Matuidi, Khedira e il coraggio di dirsi addio

di Francesco Cionfoli |

A fine stagione già si sapeva che un giocatore “allegriano” avrebbe lasciato la Juventus, a prescindere dal futuro di Max; Sami Khedira, nonostante il fresco rinnovo, non poteva essere ancora un giocatore bianconero perché il suo tempo era finito.  È finito il tempo di affidarsi a chi non può garantire una determinata condizione fisica; gli infortuni non sono certo un dettaglio trascurabile nella scelta di una rosa, e il nostro numero 6 diventa sempre più fragile di anno in anno.  Indubbiamente il Khedira dei primi 2 anni dal suo arrivo sarebbe stato un centrocampista da 10 gol con Sarri, se consideriamo i suoi gran tempi di inserimento.

Ma il tempo lo ha reso sempre più macchinoso, compassato e debole; anche se non fosse soggetto ad infortuni continui, ho seri dubbi che Khedira possa adattarsi ai ritmi che vuole imporre Maurizio Sarri.  In questa estate di rivoluzione bisogna avere il coraggio di dire addio anche ad un calciatore intelligente, professionale e pieno di esperienza come Sami Khedira.

Il secondo enigma del centrocampo attuale porta il nome di Blaise Matuidi, un giocatore che, con Allegri e senza questa nuova filosofia calcistica, sarebbe stato di sicuro un punto fermo per il futuro.  Inutile descrivere le doti e i limiti del francese, come è superfluo dire che con Sarri ad emergere sarebbero soltanto i limiti tecnici di un giocatore che è tutto tranne che tecnico.  L’allenatore pretende il possesso continuo e veloce, è un martello che vuole inchiodare il tocco di prima nella testa dei suoi giocatori. Dispiace dire addio ad uno che corre, rincorre e non si ferma mai; dispiace privarsi di uno tra i migliori “recupera palloni” in circolazione.

Non è ancora chiara l’intenzione della società sui 2 centrocampisti juventini; la certezza è che si continuerà a vendere e sfoltire una rosa che pare sia in esubero.  Dal mio punto di vista, vedo solo un esubero in attacco e spero che ad ogni uscita negli altri reparti corrisponda un’entrata affidabile.  E parlando di affidabilità, se ora dovessi scegliere uno tra il tedesco e il francese, sceglierei il secondo nonostante tutti i suoi limiti, perché sono stanco di contare gli indisponibili nei momenti cruciali della stagione bianconera.


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