Marchisio, Sturaro e Rugani sono terze linee?

di Riceviamo e Pubblichiamo |

sturaro

Claudio Marchisio, sei presenze. Stefano Sturaro, sette presenze. Daniele Rugani, dodici presenze e un gol.

Non sembra voler decollare la stagione dei tre giocatori, anche a turno azzurri, a disposizione di Massimiliano Allegri.

Il principino bianconero, dopo i primi mesi trascorsi ai margini del campo per infortunio, sta piano piano recuperando la migliore condizione fisica senza essere ancora rientrato totalmente nei piani del tecnico livornese, che attualmente sembra preferire l’instancabile motorino di centrocampo Blaise Matuidi (di fatto Claudio è ancora fuori dalle rotazioni che contano).

L’ex Genoa, invece, dopo alcune apparizioni come terzino destro in Champions League, a seguito dell’infortunio di Mattia De Sciglio, non sembra essere in grado di ritagliarsi alcun spazio.

Infine Daniele Rugani, passato da titolare fisso nelle prime uscite stagionali a riserva di un asse difensivo che recentemente si è andato sempre di più a consolidare con Benatia, Chiellini e/o l’immortale Barzagli.

La domanda è: “Marchisio, Rugani e Sturaro sono terze linee?”

In queste stagioni bianconeri la capacità di Allegri è sempre stata quella di impiegare le risorse al posto ed al momento opportuno, almeno stando ai grandi risultati. Negli anni sono molti gli esempi concreti in cui la guida tecnica juventina è riuscita ad ottimizzare l’utilizzo del proprio parco giocatori. Partendo da Alvaro Morata, passando per Paulo Dybala, fino ad arrivare a Mattia De Sciglio, possiamo constatare come la capacità di recuperare gli uomini da un punto di vista fisico e morale sia stata sicuramente uno dei punti di forza, anche se controversi, del tecnico toscano.

I tre giocatori, fondamentali anche in chiave azzurra, risponderanno sicuramente presente quando chiamati in causa. La forza del gruppo e la volontà di mettere la Juventus davanti ad ogni cosa è stata mostrata anche dal recente stato sui social del numero otto bianconero: “La Juventus prima di tutto!”. In questo senso, tutti sono seconde e terze linee…

 

 

di Alessandro Vercellino