Marchisio, lo scacciafantasmi

di Giulio Gori |

marchisio ghostbusters

«Una cosa importante ho scordato di dirti: mai incrociare i flussi». Nello storico Ghostbusters del 1984,  Egon Spengler consigliava i compagni di evitare di scatenare «un’inversione protonica totale». Ma di fronte al mostro finale, Gozer, la prospettiva si ribaltò: l’unica soluzione per sconfiggerlo fu correre il rischio, incrociare i flussi. È un po’ la storia della scorsa stagione della Juventus, tranne il finale. I bianconeri non hanno trovato le forze per incrociare i flussi nella grande sera del 3 giugno. Non hanno saputo contraddirsi per battere un avversario fortissimo.

Allegri ha scelto di costruire una Juventus basata su un centrocampo di posizione. Con giocatori pronti a intercettare le linee di passaggio avversarie, più che andare al contrasto. Capaci di far girar palla, anziché portarla. Capaci di muoversi senza pallone, invece che con la sfera al piede. I risultati sono stati eccellenti, in termini di ordine, costruzione di gioco, ripartenze. Ma di fronte a un avversario, il Real, che nel secondo tempo della finale Champions ha messo in discussione tutte le certezze bianconere, avere un uomo di gamba a centrocampo, un giocatore sporco, «ignorante», in grado al momento del recupero del pallone di abbassar la testa e di guadagnare venti metri, avrebbe potuto cambiare il destino di una serata poi diventata drammatica.

È forse per questo che sorgono dei dubbi su alcune possibili scelte di mercato sul centrocampo ventilate negli ultimi mesi, come N’Zonzi o Matic. Perché rappresentano esattamente la continuità rispetto a un’idea di gioco efficace, ma non offrono un’alternativa per quelle serate difficili in cui si dovrebbe accettare di venir meno ai propri principi per uscire dall’impasse. Accanto all’ormai intoccabile Pjanic, servirebbe l’acquisto di qualcuno adatto ad applicare le idee di Allegri ma, alla bisogna, capace anche di «incrociare i flussi».

A meno che…

…La Juventus non abbia già il suo nuovo top player a centrocampo. Claudio Marchisio, 31 anni, ha l’età della piena maturità calcistica. Viene da una stagione difficile, in cui ha avuto momenti felici e altri piuttosto deludenti, nel lungo faticoso percorso di recupero dall’infortunio ai legamenti. Marchisio è un giocatore che ha tutto. Senso della posizione, piedi buoni sul breve e sul lungo, visione di gioco, malizia, tempo di inserimento, tiro. Ma ha anche tutto quello che molti non hanno più ritrovato in lui la scorsa stagione: forza, fondo, durezza nei contrasti malgrado un fisico apparentemente esile. Marchisio è l’uomo che può essere allegriano per antonomasia, ma che può concedere delle variazioni allo spartito classico nel momento della necessità.

In molti potrebbero dubitare, viste le prestazioni non eccelse dello scorso anno. Specialmente per una certa leggerezza, forse paura, nei contrasti. Ma ci sono due fatti oggettivi, che vanno ben oltre i due gol segnati contro il Psg. Il primo è che Marchisio, la scorsa stagione, non aveva fatto la preparazione. E in parte la sua leggerezza sui contrasti nasceva da un ritardo che spesso accumulava sull’avversario e che lo costringeva a fare le chiusure in posizione non ideale. La seconda è che, il numero 8 bianconero, nel primo tempo dell’amichevole contro la Roma ha fatto quattro contrasti e li ha vinti tutti e quattro, anche con giocatori di peso come De Rossi e Strootman. Pensare che il suo raggio d’azione, complici le gambe pesanti per la preparazione, è ancora molto ridotto, il chilometraggio è basso, gli scatti sono ancora piuttosto rari. E quindi sgroppate palla al piede (o anche senza) non si sono viste. Ma i segnali di una nuova confidenza ci sono tutti.

Se a questo «nuovo» Marchisio (o forse «vecchio» Marchisio) mettiamo insieme le capacità che non erano mai mancate, ovvero gli intercetti, i lanci di prima, le aperture precise sugli esterni, i palloni nascosti agli avversari e fatti riapparire puliti per i compagni, la costante disponibilità a ricevere palla anche se pressato, c’è la fondata possibilità che il nostro numero 8 possa diventare il più importante acquisto della stagione. Il giocatore che ci permette di scacciare i brutti fantasmi.