Matuidi, primi passi nel gioco della Juve

di Alex Campanelli |

matuidi

Se n’è parlato tanto, fin troppo e da troppo tempo, e ora che Blaise Matuidi è arrivato in bianconero alcuni tifosi, ma anche diversi addetti ai lavori, non hanno potuto che chiedersi “Ma a che cosa serve? Saprà adattarsi al gioco della Juventus? Cosa può dare un giocatore così alla squadra migliore d’Italia?”. Domande alle quali dovrebbero rispondere il palmares del calciatore, 58 presenze nella Francia e 295 nel Psg, non esattamente squadre con poca concorrenza, e l’opinione della critica estera, che l’ha giudicato uno dei migliori colpi di mercato dell’estate 2017. Noi proviamo a farlo andando ad analizzare i suoi due primi scampoli di gara con la maglia della Juve, contro Cagliari e Genoa.

matuidi vs cagliari

Dalla heatmap di cui sopra, relativa ai 20 minuti e rotti di Juve – Cagliari, ma soprattutto dai dati e dalle clip che seguiranno, si può desumere un primo importante concetto, forse scontato per chi conosce già abbastanza bene il centrocampista francese: Matuidi è un giocatore verticale, nel senso più puro del termine. Matuidi è verticale perché tende a coprire la sua zona di campo prediletta, il centro-sinistra nel centrocampo a 3 (la Juve è passata al 4-3-3 col suo ingresso al posto di Higuain) da box to box vero e proprio, andando a tamponare a ridosso della propria area così come a inserirsi e fare pressione a ridosso di quella avversaria. Matuidi è verticale perché cerca sempre, o quasi, il passaggio in avanti o in diagonale sulla fascia per la corsa dell’ala o del terzino, raramente ricorre all’appoggio indietro. Più che ai numeri, che raccontano di appena un 15% di passaggi all’indietro e di un 92,6& di appoggi riusciti nella metà campo avversaria, date un’occhiata al video qui sotto, e contate con le dita di una sola mano i passaggi “a vuoto” di Blaise in costruzione.

Contro il Genoa invece l’ex Psg, che ha avuto a disposizione più di mezz’ora, è stato schierato da mediano di sinistra del 4-2-3-1, ruolo nel quale non può ovviamente mettere in mostra tutta la sua esplosività nella doppia fase ma che può comunque occupare in maniera più che egregia, essendo abituato a ricoprirlo in nazionale ed avendo tutte le carte in regola per sedersi allo stesso tavolo dei pari ruolo nella Juve. Partiamo dalla gestione della palla: pur offrendo un campione indicativo visto che il francese ha disputato poco più di un terzo di gara, il suo 97% di passaggi riusciti lo mettono in cima a questa speciale classifica, grazie all’unico passaggio sbagliato sui 32 effettuati. Per quanto riguarda la fase di non possesso, mezz’ora è bastata a Matuidi per essere il bianconero con più tackle effettuati, alla pari con Pjanic e Cuadrado, il tutto senza commettere mai un fallo. A proposito, per chi lo considera un giocatore ruvido e spigoloso, va ricordato che Matuidi ha una media inferiore ai 4 cartellini gialli a campionato e che il suo ultimo cartellino rosso risale al 2013. Niente male per uno con le sue doti e le sue mansioni.

matuidi vs genoa

Qui più di prima, la heatmap mostra come Blaise abbia girovagato un po’ per tutta la zona circostante la sua area di competenza, con predilezione per la corsia esterna nella quale ha messo in piedi interessanti dialoghi con Alex Sandro, come quello all’inizio del video qui sotto (ribaltato allo specchio rispetto alla realtà):

Cosa non abbiamo ancora visto invece di Matuidi? Innanzitutto la sua capacità di far filtro contro avversari che attaccano con molti uomini la squadra schierata, soprattutto relativamente al suo senso della posizione e alla sua capacità nell’intercetto, fondamentale carissimo ad Allegri. C’è anche da verificare la sua integrazione con compagni di reparto molto diversi, dall’artista Pjanic al geometra Marchisio al professor Khedira; servirà del tempo per identificare le accoppiate più efficaci, nel frattempo impariamo a conoscere Blaise e godiamoci le sue doti che sono già uniche e potrebbero presto diventare imprescindibili.