Sull’addio al figliolo Marchisio

di Antonello Angelini |

Ogni anno faccio un paio di scommesse con i miei lettori . Quest’anno ancora le devo studiare. Ma quella dell’anno scorso, purtroppo persa, fu che uno degli acquisti migliori della Juve sarebbe stato Marchisio.

Claudio Marchisio invece ha giocato pochissimo, Allegri non lo vedeva, e forse non si è mai ripreso da quell’infortunio. Ci credevo tantissimo nel suo ritorno ad altissimi livelli, sia per la stima del calciatore sia per la sua storia e simpatia.

Ed è con davvero grande amarezza che diamo l’addio ad un altro di quei giocatori protagonisti di tante annate, ma soprattutto dello scudetto più bello di sempre. Il primo post–Calciopoli, il primo dell’era Conte.

In particolare dicordo i due gol quasi casuali ma importantissimi contro il Milan campione d’ Italia uscente. E ricordo tutta una serie di immagini della sua carriera alla Juventus. Rammento un rigore enorme negato per fallo del portiere (Castellazzi) a San Siro contro l’Inter (udite udite, rigore negato alla Juventus contro l’Inter perché capitano anche queste cose e molto più spesso di quanto il distratto pubblico del calcio non possa immaginare). La Juve vinse comunque 1-2 fuori casa sul campo dei lamentosi d’Italia.

Ricordo un colpo di tacco meraviglioso che aprì al gol del pareggio nella finale di Berlino. Persa poi, e senza recriminare, su un episodio arbitrale contrario (rigore di Dani Alves su Pogba).

Mi viene in mente un gol pazzesco di Claudio Marchisio contro l’Inter a Torino negli anni bui pre-Conte.

Mi tornano in mente alcune bellissime prestazioni sia da interno che da regista quando si adattò benissimo ad un ruolo non suo. E la espulsione più ingiusta subita al mondiale. Ed ancora un gol nel derby terminato 3-0.

Claudio Marchisio era uno stile Juve. Con quella aria da bravo ragazzo, non esageratamente tatuato come va purtroppo di moda oggi, niente taglio di capelli strano, gli occhioni azzurri e quel fisico longilineo. E’ il figliolo che tutti avremmo voluto avere.

Il suo aspetto però nascondeva un carattere forte e sanguigno. L’ho difeso in RAI quando alcuni gli davano addosso per quel Tweet finito in tribunale contro un telecronista che aveva a suo parere fatto una telecronaca troppo partigiana a favore Inter. Marchisio era di Torino, era tifoso della Juve e non aveva sopportato quella telecronaca da casa. Al pari del sottoscritto e di molti altri juventini. Ed è sbottato con un commento su twitter che fece inalberare il telecronista. Fu poi quel commento strumentalizzato dai soliti antijuventini. Acqua passata. Però quel che mi è piaciuto di lui è che anche quando non ha giocato per una stagione intera, non c’è mai stata una protesta oppure una lamentela scomposta. Anche questo in puro stile Juve. Prima veniva la Juventus poi il resto. Romanticamente, mi piacerebbe se raggiungesse e si accasasse assieme ad Antonio Conte in una prossima loro avventura.

Ho polemizzato anche io una volta con lui su Twitter per il suo schierarsi a favore delle ONG. Comunque una persona vera, che prende posizione. E questi tipi a me sono sempre piaciuti. Anche quando la posizione è differente dalla mia.

Ricordo un commento di un dirigente della Juve nell’anno in cui Marchisio e Giovinco erano assieme a Empoli. Chiesi quale dei due gli piacesse di più e lui mi rispose senza dubbio Marchisio, quello è un giocatore da grande Juve. L’altro no, non aveva né il fisico né la personalità. Avrebbe potuto essere un buon giocatore, ma non da grande Juve. Aveva ragionissima.

Claudio oltretutto ha fatto tutta la carriera nella Juventus ed aveva vissuto quella grande ferita che fu la retrocessione e l’onta di quelle sentenze assurde. Le aveva vissute sulla pelle come noi tifosi. Aveva fatto l’anno di B per poi tornare in A a farsi vedere e valere. Quella Juventus memore di Calciopoli è praticamente finita. Trezeguet, Zebina, Zalayeta,  Camoranesi, Nedved, Del Piero, Buffon etc etc..  hanno smesso di giocare nella Juve. Di quei giovani intorno è rimasto oggi solo Chiellini.

Io credo sempre che chi ha vissuto quella ingiustizia abbia dentro una fame di rivincita che altri non hanno. E’ questo che ti porta a vincere sette scudetti consecutivi e 4 coppe Italia. Che avrebbero potuto essere anche cinque perchè nell’anno dello scudetto più bello di sempre la Juventus arrivò con molte riserve in campo a disputare la finale di Coppa Italia e un (altro) rigore enorme non fu concesso per fallo su Claudio Marchisio sul risultato di 0-0. Perché anche contro il Napoli accade che ci siano decisioni arbitrali contrarie alla Juventus. Checchè se ne dica…

E allora addio Claudio, spero davvero di vederti giocare ancora benissimo e per tanto tempo ancora, in qualunque club tu vada, in Italia o all’estero.