno dei temi di discordia tra la Juve e l’oramai ex tecnico bianconero: il portoghese ha il potenziale per essere uno dei terzini più forti d’Europa, e i primi tre mesi di questa stagione l’hanno dimostrato. Il successore dovrà riuscire ad avere una particolare empatia per il numero 20 bianconero, che ha dimostrato di essere molto suscettibile alle critiche. Il potenziale però, come suddetto, è veramente immenso

TERZINO SINISTRO

Asamoah: Antonio Conte lasciò la versione migliore di Asamoah: il ghanese aveva mostrato una crescita costante nei due anni col leccese, ma l’infortunio patito all’inizio della prima stagione di Allegri segnò la sua carriera, limitandone l’ascesa e condizionandogli irreparabilmente la carriera

Alex Sandro: Il terzino brasiliano negli ultimi due anni ha fatto capire quanto fosse un terzino completo, al netto di alcune defaillance, fornendo il più delle volte prestazioni difensive di livello. La sensazione è che, come Cancelo, le suo doti maggiori siano state un po’ castrate, e che, qualora non venisse ceduto questa estate, potrebbe tornare ai suoi fasti con un allenatore pronto a sfruttarne le peculiarità più importanti

CENTRALI DIFENSIVI

Barzagli, Bonucci, Chiellini: Il grande capolavoro di Antonio Conte, la sua creatura più splendente, la BBC, lasciata negli anni d’oro; Barzagli ancora in forze, Bonucci in crescita, Chiellini reduce da una pessima annata, ma pronto a risorgere e a sfiorare vette mai sfiorate prima in carriera. Un patrimonio cui Allegri ha attinto a piene mani, con risultati esaltanti

Can, Bonucci, Chiellini; Emre Can è un difensore per Massimiliano Allegri. Il livornese, dopo aver provato il tedesco in varie zone del campo, gli ha cucito un ruolo nel tridente difensivo (nel 3-5-2 mascherato da 4-3-3), mutuando un’intuizione di Jurgen Klopp, e Emre ha risposto alla grande. Assieme a lui, alcuni resti della gloriosa BBC; Un Bonucci, di ritorno dal Milan, lontano dai suoi livelli abituali, e un Chiellini tanto performante quanto cagionevole. Il successore di Allegri avrà una difesa nuova di zecca, e quindi un’incognita che il toscano non ha mai avuto

CENTRALI DI CENTROCAMPO

Pogba, Pirlo, Vidal: Il centrocampo più forte dell’epoca, probabilmente, un mix di tecnica, corsa e velocità, gol, assist e presenza vera, con tackle e transizioni continue. Quello che lascia Conte è davvero uno dei reparti centrali migliori in Europa, ma con una data di scadenza; Pirlo oramai agli sgoccioli, Vidal con continui acciacchi fisici e una vita extracampo turbolenta; Allegri riuscirà, inserendo Marchisio, a sfruttare gli ultimi scampoli di un reparto pazzesco, che in tutta l’era del tecnico toscano non si è più rivisto

Khedira, Pjanic, Matuidi: Il confronto è impari: Khedira, quasi sempre indisponibile in questa stagione, nella testa di Allegri era un titolare inamovibile, ma la sua attitudine ad andare sulla linea degli attaccanti e non tornare stava creando sempre più problemi, quando il livello si alzava; Pjanic, playmaker, allontanato dalla zona 14, e relegato a fare il regista (che nel calcio di Allegri svolge il compitino); Matuidi, giocatore imprescindibile in quel paio di mesi in cui le gambe vanno a motorino, ma deleterio una volta che l’acido lattico si azzera.

ATTACCANTI

Tevez-Llorente: Coppia d’attacco classica, con un Tevez ottimo, ma non eccezionale, è un Llorente andato oltre le aspettative. Allegri saprà sfruttare al meglio l’argentino, mentre non riuscirà a far ripetere allo spagnolo la stagione precedente

Ronaldo-Mandzukic: Su CR7 c’è poco da dire; è vero che crea meno gioco degli scorsi anni, e che ha più difficoltà a saltare l’uomo, ma il suo istinto killer non perde mai smalto. Declino irreversibile invece per il croato, che ha perso il posto da titolare, e probabilmente verrà ceduto, dopo un 2019 ai limiti dell’aberrante

RISERVE

E’ nelle riserve che si scorge maggiormente la differenza tra le due Juventus; Antonio Conte lasciò un gruppo a fine ciclo: Pepe, Storari, Vucinic, un Quagliarella sfiduciato, un Osvaldo a fine prestito, e poi i vari Padoin, Peluso. Allegri lascia in dote gente come Bernardeschi, Bentancur, Dybala, Kean, Rugani, tutti giocatori giovanissimi, giovani o relativamente giovani, su cui il prossimo allenatore potrà ampiamente lavorare

In sintesi, se Allegri ereditò una squadra molto forte, all’apice del suo potenziale, ma con una evidente data di scadenza. Il suo successore potrà invece attingere da una rosa di giocatori di prospettiva molto più ampia, con un livello tecnico similare, sperando che il mercato possa tappare le falle di rosa, soprattutto a centrocampo e in difesa. Chi vivrà vedrà!