Matthijs De Ligt, semplicemente il migliore

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Francesco Cionfoli

Estate 2013, “tra 5 anni prenderemo Cristiano Ronaldo“.

Estate 2018, prendi il più forte, Cristiano e aggiungi “prenderemo il prossimo Cristiano Ronaldo ma molto più giovane“.

Così parló il profeta, il presidente che ha in mente una squadra galattica, così parló Andrea Agnelli. La cosa intrigante è che il prossimo Cristiano Ronaldo non ha 25 anni (ipse dixit il profeta) e non è un attaccante. Lui non ha vent’anni ancora. ma è già generale, capitano, leader; è il prototipo a cui nessuna credeva, è l’uomo del presidente, Matthijs de Ligt.

Personalmente, ricordo spiacevole di Juve-Ajax a parte, ho visto per la prima volta giocare quest’uragano al Bernabeu; non è affatto un’iperbole paragonarlo ad un uragano, perché se domini, comandi a testa alta la tua squadra nel Tempio del calcio a 19 anni, non puoi essere nient’altro. Un giocatore travolgente, fisico, impavido, un giocatore che se mi sforzo di compararlo ad altri molto più “pronti” di lui, mi ritrovo in un vicolo cieco.

Non ci sono parole e paragoni che tengano, De Ligt è fuori dalla norma, nato già pronto e destinato ad essere il migliore per gli anni a venire. Su questo bisogna soffermarsi, perché la Juventus (a detta di tutti) sta per assicurarsi né un prospetto talentuoso ancora acerbo, né un top player quasi 30enne; la Juventus ha puntato dritta al migliore, che ha già dimostrato di esserlo scardinando ogni record possibile a soli 19 anni.

La finale di Europa League a 17 anni, le presenze in nazionale, le presenze, le prestazioni, i gol in Champions League , da veterano. L’olandese ha incantato tutto il mondo, creando un via vai di dirigenti e osservatori di ogni top club. Tutti ad Amsterdam, non per vacanza, ma per far capire a de Ligt “io ci sono”. C’è stato più volte anche Fabio Paratici ma la sua presenza, da ciò che si diceva fino a poco tempo fa, non sarebbe valsa a niente. Era già destinato al Barcellona per seguire l’altro gioiellino olandese De Jong, “andrà in Spagna o Inghilterra” disse Van Der Sar“. Poi la Spagna fu spazzata via dal richiamo della Tour Eiffel, e lo sceicco era già pronto a riempirlo di milioni, tanti milioni. E poi? Il poi è tutta un’altra storia, è un filo diretto creato dalla dirigenza bianconera, soprattutto nelle vesti di Pavel Nedved, colui che ben conosce l’affarista Raiola; il poi è Ronaldo, l’idolo di sempre, che ti dice “ma perché non vieni alla Juve”?

De Ligt sconvolto ci pensa, e già immagina i duri allenamenti non programmati per migliorarsi sempre di più, le pazzie che solo professionisti eccelsi come loro possono fare. Lui ha scelto la Juve e la Juventus ha scelto l’olandese, perché non vale la pena pagare più di 100 milioni Koulibaly, né spendere anche tanto per altri buoni difensori, che possono esplodere o che sono già esplosi e hanno ancora poco da dare.

De Ligt ha una carriera lunga davanti a se e, se ora spaventa, mi chiedo l’effetto che farà tra qualche anno. L’olandese è il futuro che è già presente, e il profeta lungimirante sa bene che la storia si scrive coi migliori. E la Juventus ha scelto di essere la migliore.


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