Marchisio: o del giornalismo italiano

di Sandro Scarpa |

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Dopo il tweet a caldo di Marchisio durante Inter-Juve, Rai Sport Web e sindacato giornalisti Rai si sono schierati compatti a difesa del cronista Cerqueti, attaccando il giocatore bianconero per scorrettezza e delegittimazione del ruolo con un comunicato durissimo.

“…Una vicenda e un’offesa che non possono essere liquidate come una caduta di stile. Le parole di Marchisio hanno offeso un’intera comunità, quella dei ciechi, oltre che un collega che stava svolgendo in maniera professionale il proprio lavoro. Ci auguriamo che Juventus, Lega e Figc prendano provvedimenti..”

Oggi, a distanza di due giorni, scendono in campo i quotidiani sportivi con nuove bordate a carico del Principino. Parte la Gazzetta, stigmatizzando nuovamente il comportamento del centrocampista e pubblicando una lettera a cuore aperto di un tifoso non vedente, il quale si ritiene colpito dal tweet del suo ex-idolo in quanto “non ha deciso lui di essere cieco“.

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Il messaggio é: Marchisio non solo scorretto, ma anche offensivo. Non si capisce poi in quale mondo ultra-politically correct il tweet del nostro regista possa aver leso i sentimenti di un individuo cieco, non vedente, diversamente vedente o videoleso che dir si voglia, ma evidentemente la Gazzetta ne ha scovata uno, per di più #DaJuventino. (nota: sullo stesso numero della Gazzetta c’è il duro comunicato stampa della redazione contro “i Signori Agnelli” rei di aver “abbandonato RCS per unirsi al principale competitor, dopo aver avallato scelte disastrose”, a seguito della decisione di Exor e FCA di dismettere le quote RCS e avviare una fusione tra l’editore de La Stampa e il Gruppo Espresso-La Repubblica, ma queste sono altre vicende che non dovrebbero (?) incidere).

Affonda poi in tackle il CorSport che, prendendo due piccioni con una fava, aggiunge alla solita ramanzina a Marchisio e alla difesa compatta del giornalismo sportivo anche una critica diretta al sistema calcio italiano.

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Il messaggio è: Ah! Che Scandalo! Se in Italia ci fossero le regole della Premier! Lo scorretto e offensivo Marchisio se la caverà come al solito, grazie ad un sistema che non prevede severe punizioni e che consente di criticare e sparare ai giornalisti. Al contrario la Premier sì che è giusta e ben organizzata: Balotelli infatti fu punito con multa e squalifica di un turno per questo tweet: “Salta come un nero e afferra monete come un ebreo”

Qualsiasi lettore con buon senso e raziocinio comprende l’immensa differenza tra un tweet palesemente razzista (il riferimento agli Ebrei, non certo quelli ai neri perché Balo lo è, nero! Oddio, che paradosso del politcally correct!) e un tweet di Marchisio che critica un giornalista per non aver visto assolutamente l’episodio che stava commentando.

Coincidenza vuole che proprio nell’edizione odierna del CorSport campeggi in copertina una intervista esclusiva al Mister Allegri.

Ognuno può ricavare la sua morale dalle reazioni al tweet del Principino, anche rispetto a quanto, poche settimane fa, accadde dopo le parole di Mancini alla giornalista di Premium , Mikaela Calcagno: “Questa è una stronzata, dai. Siamo seri per cortesia. Si, ok il dito medio l’ho fatto, sei contenta ora?”. In quel caso ci fu il comunicato di rimproveri dell’USSI (Unione Stampa Sportiva), ma sui quotidiani di preferì dare spazio al colorito gesto di rinconciliazione –un mazzo di fiori spedito da Mancini alla Calcagno– piuttosto che a richiami al politicamente corretto.

Non è difficile tuttavia ipotizzare la “lezione” che un tifoso medio non juventino ricava dalla vicenda leggendo i quotidiani: Marchisio ha delegittimato la stampa, ha offeso i ciechi e se la caverà pure, perché Juve e FIGC non faranno nulla, non come il povero Balotelli! 

In chiusura preferiamo fare invece nostro l’unico intervento fuori dal coro, proprio perché “pensante”, quello di Massimo Gramellini.

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La fede granata di Gramellini dovrebbe evitare dietrologie sul suo intervento. E’ vero è un giornalista della Stampa, il quotidiano degli Agnelli, ma lavora anche in Rai, la parte “lesa”. O, semplicemente, rispetto agli altri suoi colleghi intervenuti sull’argomento, ha una libertà e qualità di pensiero decisamente superiore. Sempre in attesa che qualcuno si ponga seriamente il problema annoso della tutela dei suoi tesserati e del suo club rispetto alle solite accuse di tv, stampa e media.