Marotta & Co. – Un timido tentativo revisionistico

di Riceviamo e Pubblichiamo |

marottata

I miei immeritati followers (immeritati in quanto troppo pochi, intendiamoci) avranno notato che sono in una fase piuttosto polemica con la dirigenza juventina. Diciamo che sono molto esplicitamente deluso da questa sessione di mercato, sessione che conferma definitivamente una mia convinzione: la Juve dei 6 scudetti (o più, speriamo!) è stata un fenomeno molto più sportivo che manageriale. E qui non parlo di conti, perché la finanza da tifoso mi stufa profondamente. Parlo di calcio.

Avendo fallito clamorosamente nello spiegare bene quello che penso via tweet, senza essere tacciato di i) demenza, ii) ingratitudine, e iii) inadeguatezza a tifare Juve, chiedo asilo a Juventibus per provare a fare delle considerazioni ordinate di stampo revisionistico sull’operato dei giustamente celebrati – ma forse un po’ mitizzati – Marotta & Co. Perché il cervello ce lo abbiamo apposta: per pensare e guardare il mondo in senso critico.

Partiamo da una premessa. È evidente che vincere 6 scudetti di fila è un’impresa MOSTRUOSA (n.d.r. non “monstre”, che non significa niente). Da fervente juventino sono grato a chiunque abbia partecipato alla realizzazione di questa abbuffata di vittorie, dal magazziniere al Presidente. Non avrei mai pensato nella vita che mi capitasse e certamente non mi capiterà più. Quindi sì, GRAZIE a tutti.

Penso però anche che una squadra con vocazione internazionale come la Juve debba soprattutto ambire a vincere la UCL. I cicli vanno e vengono e durano tipicamente abbastanza poco. La mia convinzione è che purtroppo abbiamo sprecato un lunghissimo ciclo per vincere in Europa sostanzialmente per incapacità di premere il grilletto. Incapacità sportiva vista sul campo, braccino del tennista per intenderci. Ma anche incapacità manageriale vista fuori dal campo in una serie di sessioni di mercato sempre astute ma in cui mancava costantemente qualcosa di evidente e probabilmente risolutivo: il colpo di grazia.

Facciamo un po’ di storia.

Dopo i notori due settimi posti arriva Conte che si trova ad allenare una squadra solidissima – rafforzata da una brillante sessione di mercato estiva – ma tutt’altro che stellare. Una squadra costruita per competere non per stravincere. Il miracolo vero lo fanno Conte e i giocatori. Alla dirigenza va il merito di aver rafforzato una già forte difesa con innesti chiave come Lichtsteiner (insultato ingiustamente in questi giorni dopo una vita di servizio ineccepibile e grinta che ha forgiato tutto l’ambiente negli anni chiave), Pirlo, Vidal, Vucinic e Pepe. Una gloria trentatreenne, un fenomeno vero all’apice del suo potenziale (Vidal) e una serie di onestissimi giocatori di grinta e personalità. Il tutto spendendo due lire. Mercato da 8 pieno, quello sì.

La Juve vince lo scudetto 2011-2012 giocando bene a calcio e dimostrando una solidità difensiva mai vista. Il campionato finisce con la Juve imbattuta! Si incomincia a intravedere una base su cui costruire qualcosa di veramente grosso.

Arriva allora una nuova sessione di mercato. La Juve ha due problemi: manca un centravanti da 40 goal a stagione e la rosa è un po’ stretta per affrontare credibilmente tre competizioni. La dirigenza fa due cose: compra un po’ di giocatori “italiani”, genere usato sicuro di prospettiva (Asa, Isla, Giovinco), e fa un capolavoro assoluto assicurandosi Pogba gratis. Un ragazzino di quelli che se becchi l’allenatore scemo va in primavera e poi viene prestato in giro fino a rovinarsi, se becchi Conte ti diventa titolare inamovibile prima dei 20 anni. Un fenomeno vero insomma (n.d.r. non un “crack”, che non significa niente). Nessun acquisto da urlo, nessun investimento maiuscolo, un mercato anche in questo caso da squadra lungimirante ma non particolarmente ambiziosa. Un mercato da Lazio per intenderci. Pogba è esploso in quel modo un po’ a sorpresa, non era certo previsto di ritrovarselo subito in campo a quei livelli. Soprattutto però non arriva la punta e anzi Marotta ci inizia ad abituare a quella che diventerà una specialità della casa: l’acquisto all’ultimo minuto di giocatori inadeguati o per inseguire l’affare a buon mercato o semplicemente per mancanza di alternative a fine corsa. Arrivano così Bendtner e Anelka. Un carneade inconsistente e un ex giocatore. La tifoseria mormora ma alla fine di che ti vuoi lamentare? Eravamo pur sempre abituati a Delneri, è tutto grasso che cola…

Nonostante questo, Conte si ritrova con la difesa più forte del mondo o giù di lì dall’anno prima, e un centrocampo sontuoso con Pirlo, Vidal, Pogba e Marchisio e fa giocare tutti talmente bene che l’attacco decisamente medio come valore assoluto produce goal e sponde per gli inserimenti dei centrocampisti. È un altro scudetto! In UCL un attaccante che ti risolve la partita purtroppo serve e la Juve non ce l’ha. L’avventura si chiude ai quarti contro un Bayern troppo forte.

Altra sessione di mercato in cui la dirigenza (a cui certamente non si può contestare di non essere virtuosa) riesce a spendere meno di quello che incassa dalle cessioni comprando sostanzialmente due giocatori e basta, entrambi attaccanti, non potendo realisticamente migliorare sul serio difesa e centrocampo con i budget che ha in mente: Tevez e Llorente. Llorente è il solito, onestissimo centravanti moderno pennellone con i piedi buoni. Farà il suo, anche con un certo stile umano, ma non lo ricorderemo a lungo come artefice dei nostri successi. Tevez, d’altro canto sulla carta non è assolutamente l’investimento risolutivo che ci si aspettava. Arriva per €10m ed un ingaggio importante. È sicuramente un giocatore che ha segnato moltissimo in carriera, potenzialmente in grado di cambiare il corso di una partita. Ma è anche un giocatore sul viale del tramonto, che viene da stagioni difficili e che si accompagna ad una reputazione di sfascia spogliatoi, di testa calda. È una scommessa, un’occasione anche questa, nessuno si aspetta veramente che risolva i problemi juventini in attacco. Neanche Marotta in cuor suo.

Ebbene Tevez si rivela essere un mostro assoluto. Segna, corre, lavora, incita, vince, difende attacca. Fa tutto lui. Con professionismo del tutto inimmaginabile vista la reputazione. La Juve ha trovato un attaccante ed un leader carismatico vero. Peccato abbia 30 anni ed una certa nostalgia per l’Argentina… ma questa è un’altra storia. La Juve vince ancora in Italia con 102 punti! Vidal (con i rigori) fa quasi lo stesso numero di goal di Tevez e Llorente e la squadra gira che è una meraviglia. Conte continua a dimostrarsi un fuoriclasse. In Europa invece una mezza tragedia: in UCL Tevez non segna, il girone non è banale ma ci complichiamo la vita e riusciamo a non qualificarci, in EL arriviamo in semifinale e soccombiamo anche lì (ma comunque chi se ne strafotte della EL a quel punto, su…).

Pronti a ripartire l’anno successivo incazzatissimi e caricati a pallettoni ed ecco il fulmine a ciel sereno. Conte la pensa un po’ come me e fa notare alla dirigenza che lo zoccolo duro è fortissimo ma la vita è adesso e se pensi di vincere tre competizioni compresa la UCL spendendo 20-30 milioni a mercato la vita può essere molto dura. La dirigenza a sua volta inizia a dimostrare quella che secondo me insieme alla timidezza sul mercato è l’altra sua principale pecca: una totale inadeguatezza a gestire le situazioni umane in maniera non conflittuale. Che è un mestiere: quello per l’appunto del “manager”. Ecco su questo sono proprio scarsi scarsi scarsi (Del Piero, Conte, Vidal, Bonucci, Lichtsteiner…). Così si arriva allo scazzo. Conte, deus ex machina di questi tre anni di successi, ambiziosissimo e determinato a vincere la UCL, se ne va per mancanza di garanzie sul mercato. Facendo malissimo, ma anche questa è un’altra storia.

Panico generale e arriva Allegri. Accolto dall’orrore dei più, me compreso devo dire (orrore poi ampiamente smentito e ingiustificato, perché Allegri ha molti limiti ma il suo l’ha fatto piuttosto bene nonostante una deprecabile tendenza a delegare quasi completamente le responsabilità di creazione di gioco ai giocatori). Altra sessione di mercato. Che fa la Juve? Pochino… compra Morata, giocatore vero, molto forte e giovane, ottimo innesto in attacco. Poi compra Pereyra, onestissimo centrocampista ottimo per la panchina di questa Juve ormai diventata suprema a centrocampo. Ma anche questa volta non affonda, non arriva il Cavani, l’Higuain, il giocatore che più o meno tutti si aspettano per chiudere il cerchio. Arriva anche con Evra il classico usatone sicuro di esperienza (concetto che personalmente aborro ma la vita è anche questa): giocatore che dal mio punto di vista oltre a parlare parecchio con quell’arroganza tutta francese sarà ricordato per esserci costato una UCL l’anno dopo. Anche qui le vedove si stracciano ancora le vesti misteriosamente.

Nonostante il mercato non sia risolutivo, la squadra è forte e con merito e un po’ di fortuna vince ancora il campionato a mani basse e arriva addirittura in finale in UCL. Tevez e Morata segnano che è una gioia ma alla fine dobbiamo soccombere di fronte ad un Barça subito molto fortunato ma obiettivamente superiore.

Altra sessione di mercato. Probabilmente la più controversa. In entrata succede di tutto. Compriamo un giocatore meglio dell’altro assicurandoci in un Giugno 2015 per me indimenticabile la bellezza di Dybala, Mandzukic, Khedira, Rugani e Zaza. Arriva però anche luglio purtroppo e in una serie di circostanze alcune previste altre sorprendenti perdiamo mezzo centrocampo con Vidal e Pirlo via e mezzo attacco, con Tevez e Llorente. Il colpo dal punto di vista tecnico e di leadership è massiccio. Pirlo, Vidal e Tevez… mica Corini, Luppi e De Marchi… in classico stile Marottiano (la pianificazione non è esattamente il suo forte) si deve correre ai ripari e anche molto rapidamente. La situazione è ancora più grave di quanto non si possa pensare perché a) Khedira ha una storia fisica discutibile e anche un’età, b) è assolutamente ovvio che uno giovane, stratosfericamente forte e completamente scemo come Pogba non durerà a rompersi le scatole nelle serate torinesi al pub più di un’altra stagione. Diciamo che il nostro centrocampo, punto di forza fino a ieri, va completamente rifondato. Allegri chiede alla società un trequartista per provare a darsi delle alternative tattiche. La Juve cerca disperatamente un fantasista ma si copre di ridicolo (diciamocelo fuori dai denti) fallendo una trattativa inspiegabile con Schalke e Draxler che finisce incredibilmente al Wolfsburg. Alla fine portiamo a casa gli ottimi Cuadrado e Alex Sandro (che si riveleranno presto due pilastri, ancorché oggi in calo motivazionale) e ripieghiamo il 31 agosto su Lemina (mai realmente pervenuto) ed un altro di quei colpi patetici che piacciono tanto a Marotta, un incredibile Hernanes tirato fuori dalla naftalina per l’occasione. Il tifoso medio pensante – quello non dogmatico della retorica “fino alla fine” è abbastanza perplesso, volendo usare un eufemismo. Ma fa il tifoso e tifa…

Il campionato parte male ma la squadra si riprende e finiamo per vincere un altro scudetto. In UCL usciamo immeritatamente agli ottavi perché Evra non la spazza volentieri.

Altra sessione di mercato. La migliore di sempre direi. I problemi li conosciamo: attacco forte ma migliorabile, centrocampo da rifondare. Si parte subito benone con l’acquisto di Pjanic. Poi arriva Dani Alves (che scalda tutti i cuori tranne il mio, rivelandosi poi fondamentale in UCL ad onor del vero ma confermando di essere sostanzialmente un cretino poco tempo dopo). Ottimi innesti di qualità con Benatia e Pjaca e qualche triste ma non dirimente cessione (Morata, Caceres, Padoin, Pereyra). Succede poi inevitabilmente quello che era chiaro a tutti: Pogba e Raiola hanno altri pensieri e se ne vanno ad una cifra ai tempi impensabile in un club tuttora impensabile. Il bottino viene utilizzato finalmente, dopo 4 anni di timidezza per comprare IL CENTRAVANTI: Gonzalone Higuain. L’osservatore pensante guarda il mercato e dice: ecco! finalmente! Abbiamo dato via Pogba che era bello da strapparsi i capelli ma contribuiva tutto sommato meno del suo enorme potenziale, lo abbiamo di fatto sostituito con un Pjanic che non da garanzie di quantità ma se non altro ci riporta in epoca Pirlo (con le dovute distinzioni) e ci siamo procurati il puntero. Con questa squadra te la giochi sul serio.

E così è. Lo scudetto si vince ancora una volta in scioltezza. La coppa Italia pure. Ed in UCL si dilaga: primi in un girone abbordabile, schiaffeggiamo Porto, BARCA (!) e Monaco e andiamo ad affrontare quello che io considero il Real Madrid più battibile degli ultimi anni. Ci presentiamo a Cardiff (me compreso) e ci copriamo di ridicolo. Di chi sia la colpa non è dato sapere ma tutto sommato la vita è anche questa e ce ne facciamo una ragione come sempre. Ci siamo abituati purtroppo.

Veniamo al peggior mercato di sempre. Quello 2017-2018, ispiratore di questo articolo che a questo punto avrete resistito a leggere in 4. Sei sulla carta la seconda squadra più forte del mondo, diciamo che sei certamente fra le prime quattro da 3-4 anni. Ma non vinci, non sei materialmente in grado di farlo. Il ciclo non può durare per sempre, il tuo momento è questo (probabilmente lo era l’anno scorso ma nulla ti vieta di sperare ancora per una stagione). Se vuoi provarci sul serio (ed è questa la sintesi del mio pensiero, ci abbiamo mai provato SUL SERIO sul mercato in questi 7 anni?) l’unica cosa che puoi fare è migliorare l’11 titolare e puntellare la rosa. In attacco sei formidabile (nonostante il fatto che Higuain stia sfiorendo e sia complessivamente inadatto al gioco di questa Juve, se di gioco si può realmente parlare e se esiste un centravanti che effettivamente lo sarebbe), di base ti manca solo un esterno di ruolo forte. A centrocampo sei invece assolutamente rivedibile (Khedira si è dimostrato fisicamente fragile e tutto sommato anche caratterialmente più molle del previsto, Pjanic è forte ma rimane discontinuo, Marchisio è mezzo rotto, non hai reali soluzioni di interdizione e sei costretto a schierare spesso e volentieri gente come Sturaro e Lemina, che con tutto l’affetto nelle tre tue dirette competitrici non andrebbero neanche in panca). In difesa rimani molto forte sia come titolari che come panchina, unico punto debole (ormai da qualche anno ad onor del vero) il terzino destro, perché Lichtsteiner e un guerriero ma non è abbastanza. Ti servono quindi solo tre giocatori forti: esterno, centrocampista moderno, terzino destro. Tanti soldi ma niente di impensabile per i conti di questa Juve.

Alla fine, non ho bisogno di ricordarvi come, ti ritrovi ad Agosto con due esterni ok ma probabilmente ridondanti in Douglas Costa e Bernardeschi (rischi quasi di comprarne un altro e mezzo, con Schick e Keita), un assoluto ripiego a centrocampo con Matuidi, onesto giocatore trentenne certamente inadeguato a farci fare la svolta, giunto come sempre all’ultimo minuto dopo 23 tentativi falliti con gente più forte, e uno dei terzini destri più controversi del panorama attuale, De Sciglio, un ventiquattrenne che ha ampiamente dimostrato negli anni di non essere da Juve. Capolavoro dei capolavori, non convochi Lichtsteiner in lista Uefa (facendo l’ennesimo disastro diplomatico) e ti ritrovi con Sturaro adattato a terzino destro alla prima necessità. Sturaro che dal mio punto di vista è adattato anche nel suo ruolo naturale. Ma questa è già storia contemporanea e non voglio divagare. Nel frattempo perdi, con quella capacitá tutta Marottiana-Agnelliana di gestire gli umori, Bonucci e Alves. Un colpo micidiale alla difesa ma anche al centrocampo e all’attacco essendo di fatto due registi arretrati aggiunti, gente con piedi e visione. Si corre ai ripari e si prende Howedes all’ultimo minuto, del quale sapremo dire di più con il tempo. Un mercato descritto dagli inguaribili ottimisti (qualcuno direbbe aziendalisti) come un mercato da 8 per l’evidente miglioramento e allargamento della rosa, e dai più moderati da 6- in virtù dell’evidente peggioramento dell’11 titolare e di innesti di qualità medio-alta ma non di più.

Su Bonucci devo aprire una parentesi a parte, per la quale mi perdonerete. A) è probabilmente il centrale moderno più forte che io ricordi, B) si è dimostrato in campo un professionista eccellente, con grinta e abnegazione che ricordo forse in Lichtsteiner, C) abbiamo vinto con lui parecchia roba e gli sono naturalmente molto affezionato sportivamente oltre che umanamente per sue complicate vicende personali. Detto questo rimane un ragazzo, un calciatore peraltro, quindi un animo semplice, probabilmente anche un carattere difficile. Ci sta litigare sul lavoro. A voi non è mai capitato? A me sì, anche spesso, soprattutto sotto stress. Allegri e la società (gente il cui livello di maturità ed intellettivo mi aspetto essere fisiologicamente superiore a quello di Bonucci) hanno l’obbligo professionale di dirimere questo tipo di controversie. È il loro mestiere, fanno quello nella vita. Se tratti un professionista in mondovisione come un bambino di 10 anni, ci sta che se la prenda e decida di fare le valigie. Ora dato il fatto che Bonucci fa il calciatore di professione, non c’è nulla di male ad andare a giocare da un’altra parte, soprattutto se ritieni di essere stato trattato in maniera ingiusta o perlomeno irrispettosa. Se lo ha fatto per soldi tanto meglio. Il livello di livore con il quale Bonucci viene trattato dai tifosi juventini è assurdo e denuncia una evidente incomprensione di come va la vita: si litiga in due e la Juve non è un culto religioso al quale sei legato a vita pena la scomunica. In questa vicenda la Juve ha colpa almeno quanto Bonucci. È un fallimento di tutti. Fallimento dimostrato dalla nostra situazione attuale in difesa. Chi dice che ne faremo serenamente a meno semplicemente non ha idea di cosa parla.

Chiusa la parentesi, vado a concludere.

Cosa penso in estrema sintesi? Penso che abbiamo sprecato almeno due o tre occasioni per costruire una squadra realmente competitiva e completa. Gestione certamente molto oculata dei conti e vocazione all’occasione sono virtù ma la fortuna aiuta gli audaci e non credo che la Juventus sia stata audace fino in fondo in questi 7 anni. In campo con scelte discutibili nei momenti chiave, e fuori dal campo con gestioni da buon padre di famiglia lodevoli ma insufficienti a competere con le super potenze che affrontiamo e una certa arroganza nella gestione dei rapporti che ci è costata almeno un paio di pedine fondamentali. Obietterete che siamo arrivati in finale due anni su tre, competiamo eccome! Vero, ma lo facciamo, come da mia premessa perché stiamo facendo di volta in volta dei piccoli miracoli sportivi, non perché siamo realmente attrezzati a vincere a quei livelli.

Mi rendo conto che si tratta di un’opinione controversa, magari controintuitiva, certamente fuori dal coro buonista e trionfalista di questi anni. Questo mi rende uno che sale e scende dai carri? Siamo in troppi? Moriremo tutti? Non credo. Credo che esattamente come ho il diritto di criticare mio fratello, che adoro, quando sono in disaccordo con alcune sue scelte ho il diritto di guardare con occhio critico la squadra per cui tifo. Tenendo sempre presente che la vita è già dura abbastanza e se voglio soffrire mi basta che finisca il weekend e ritorni la settimana lavorativa. Il calcio è uno svago per il quale pago profumatamente (abbonamento alle stadio, Sky, merchandising): rivendico il mio sacrosanto diritto di lamentarmi e dissentire sulle scelte di mercato per poi infervorarmi se De Sciglio segna una tripletta in finale di Champions. Cosa che escludo ma tutto sommato escludevo anche di poter apprezzare calcisticamente Padoin ed eccomi qui a rimpiangerlo.

Buon anno calcistico a tutti e FORZA JUVE!

di @ossetto