Manovra anti-Conte: 5 possibili sostituti di Cuadrado

di Alex Campanelli |

Juan Guillermo Cuadrado e Antonio Conte finora si sono sfiorati molto spesso, senza mai arrivare a incrociare le loro strade. Per l’ex calciatore e tecnico della Juventus il colombiano era diventato un vero e proprio pallino, un chiodo fisso scontratosi irrimediabilmente con la volontà della Fiorentina di non cedere il funambolico esterno all’odiata (dai tifosi, più che dalla società) Juve. Ecco dunque che Cuadrado, nel febbraio 2015, viene ceduto al Chelsea a titolo definitivo per 33 milioni di euro più il prestito di Salah. Nel frattempo sono cambiate le carte in tavola: sulla panchina della Juventus non c’è più Conte ma Massimiliano Allegri, che gioca col trequartista e non sembra minimamente interessato agli esterni offensivi tanto cari al suo predecessore, probabilmente intenzionato a tornare al vecchio 4-2-4. Il resto è storia recente: Cuadrado racimola una manciata di presenze in maglia Blues, la Juve bussa a Stamford Bridge e ottiene incredibilmente il prestito gratuito dell’ex-viola, Allegri decide di tornare al 3-5-2 degli anni passati e il colombiano diventa un punto cardine della Juventus 2015/16. Con buona pace di Antonio Conte…

Tutto è bene quel che finisce bene, almeno in Corso Galfer; tutto bellissimo, fino all’approdo praticamente ufficiale di Conte sulla panchina del Chelsea, proprietaria indiscutibile e indiscussa del cartellino di Cuadrado, senza alcun tipo di clausola rescissoria “fantasma” o accordo sulla parola tra le squadre. Certo, la Juve probabilmente tenterà di acquistare l’esterno a titolo definitivo, ma è possibile che Conte ponga il veto sulla cessione del suo antico pupillo. Qui sotto proviamo ad analizzare le caratteristiche di alcuni dei possibili sostituti di Cuadrado, qualora egli non potesse restare in bianconero; attenzione, non parliamo di giocatori con caratteristiche identiche al colombiano, ma di prospetti che possano mantenere alto il tasso tecnico della squadra e garantire quell’imprevedibilità che è uno dei più grandi punti di forza di Juan.
[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]PIONE SISTO – Midtjylland (1995)[/divider]

Pione Sisto

Salito recentemente alla ribalta internazionale per le due reti segnate nel doppio confronto tra il suo Midtjylland e il Manchester United in Europa League, il talento ugandese cresciuto in Danimarca è in realtà nell’orbita bianconera da diversi anni. Nel 2013, dunque a 18 anni appena compiuti, si è allenato per una settimana con la Primavera bianconera, mentre lo scorso anno Marotta e Paratici hanno riallacciato i rapporti col suo entourage, segno che i riflettori sul ragazzo non si sono mai completamente spenti. Destro di piede, ala destra ma all’occorrenza anche trequartista e ala sinistra, Pione Sisto non ha un fisico possente (171 cm per 64 kg), ma è dotato di un baricentro basso e di una buona forza nelle gambe, risultando decisamente difficile da sbilanciare quando parte in velocità. Certo, non è un piccolo carro armato come il miglior Tevez, ma neanche un peso leggero come Giovinco. Sisto è abile nell’uno contro uno (vedi lo slalom speciale al ritorno contro lo United) e nei giochi di gambe per smarcarsi e andare al cross, fondamentale per il quale utilizza entrambi i piedi, oltre ad essere dotato di un destro a giro niente male che però finora gli ha consentito di timbrare il cartellino appena 6 volte in stagione. Per struttura fisica sarebbe praticamente impossibile da adattare come esterno a tutto campo in un 3-5-2, molto meglio da esterno offensivo in un 4-3-3 o in un 4-4-2, moduli dove potrebbe giostrare su entrambe le fasce. Lo scorso autunno il Midtjylland chiese 7 milioni di euro alla Juventus, ma in seguito alla ribalta europea il costo del cartellino del danese potrebbe essere più che raddoppiato.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]DOMENICO BERARDI – Sassuolo (1994)[/divider]

berardi

Negli ultimi anni si è probabilmente parlato troppo di Domenico Berardi, un giocatore del quale spesso si pensa di sapere già tutto e che sembra possibile etichettare in un istante come “da Juve” o “non da Juve”, a seconda delle preferenze personali. Al netto dei facili entusiasmi dopo i gol in serie e delle bacchettate dei media in seguito alle troppe espulsioni rimediate, Mimmo resta un giocatore dalle qualità uniche, “bloccato” in maniera assolutamente lungimirante dalla Juventus tre anni fa, ma il fatto che approdi in bianconero nella prossima stagione non è assolutamente scontato. Dal punto di vista tecnico non ci sarebbe nulla da eccepire: il mancino al fulmicotone di Berardi ha già mietuto parecchie vittime ed è arcinoto, meno “famosa” è la sua capacità di servire assist ai compagni, in maniera pregevole anche col piede debole, buona e ancora migliorabile è la sua esecuzione sui calci di punizione, mentre dal dischetto ha una media incredibile per un ’94 (15 rigori segnati e solamente 2 sbagliati). Lasciando da parte per questa volta l’aspetto disciplinare, è doveroso invece citare la discontinuità mostrata da Mimmo nei suoi primi 2 anni e mezzo in Serie A; Berardi passa troppo facilmente dagli onori delle cronache, in seguito a marcature multiple e prestazioni maiuscole, all’anominato totale, mostrandosi quasi svogliato in alcuni tratti di stagione. Un problema non insolito per giocatori dalla tecnica sopra la media (caro Mirko…), un difetto assolutamente da limare se si vuol far parte della rosa bianconera. Nella Juve Berardi potrebbe essere impiegato sia da esterno destro del 4-3-3 o del 4-4-2 (come in Under 21) che da seconda punta, mentre una sua eventuale riconversione in esterno del 3-5-2 richiederebbe un gran lavoro, anche se il ragazzo ha il fisico (182 cm per 75 kg) e la corsa giusti. Al di là delle recenti dichiarazioni di Squinzi, la Juventus potrebbe facilmente portare Mimmo in bianconero la prossima estate, versando al Sassuolo 18 milioni di euro.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]FEDERICO BERNARDESCHI – Fiorentina (1994)[/divider]

Bernardeschi

Se Cuadrado un anno e mezzo fa fosse stato ceduto direttamente alla Juventus, piuttosto che al Chelsea, la reazione dei tifosi della Fiorentina nei confronti della propria società sarebbe sicuramente stata violenta e impietosa. Ora, immaginate il suddetto scenario e moltiplicate la rabbia del popolo viola per mille, giusto per avere un’idea di quale cataclisma potrebbe verificarsi se Federico Bernardeschi dovesse davvero arrivare in bianconero. Guerre tra tifoserie a parte, Bernardeschi è davvero stato vicino alla Juve questa estate, quando ancora annoverava una manciata di presenze in Serie A (complice un brutto infortunio che l’ha tenuto ai box per parecchio tempo) ed era indicato “solamente” come una grandissima promessa. Ora, sotto la sapiente guida di Paulo Sousa, il talento nato e cresciuto in viola ha raggiunto anzitempo la sua maturità tecnica ma soprattutto tattica: il tecnico portoghese l’ha imposto come esterno destro di centrocampo del suo 3-4-2-1, lui che fino a poco tempo fa era reputato un mancino votato quasi esclusivamente all’offesa. Dopo diverse gare di assestamento Bernardeschi è sbocciato nel nuovo ruolo riuscendo a mettere in mostra tutta la sua classe in una posizione assolutamente inedita; migliorato notevolmente dal punto di vista difensivo, “Berna” sa abbinare quantità e qualità a livelli inusuali per un ragazzo della sua età. Tra le sue doti principali, la grande progressione unita all’ottima falcata permessa dal suo metro e 83 di altezza, e la capacità di accentrarsi con rapidità per servire i compagni sul taglio o calciare col mancino, indifferentemente a giro o di potenza. In seguito il fine lavoro di cesello operato da Sousa, Bernardeschi sembra il calciatore ideale per ricoprire il ruolo di esterno destro del 3-5-2 in caso di partenza di Cuadrado, essendo ovviamente capace di giocare anche nel 4-4-2 o nel 4-3-3. L’unico, fastidioso neo riguarda la società di appartenenza; la Fiorentina rinuncerebbe davvero a un potenziale uomo simbolo rischiando di causare un nuovo, fatte le dovute proporzioni, caso Baggio?

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]HENRIKH MKHITARYAN – Borussia Dortmund (1989)[/divider]

Mkhitaryan

La Juventus e Mkhitaryan si erano lasciati nel gennaio dell’anno scorso, quando l’armeno gestito da Raiola era stato indicato come l’uomo ideale per ricoprire il ruolo di trequartista nel 4-3-1-2 di Allegri, affare che però non è mai decollato, anche a causa dei 40 milioni di euro chiesto da un Borussia Dortmund addirittura a rischio retrocessione. A poco più di un anno di distanza è cambiato molto, se non tutto: il BVB è tornato prepotentemente nei piani alti della Bundesliga sotto la guida di Thomas Tuchel, mentre Mkhitaryan è diventato uno dei migliori assistman d’Europa, con ben 72 occasioni da gol create tra campionato ed Europa League, ma partendo da una posizione decisamente più defilata rispetto al recente passato. Nell’elastico 4-1-4-1 di Tuchel, che spesso muta in in 4-3-3, l’armeno viene impiegato prevalentemente da ala, ora a destra ora a sinistra a seconda delle caratteristiche dei compagni di squadra. Giostrando sulle corsie esterne, Mkhitaryan riesce ad armare i compagni con cross alti o bassi, risultando decisivo come uomo dell’ultimo passaggio soprattutto in fase di contropiede, dov’è spesso lui a servire il pallone decisivo. Assistman ma anche goleador, come dimostrato dai 18 gol segnati in tutte le competizioni, distribuiti più o meno equamente tra destro e sinistro, praticamente intercambiabili. Difficilmente adattabile al 3-5-2, Mkhitaryan sarebbe invece perfetto come ala destra del 4-3-3 o come trequartista in un 4-3-1-2 o 4-2-3-1; a favorire la Juventus, il contratto dell’armeno che scadrà nel 2017, anche se la concorrenza per il pupillo di Raiola è più che agguerrita.

 

[divider layout=”1″ color=”#F4CC29″]JESUS CORONA – Porto (1993)[/divider]

Jesus Corona

Ultimo ma non ultimo, un talento meno noto dei precedenti, ma che ha costretto alla “fuga” da Oporto verso Firenze il pari ruolo Tello, non certo l’ultimo arrivato. Come accaduto con Pione Sisto, la Juventus segue il messicano Jesus Corona ormai da tre anni, quando il ragazzo allora ventenne giocava ancora in patria, nel Monterrey. Da lì, il trasferimento in Olanda al Twente, una Copa America disputata da protagonista con la nazionale trìcolor e l’esplosione in seguito all’approdo al Porto, protagonista dell’ennesimo colpo di mercato azzeccato. Il debutto del “Tecatito” con la maglia dei Dragoes è fulminante: due gol da rapace in trasferta contro l’Arouca, tante giocate positive sull’out di destra e una sensazione di pericolosità costante nell’uno contro uno. Nelle gare successive il ragazzo non delude le aspettative, andando a segno per ben 7 volte in campionato, con vette quali il gol al Boavista, vera e propria esibizione di tecnica e precisione. Un giocatore col fisico minuto come il suo (173 cm per 62 kg) potrebbe soffrire inizialmente in un torneo ruvido come la Serie A, anche se ha già dimostrato di sapersi imporre sul palcoscenico internazionale con il Messico. Oltre alla tecnica e al fiuto del gol, la sua caratteristica principale è sicuramente l’abilità di portar palla, dribblare e calciare indifferentemente con entrambi i piedi. Arrivato in estate alla carissima bottega del Porto per 10,5 milioni di euro, difficilmente lascerà il club per una cifra inferiore ai 15-20 milioni.