#BlaBlaBlaise: dialoghi di campo su Matuidi

di Davide Rovati |


Davide Rovati
: Ciao Dario, a quanto pare ci in tanti si sentono smarriti, Matuidi pare fosse o magari ancora è il tassello scelto dalla Juve per completare il centrocampo. Gran bel giocatore onestamente, eppure non ti nascondo che mi ha sempre lasciato un certo amaro in bocca… Poi ti spiego. Tu che ne dici? Lo inquadriamo tecnicamente?

Dario Pergolizzi: Se provo a tirare le somme su che giocatore sia Blaise Matuidi emergono pro e contro che, paradossalmente, si sfumano tra loro.

È un calciatore con una spiccata capacità di break, le cui fasi difensive ed offensive quasi si fondono. Riesce come un martello pneumatico a profondere la stessa intensità sia all’inizio dell’azione di recupero (ove eccelle sia in tackle che in intercetto), sia quando si tratta di andare a proporsi in fase offensiva, al termine del contrattacco iniziato magari proprio grazie alle sue doti di rottura.

Essendo dunque un calciatore che fa dell’intensità il suo cavallo di battaglia, nei match in cui non è al 100% atleticamente, rischia facilmente di diventare un ectoplasma.

Pare essere ben conscio dei propri limiti tecnici (il suo primo controllo non è esattamente degno del top level europeo) e questo lo spinge spesso a liberarsi rapidamente del pallone, per cui non imbolsisce la manovra di giro palla. Ma il non prendersi dei rischi è sia un pregio che un difetto.

Davide:  C’è poco da aggiungere a questo profilo: hai fotografato molto bene le sue caratteristiche. Mi viene da dire che Matuidi è anche un buon finalizzatore, meglio di tutte le nostre mezzali in questo senso, escluso Khedira. Si parla di un giocatore di alto livello, uno specialista molto efficiente, ma le mie perplessità (che ti giro) sono tre:

1) migliora il livello degli 11 o è l’ennesimo acquisto che ci allunga una rosa già lunghissima? Cioè, detto schiettamente: è un upgrade di Asamoah, unico giocatore attualmente titolare del quale potrebbe prendere il posto?

2) dopo aver vagliato tanti profili la scelta è caduta su una mezzala di quantità. Considerando che in rosa ci sono sei giocatori che possono giocare o hanno giocato mezzala, più Pjaca che Allegri sta provando in quel ruolo, e considerando che, Pjanic e Pjaca a parte, tutti gli altri sono giocatori ‘di sostanza’ (alcuni direi esclusivamente ‘di rottura’), Matuidi completa la squadra con le caratteristiche giuste?

3) eravamo tutti convinti, magari da suggestioni di calciomercato, che a centrocampo la Juve avrebbe preso un giocatore pronto e un giovane da far crescere. A quanto pare, arriveranno Cuadrado (’88) e Matuidi (’87). Lo affronteremo mai il tema dell’età media o vogliamo continuare a convincerci che stiamo programmando il futuro come una vera big europea?

Dario: Il tema dell’età media sarà bene affrontarlo quando arriverà il momento di appendere diverse paia di scarpini al chiodo. Non credo sia ancora giunto. Certo, tra un paio d’anni al massimo sarà inevitabile, ma sono convinto che finora il gruppo sia in equilibrio tra giovani promesse/realtà e solide certezze stagionate (ma non troppo). La società ha comunque dimostrato di non badare a spese quando c’è di mezzo del potenziale, per cui sono fiducioso per il rinnovo generazionale.

Secondo me Matuidi non è un titolare se si gioca a 3 e ci sono QUEI 3. Ma se si adotta il rombo, il discorso cambia. Sappiamo bene come l’interno, in quest’ultima configurazione, sia chiamato ad una sfiancante opera di copertura e ampiezza a supporto del terzino di riferimento. Spesse volte abbiamo storto il muso vedendo l’ex numero 10 dover adempiere (egregiamente) a questi compiti. Ecco, Matuidi sarebbe il giusto compromesso. Non si avvertirebbe affatto quella sensazione di “spreco” che era ridondante nel vedere Pogba sulla riga laterale, poiché si tratta di un profilo adeguato alle rincorse ed al sacrificio. Blaise vive costantemente su un binario immaginario che solca l’halfspace sinistro, dalla propria area a quella avversaria.

Tuttavia, vederlo come sostituto naturale di PP10 è profondamente sbagliato: mi piace pensare che la Juve stia usando una sorta di visione ‘Moneyball‘ per rimpiazzare il polpo. L’obiettivo non è dunque rimpiazzare una giovane stella da cifre astronomiche con un’altra, ma riempire il vuoto statistico lasciato da un calciatore totale, senza badare troppo all’età o alla rivendibilità.
La qualità è chiaramente portata da Pjanic, proveniente da un 2015/16 che lo ha visto protagonista in doppia cifra di gol ed assist.

pjanic-pogba

Bisognerebbe dunque recuperare il valore aggiunto difensivo andato perso. In questo senso, i numeri di Matuidi sono pressoché simili a quelli di Paul Labile, nonostante il confronto fisico tra i due sia improponibile.

matuidi-pogba

Davide: Non condivido in pieno la logica ‘Moneyball’ che descrivi perché i dati statistici sono spesso drogati dal contesto. Se si parla di caratteristiche capisco già di più il ragionamento: provi a bilanciare l’incidenza di un ‘totale’ come PP prendendo una fonte di gioco come Pjanic e un dominante difensivo come Matuidi. Ma qui già mi fermo a chiedermi: una squadra che gioca con tre difensori fortissimi, due terzini eccelsi in fase difensiva, che ha già molti centrocampisti centrali che fanno del recupero palla e dell’intercetto una dote di spicco, ha ANCORA bisogno di inserire caratteristiche difensive? E ora non parlo della rosa, parlo proprio dell’11!

A proposito del francese: ecco, quando tu descrivi i suoi compiti tattici nel rombo (ma anche nel 352 la mezzala finisce quasi sempre in quel corridoio) io penso subito ad Asamoah e a come lo vedo adatto per quel ruolo.
Poco da fare: per me Matuidi è un doppione, più vecchio e più caro, di un giocatore che abbiamo già – e che tra l’altro adoro. Poi certo, c’è la Coppa d’Africa, Asa è stato zoppo per mesi, Matuidi ha più tenuta mentale, mi si possono fare tante obiezioni e tutte sensate. Però, e mi ricollego al discorso sull’età, vedo una squadra costruita con tanti doppioni, vedo un livello della panchina che forse non ha nessuno in Europa, ma la stessa panchina ha anche un peso economico e carismatico senza eguali.

Bene, squadra lunghissima per affrontare una stagione impegnativa, ci sarà bisogno di tutti, ma… non sarebbe stato meglio impiegare qualche risorsa in più per migliorare l’11 e fidarsi dei giovani per il turnover? Rugani ha davanti tre mostri sacri più un quarto difensore di livello mondiale, che non è venuto a Torino per fare la riserva. Quante partite ci aspettiamo che giochi? E Lemina, che quando tornerà Marchisio sarà la terza scelta sia come mediano sia come mezzala destra?

In questo senso, tornando al buon Blaise e guardando al mercato: se si è scelto di andare su un centrocampista dinamico, perché Matuidi e non Dahoud, o Bazoer, o un altro profilo simile? A Torino con i giovani si va sempre con i piedi di piombo, sia per inserirli sul campo sia per inserirli in rosa – forse perché rimasti scottati da qualche fallimento passato. Una filosofia che ha pro e contro, ma che non trova grossi riscontri nel panorama delle grandi squadre europee e dei vincitori delle ultime Champions. Sono curioso di vedere se nei nostri successi futuri inciderà più un Matuidi o un Pjaca…

Dario: Sono perfettamente d’accordo su Asamoah, che per quanto mi riguarda è senza dubbio un titolare aggiunto. Secondo me la Coppa d’Africa, che porterà Lemina e Kwadwo lontani dal richiamo di preparazione invernale, influirà pesantemente sulle strategie di costruzione del centrocampo.

Penso si stia andando verso un profilo usato sicuro per garantire una rotazione di alto livello ed esperienza anche in Champions, l’obiettivo è chiaro. Comunque capita anche che siano proprio i giocatori meno attesi a cambiare il destino delle stagioni. Penso soprattutto a Kanté e Casemiro. Se pagherà lo sapremo solo a fine stagione, o forse non lo sapremo mai. Speriamo ci stupiscano ancora una volta senza rimuginare sull’esperienza Hernanes.

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