La mano di Young non è da rigore (?), ma dove sono i titoloni?

di Massimiliano Cassano |

Specifichiamolo subito: il tocco di mano di Ashley Young appena entrato in campo contro il Sassuolo non è stato ritenuto punibile da arbitro e VAR, e ci atteniamo a quella decisione (anche se un esperto come Luca Marelli, sul suo blog parla di scelta incomprensibile…). Sul cross di Muldur, il nerazzurro impatta sì il pallone col braccio, e se è vero che la distanza tra i due non è particolarmente ravvicinata e il passaggio non particolarmente veloce, la discriminante sta nel movimento che l’ex United fa per evitare il contatto. Il braccio si tende all’indietro, va per nascondersi dietro la schiena: questo è sufficiente per Massa per decidere di non fischiare, e il VAR ha confermato la scelta dell’arbitro, non ritenendo necessaria la on-field review. Va anche detto che invece, per altri moviolisti, la dinamica complessiva non scagionerebbe l’interista.

Detto che potremmo essere d’accordo con il lasciar proseguire il gioco, che fine hanno fatto i titoloni, le dietrologie e le polemiche?  Nessuna polemica feroce (anche perché la news di giornata è che comunque l’Inter perde punti), nessun ora di moviola in TV, nessun post di autorevoli giornalisti con dubbi e sospetti (se non veri e propri veleni), nessun fermo immagine che campeggia su siti e prime pagine.

Un episodio simile (ma con dinamica ancor meno punibile) a quello capitato a de Ligt nel derby, giudicato allo stesso modo dagli arbitri, che fece molto discutere nei giorni che seguirono il match.  La stessa partita dei bianconeri a Bologna ha visto un caso plateale di tocco di mano in area di rigore: stando al fermo immagine, il braccio di Orsolini è alto, largo, e prende in pieno il pallone. Peccato che gli sia stato “sparato” addosso da un rinvio ravvicinato di Danilo, che rende impossibile per l’arbitro giudicare volontario il contatto.

Insomma, la polemica del frame o vale sempre oppure mai. Giudicare un tocco da un’immagine è sempre sembrato riduttivo, ma se si decide di percorrere questa strada, valga per tutti, sia tu un De Ligt, uno Young o un Orsolini.