Mario Mandzukic in proiezione futura

di Juventibus |

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Al di là dei super colpi, dei gol del Pipita, dei numeri della Joya, il fattore in più, l’istinto animale della Juventus è rappresentato da un uomo. Stiamo parlando di Mario Mandzukic, ala sui generis di questa straordinaria annata.

Inizialmente, quando in quel Juve-Lazio, Max Allegri lo ha schierato da esterno a sinistra nel 4-2-3- 1, nessuno poteva aspettarsi un rendimento del genere. Gli scettici pensavano fosse solo un esperimento, l’eco della critica la considerava una “retrocessione”, pur di farlo giocare titolare, per evitare eventuali spaccature nello spogliatoio. Ma che tipo di esterno è il 17 bianconero? Il C.T. della nazionale croata Cacic non ha dubbi: ”E’ un guerriero, non importa il ruolo. Lotta sempre in allenamento come in partita, e per la squadra accetta tutto”.

Il punto è questo: è l’esterno ideale per il popolo bianconero? Il tifo si divide, gli amici ne parlano, gli esperti ne discutono. C’è chi esclama “è l’anima della Juve”. Chi risponde “non è un’ala, serve più in fase difensiva che offensiva”. Chi lo indica come “mostruoso”, e chi rilancia come un boomerang la platealità dei suoi interventi difensivi, sognando un vero fantasista di fascia. Ma andiamo con ordine.

 Perchè sì 

Mandzukic è diventato il simbolo di una tifoseria, identificato da molti come “eroe delle due aree”, e specchio della Juve che sogna l’en plain. La sua disponibilità e abnegazione hanno messo in risalto le qualità di Higuain, Dybala e non solo. Parola ai numeri: 71% di passaggi riusciti, ma più della metà indietro e in orizzontale, 60% di duelli aerei vinti, media di 1.30 contrasti vinti in serie A e addirittura 1.75 in Champions League ( per intenderci Chiellini il leader tra i bianconeri in questa statistica oscilla tra l’1.60 e il 2.30). Dati da ala atipica, assolutamente determinante nella fase di non possesso.

 

 Perchè no 

Gli amanti del fioretto, avranno notato come questo “boom” è prettamente legato alla fase difensiva. Se analizziamo infatti i numeri da “esterno d’attacco”, non sono così positivi. Un goal ogni 407 minuti (9 in 47 presenze), 4 assist in campionato, addirittura zero in Champions. Media tiri a partita nelle due competizioni 1.62 ( minore di quella relativa ai contrasti). Ma il dato significativo per chi ama il calcio è certamente il dribbling. E in serie A il gigante croato ha una media dello 0.40, che scende a 0.30 in Champions. Sembrerebbe molto più “eroe” dell’aria difensiva che di quella offensiva, dati alla mano.

In conclusione, si può dire che le sue prestazioni siano figlie di questa straordinaria annata, e che a Giugno potrebbe esserci il passaggio di consegne. I nomi si sprecano: da Bernardeschi a Douglas Costa, da Di Maria ad James, tutti con caratteristiche diametralmente opposte rispetto a Mario, che “spremuto” da questa stagione potrebbe salutare. La Juve è pronta per un gran finale, con un occhio al futuro ed uno al presente, che potrebbe a breve diventare passato, ringraziando Mandzukic, che resterà nel cuore. Comunque vada, chapeau a te gigante. La Juventus sarà pronta al passaggio di testimone, perché gli uomini cambiano affinchè i risultati sul prato verde restino gli stessi.

 

di Francesco Falzarano

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