Marko, rimani o vai? Cosa gli dirà Beppe Marotta

di Giuseppe Gariffo |

Pjaca

Negli ultimi giorni è tornata a rimbalzare la voce di un prestito di Marko Pjaca ad un club dove possa giocare con maggiore continuità e riprendere condizione e confidenza dopo il lungo stop per l’infortunio al crociato. Come riferito oggi da Allegri  (“parleremo con il ragazzo e troveremo la soluzione migliore”) la società sceglierà, insieme al giovane croato, la strada più conveniente. Ecco la conversazione tra il direttore Marotta ed il calciatore.

Marotta: Ciao Marko! Allora!? Come stai?

Pjaca: Oh Direttore, buongiorno! Sempre meglio, grazie!

Marotta: Marko, ti rompo le scatole e ti ho voluto ricevere perché, come sai, fra due giorni riapre il Calciomercato e…

Pjaca: Direttore, non vorrete mica vendermi? Proprio adesso che inizio ad essere a disposizione…

Marotta: Ma no, Marko, scherzi? Ti consideriamo uno dei potenziali pilastri della Juve dei prossimi anni. Non credessimo in te ti avremmo dato alla Lazio ad Agosto per prenderci Keita. Se non lo abbiamo fatto allora è perché sappiamo che sei di un’altra categoria. Quel cavolo di infortunio ha solo frenato la tua crescita ed il tuo ambientamento in squadra, ma prima o poi ti prenderai il tuo spazio. Devi solo avere pazienza. A 22 anni in Italia, e nella Juve in particolare, come diceva oggi il Mister, è raro essere già pronti.

Pjaca: Direttore non mi riparli di quell’infortunio, sto cercando di mettermelo alle spalle ma è stata una brutta botta. La squadra volava, eravamo passati al 4-2-3-1, avevo sbloccato la partita al Dragao… ero certo che prima o poi mi sarei ritagliato un posto, poi quel crack! Vedevo la squadra dalla tribuna andare sempre più forte, e la pena più grossa è stata non poter dare una mano ai compagni quella maledetta sera di Cardiff. Per questo non faccio altro che pensare a Kiev. Ci arriveremo, e voglio esserci!

Marotta: Ecco Marko, proprio di questo volevo dirti. Quando parlo di pazienza non lo faccio a caso. Dobbiamo ragionare nell’ottica dell’optimum (qui Pjaca fa una faccia strana, ndr) per te come professionista e per la società, che su di te ha fatto un grosso investimento. Tu hai bisogno di giocare e, come vedi, qui fanno fatica a trovare posto in squadra perfino Bernardeschi e Douglas Costa, che pure sembrano in gran forma. Ultimamente anche Paulo è finito in panca. Non pensi che andare a giocare per sei mesi in una società amica, in Italia o all’Estero, possa aiutarti a tornare a luglio a Vinovo per giocarti il posto da titolare alla pari con i tuoi compagni? Non pensare che il mondo finisca con Cardiff o Kiev… c’è Madrid, c’è… la Juve di finali ne gioca spesso, e magari averti al Top ci potrebbe aiutare a vincerla finalmente. Da qui a fine stagione capisci tu stesso che sarà dura trovare molto spazio. Sei appena tornato e sai bene che il Mister inserisce i calciatori molto gradualmente. Specie davanti.

Pjaca: Direttore, io ho grossa stima dei miei compagni e so che fanno tutti fatica a trovare spazio. Ma vede: lo scorso anno potevo scegliere già di giocare di più. Bastava andare al Milan, ma ho voluto la Juve e adesso me la tengo stretta. Voglio dimostrare di meritarmela. Potrebbe volerci tempo, potrei dover infreddolirmi in panchina a lungo, ma sono convinto che non serva molto. Basta una partita giocata alla grande, una. So che è nelle mie corde. E immediatamente tornerei a giocarmela con tutti. Con Juan, con Douglas, con Fede e  Marione. Anche con Pipa, visto che il Mister mi vede anche come centravanti. A meno che non trolli: io non l’ho ancora capito, sa? Ma se Marione fa l’ala, allora io posso fare la punta. Però se posso scegliere io, la  Juve non la lascio.

Marotta: Marko… per noi come Juventus sai che conta la volontà del calciatore. E sapere che ci hai preferito ad altri club importanti, nei quali avresti giocato di più, è un orgoglio. Lo è altrettanto sapere che anche oggi la Juve è in cima alle tue preferenze. Tuttavia, ti invito a rifletterci un attimo in più insieme a me. Guardiamo lo scenario attuale e pensiamo a quelli che potrebbero essere i futuri.

Pjaca: Mi spieghi meglio, direttore.

Marotta: Ci arrivo. Oggi, come vedi, il Mister ha ritenuto opportuno inserire un centrocampista in più perché prendevamo troppi gol. Per l’equilibrio di squadra considera Mandzukic fondamentale, e in ogni caso non rinuncerebbe mai a lui in un eventuale ritorno al 4-2-3-1 dello scorso anno, quello che potrebbe regalarti più spazio, ma solo in teoria perché quello schema, senza Mario, ad oggi è impensabile. Nel frattempo, questi spazi ridotti, tu te li giochi in una condizione fisica non al top, e con poco minutaggio farai fatica a migliorarla.

Pjaca: sì direttore, lo so ma su questo le ho già risposto prima…

Marotta: Ok Marko, ma non correre. Pensa agli scenari del prossimo anno. Hai 22 anni, ne avrai 23 a luglio. E’ fisiologico ipotizzare che in attacco possa liberarsi una casella, magari potrebbe andar via un big. E a quel punto dovremmo sostituirlo. In quest’ottica tu potresti essere, anche agli occhi di tifosi e critica, un mister “x” che in due anni ha giocato poco e niente. Oppure potresti essere un giovane campione che in sei mesi di prestito si è imposto all’attenzione di tutti e, a suon di gol e assist, ha dimostrato di meritarsi una maglia da titolare della Juve e di essere il sostituto di chi è andato via. Nel primo caso dovremmo tornare sul mercato e prendere un sostituto all’altezza. Nel secondo potremmo puntare forte su di te. Aggiungo, e tienila per te, che arriveranno uno o forse due centrocampisti fisicamente molto forti, e questo consentirà ad Allegri o a chi per lui (anche questa tienila per te!) di schierare più talenti offensivi. Sono solo sei mesi, Marko. Rimarresti comunque un giocatore della Juventus al 100%.

Pjaca: Direttore, il discorso non fa una piega. Ma in sei mesi di prestito secco… potrei anche non giocare lì dove mi mandate. E in questo modo al ritorno alla Juventus, a Luglio, sarei ancora più debole. Temo questo.

Marotta: Non accadrà. Ti daremmo solo a chi ci offre ampie garanzie. In Italia potrebbe essere il Sassuolo, dove Berardi è calato e Iachini con i talenti ci sa fare (chiedi a Paulo!). Oppure il Bologna che magari cederà Verdi. O l’Atalanta, ma non siamo così convinti perché Gasperini è un maestro ma ci metterebbe un po’ a inserirti. O il Verona, dove abbiamo già Kean, che deve fare un gran girone di ritorno per salvarsi. Fabio invece preferirebbe cederti a un club straniero che gioca l’Europa League, per costruirti un’esperienza internazionale e darti maggiore vetrina. Ci sarebbe la Lazio, che sarebbe la sintesi perfetta se Lotito non pretendesse il diritto di riscatto o un prestito biennale… In ogni caso solo soluzioni che prevedano un tuo impiego in campo continuo. E club con cui possiamo dialogare per monitorare continuamente il tuo stato di forma e la tua crescita.

Pjaca: Direttore, messa così inizia ad essere convincente. Ma lasciare la Juve mi pesa davvero tanto.

Marotta: Sarebbe solo un arrivederci Marko, per darti modo di tornare dalla porta principale e non stare ai margini. E, se rimanessi in Italia, potresti essere uno dei nostri anche in questi mesi, magari facendo gol e battendo qualcuna delle nostre dirette avversarie.

Pjaca: Ok direttore, se c’è un posto dove posso giocare e dare tutto per tornare a prendermi la Juve, parli pure con il mio procuratore. Ma solo se è un posto ideale come l’ha descritto lei, e solo per sei mesi: perché al Wanda Metropolitano io ci sarò, ed avrò una maglia da titolare!

 

Ogni riferimento a fatti realmente accaduti, a calciatori o AD realmente esistiti, è puramente casuale o frutto dell’immaginazione di chi scrive (e di chi legge…).