La Juve sfida se stessa, Marotta sfida la Juve: ecco come

L’annuncio del passaggio di Beppe Marotta all’Inter sembra essere questione di giorni. Qualcuno ha scritto che l’accordo con i nerazzurri fosse già in essere prima del mancato rinnovo da parte della Juventus del contratto dell’amministratore delegato.
Dissento: la reazione di Marotta al mancato rinnovo è stata di genuino disappunto e delusione. Questo non significa che il dirigente varesino non abbia ricevuto offerte (da Milan, Inter e Roma), ma che il suo intendimento fosse quello di proseguire con la Juventus.
Ad Appiano Gentile troverà il caos, un po’ come successe a Torino quando si trovò a gestire i contratti folli di Amauri, Diego e Felipe Melo, oltre a personaggi ingombranti come Camoranesi, Del Piero, Trezeguet e Zebina, ormai a fine carriera.
La notizia buona per i tifosi dell’Inter è che di vecchie glorie in campo non ce ne sono più, mentre tra gli esuberi con contratti fuori scala ci sono Joao Mario, Gabriel Barbosa e Radja Nainggolan, che per motivi diversi non forniscono garanzie: una bella gatta da pelare.
Ancora incerti i destini di Lautaro Martinez, Keita Baldè e Sime Vrsaljiko, quello che è probabile è che i nerazzurri ripartano dal mercato italiano e da una proprietà cinese che sul piatto non pare intenzionata a metter soldi, se non a credito (con relativi interessi).
A proposito di cinesi: l’ex proprietario del Parma, Jiang Lizhang, meno conosciuto anche di Yonghong Li, vorrebbe riprendersi il club, perso in autunno. Curioso che nel frattempo abbia comprato il Tondela, squadra portoghese legata a Jorge Mendes, che nel Parma pareva avere qualche interesse di troppo, prima che la proprietà italiana si riprendesse il club.
E qui arriviamo al punto: Jorge Mendes ha le mani su almeno 20 club in giro per l’Europa e la Juventus è una di questi. Con il passaggio di Cancelo e Ronaldo in bianconero, quello di Mandragora all’Udinese e quello fallimentare di Sturaro allo Sporting Lisbona, Fabio Paratici ha firmato un (conveniente) patto con il diavolo, che a quanto pare porterà ulteriori sviluppi sul mercato di gennaio e quello estivo, andandosi a intersecare con quelli che un tempo erano i piani di mercato di Marotta.
Non è mistero infatti che Paul Pogba a giugno fosse un obiettivo dei bianconeri, con Marotta pronto a gestire l’operazione “finanziandola” con la plusvalenza realizzabile attraverso la cessione di Moise Kean: tutto si bloccò per via dell’operazione Ronaldo.
Oggi tutto sembra essere tornato, con protagonisti diversi, all’inizio della scorsa estate: Mendes ha offerto alla Juventus Falcao (in prestito) e James Rodriguez (a titolo definitivo), mentre Raiola spinge perchè lo United prenda una decisione su Pogba.
Per il francese, la volontà è quella di assicurarsi un nuovo contratto di 5 anni: la Juventus è alla finestra, ma la priorità di Raiola e Pogba non è sentimentale, bensì economica.
Tutto si può intrecciare: la Juventus ha bisogno di risorse per operare sul mercato. Il primo nome è quello di Kean, pronto ad essere ceduto per recuperare le risorse necessarie per operare in estate sul mercato, quando la sfida tra Raiola e Mendes potrebbe riaccendersi, con uno tra Pogba e James pronto a vestire il bianconero.
Nel frattempo, per fare il bomber di scorta che ai bianconeri è mancato in questo inizio di stagione, potrebbe arrivare a Torino Radamel Falcao, in uscita dal Monaco, pronto a prendere in cambio un giocatore di proprietà della Juventus.
Ero partito da Marotta, con Marotta finisco: se la Juventus di oggi è diventata internazionale, l’Internazionale di domani proverà a diventare la “Juventus” di ieri.
Il mercato dei bianconeri si fonda su relazioni internazionali, grandi nomi e costi insostenibili per il 90% dei club europei. L’Inter ripartendo da Marotta, sceglierà probabilmente il percorso inverso, basandosi su un mercato economicamente sostenibile, preferibilmente italiano, e su giocatori solidi ma poco appariscenti.
Sono curioso di vedere fin dove potrà arrivare il “modello Marotta” con l’Inter, in un campionato dove, al contrario del 2011, c’è una supercorazzata invincibile, mentre mi chiedo se la Juventus avrà la forza per evitare di finire come l’Inter del 2010, ovvero “cannibalizzata” dai procuratori.