Matuidi: il Cavaliere Oscuro del mercato

di Sandro Scarpa |

Analizzo calcio e mercato in due modi:

– Prendo in giro tutto e tutti, me compreso;
– Se ne parlo seriamente evito giudizi netti e penso: ho mai giocato, allenato, diretto una squadra di calcio al di sopra della 3° categoria? (No!)

Quindi cerco di “capire” il mercato Juve, così.

La Juve da mesi sa di dover fare un po’ di cose, come tutti gli anni:

– prendere un’ala titolare top e, visti i buoni rapporti col Bayern, Douglas Costa,
– prendere un’ala giovane italiana forte e, visto che la Fiorentina smantellava, Bernardeschi,
– prendere una punta duttile e il più cristallino talento U21 di A: Schick
– prendere o riprendere, all’occorrenza, Caldara e Spinazzola
– prendere un centrocampista in grado di sostituire Khedira.
– Dare via le riserve non all’altezza.

La Juve segue Tolisso da tempo, ma a 42 milioni riflette “Sicuri? Se giochiamo a 2 in mezzo con l’opportunità di prendere questi esterni offensivi, Tolisso a 42; è la cosa migliore da fare?”. Quindi riflette e aspetta.

Allegri la cifra preferirebbe metterla su un Matic, giocatore di posizione (e ora perno del ManU) o qualcosa di meno su N’Zonzi, giocatore simile che imposta e rende muscoloso il Siviglia.

Così, nel dubbio, arriva il Bayern e Tolisso non ci pensa due secondi. Ciao ciao.

Nel frattempo esplode la grana Alves, uno che a metà giugno si sposa con una modella (che sfila a Parigi e che il 30.6 posta una foto con Neymar “Together Again”…

Così la Juve deve prendere un terzino destro vero, non più solo una riserva al posto di Lichsteiner.

Tentenna su Costa ragionando sugli unici TD esperti e di valore in vendita: Danilo e Aurier.

Alla fine Danilo costa o preferisce la Premier (City) mentre il Bayern, ottenuto James Rodriguez, (che torna da Ancelotti) molla su Costa. Cosi si sceglie Douglas, priorità assoluta, e per il terzino “si vedrà”.

Intanto si chiude un’operazione strepitosa (e trascurata) con Szczesny. Sandro, dopo la partenza di Alves è ancor più incedibile (anche per offerte illogiche), su N’Zonzi il Siviglia non molla e Matic ha già scelto Mou per ovvie e svariate ragioni.

A quel punto arriva Bonucci. Non è che la Juve voglia cacciarlo. Ma ha fatto capire chi comanda e chi, nel caso, può andare. Quando Bonucci comunica l’accordo col Milan, la Juve fa buon viso a cattivo gioco, pretende 40 milioni, il costo più alto della storia per un 30enne. Il Milan non vuole darglieli forte dell’accordo col giocatore (noi lo facciamo spesso) e così, per chiudere la faccenda velocemente, la Juve accetta di prendere De Sciglio a 12 (e non a 6-8) e si chiude. La Juve NON fa telenovelas.

Bonucci non era imprevisto (se non la destinazione) e invece scoppia la seconda grana: Schick. Si arriva ad offrire 8M per il prestito (il massimo possibile, al buio) e ci si muove per Keita, che col ceco sarebbe stato meno prioritario.

A quel punto, chiuso Bernardeschi, si va in USA e ci si occupa solo delle cessioni, aspettando le opportunità di Agosto. Si piazzano (bene) Lemina, Rincon, e si verificano le uscite di Licht e Asa.

Col Chelsea in difficoltà e col Barca con liquidità si puntellano Alex Sandro e Dybala.

Prima della SuperCoppa  la Juve si ritrova con ottime operazioni fatte o avviate come da programma:

– Bentancur, Costa, Bernardeschi, Szczesny, Spinazzola, Keita (e De Sciglio, senza giudizio…).
– Lemina, Rincon, Asamoah via.

Dei 3 buchi (Alves, Bonucci, Schick) solo uno è parzialmente risolvibile (Keita per Schick) mentre per Bonucci ci si affida al nutrito parterre di centrali (studiati per giocare a 3 e quindi in numero per giocare a 4) e per Alves si decide di considerarla una perdita di un esterno offensivo e non di un terzino destro.

Resta il buco del centrocampista, la seconda priorità programmata (dopo Douglas Costa).

E’ chiaro che scollinato luglio (ritiri, tour, prime gare) un club aspetti ultimi giorni per chiudere operazioni.

Perché solo a fine Agosto un Liverpool molla o meno (Emre Can: incedibile, specie col dubbio Coutinho), un Valencia scioglie i dubbi sulle offerte (Cancelo, all’Inter con valutazione da 32M) o un Siviglia decide su uno scontento (N’Zonzi) o decine di altre trame, sondaggi, tentativi: Strootman? Nainggolan? Hysaj?

Qualsiasi club, soprattutto la Juve che ha budget alto ma non illimitato, ha contatti con almeno 70-80 giocatori (diretti o mediati) e ne sonda o osserva almeno il doppio in una sessione di mercato.

Dopo la prima gara la Juve decide di chiudere e non aspettare l’ultima settimana rischiosa: MATUIDI’.

Matuidi è 100% Juve.

Seguito, voluto, cercato in anni precedenti (almeno 3, con affare chiuso e saltato 12 mesi fa) che diventa accessibile a prezzo ragionevole. Giocatore e uomo che piaceva e piace e agente (Raiola) che per noi conta. Uomo di spessore, capitano, uno da 400 presenze in Ligue 1, 80 in nazionale. Uno dei primi acquisti degli sceicchi e l’ultimo a resistere. Voluto da Kombouaré, quasi trascurato all’inizio da Ancelotti che poi ammette “incredibile, uno dei migliori al mondo, mi ha stupito, ha sorpreso tutti”, capitano con Blanc e titolare anche con Emery. Capitano con Deschamps che fino a un mese fa lo preferisce a Kantè.

Matuidì era il prescelto per sostituire, in modo diverso, fisicità e presenza di Pogba sul centro-sinistra di un centrocampo a 3. Modulo messo da parte per mancanza di interni dinamici e l’opportunità di schierare esterni da doppia fase come Mandzukic e Cuadrado e così via.

Giocatore indiscutibile nei pregi e trasparente nei difetti, e “juventino” per abnegazione, professionalità, generosità, sacrificio e personalità.

Tuttavia con lui (a meno di colpi di scena) si completa (terzino destro e scelte di Licht a parte) un mercato in cui, consapevolmente, si ripiega sulle OPPORTUNITA’ che prevalgono sulle VOLONTA’. In cui si pianifica in modo eccellente ma si reagisce in modo lento alle difficoltà impreviste.

In una parola, la Juve fa la Juve di questi anni, acume, sagacia, esperienza, intuizioni e voglia di garanzie, solidità e poco azzardo. Il punto è che, i bi-vicecampioni d’Europa negli ultimi 3 anni continuano a doversi accontentare di SCARTI di top club e primizie interne, ma quasi mai estere.

Per la mia premessa (non avendo mai gestito un club sono sicuramente più “scarso” anche di un Secco o di un Bigon Jr.) non potrei mai parlare di ERRORI nei confronti di chi gestisce una società modello di totale eccellenza sul campo e fuori e che ha condotto un mercato perfetto al 80%.

Le chiamo “perplessità”:

Perplessità  è stata non avere “certezze” (Matic, N’Zonzi, Strootman) prima di farsi soffiare Tolisso sul quale si avevano –legittimi- dubbi.

Perplessità è stata non prevedere per tempo un terzino destro titolare di qualità e garanzia superiore a De Sciglio e alla pari con l’omologo Alex Sandro.

Perplessità è pensare che Matuidì (giocatore ottimo e personaggio unico che ameremo) forse era tra le 3° scelte “assolute” (dopo i tentativi velleitari per un Kroos, e dopo i tentativi concreti per un Matic) e tra le 2° scelte “tattiche” (dopo i numerosi tentativi di ripartire da un centrocampista di posizione per giocare a 2 con Pjanic).

Matuidì è costato quanto Lemina (20) e prende quanto Lemina&Rincon assieme (3,5). Concettualmente è un gran colpo ma toccherà rivedere l’insieme anche perché 30enni carismatici come lui, Khedira e Marchisio vogliono giocare prima di un mondiale. Anche il passaggio a 3 (siamo sicuri?) resta forse una garanzia in attesa di una migliore tenuta difensiva e con un Douglas Costa meno propenso alla doppia fase rispetto a Mandzukic (o Cuadrado). Tutto bene, ma abbiamo appena dato la “10” ad un Dybala che centralmente nella ripresa ha piallato la Lazio. E’ la cosa migliore relegarlo in un 433?

Per chiudere, Matuidì è ciò che i tifosi Juve si meritano in quanto ad esperienza e generosità, è ciò che la Juve si merita per il dinamismo e la capacità di andare negli spazi, ma non è quello che i tifosi sognavano o di cui la Juve aveva forse bisogno ora per stabilizzare il 4231.

Per dirla bene:

Matuidì è ciò che i tifosi si meritano ma non ciò di cui avrebbero bisogno ora. E quindi gli daranno la caccia, perché lui può sopportarlo..

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