Mandzukic, e ora? (Royal Rumble)

di Juventibus |

UOMO DA BATTAGLIA E PER QUALUNQUE DIFESA – Luca Momblano

Il carattere di Mandzukic, la forza d’urto, quell’anima a tutto campo che i detrattori descrivono come “attaccante-mediano” non rendendosi conto che ci sono momenti perché ognuno faccia il suo e momenti in cui bisogna anche fare per gli altri. Nonostante questi presupposti Mandzukic non sarà mai un attaccante-gregario perché, ammettiamolo, non è nel suo dna. Però Allegri di lui si fida. E dopo il muso a muso pre Monaco di Baviera e poi l’esito, Mandzukic ha capito che la Juve è un bene collettivo. Così dicono. Se l’ha capito sarà il dodicesimo uomo, il terzo in avanti che nessuno in Europa possiede. Trasferire questa carica nelle 50 battaglie di campo 2016/17 vuol dire continuare a farsi amare e restare l’uomo a cui il tifoso guarda quando le cose non vanno per il verso giusto. Morata poteva giocare in coppia con chiunque (fatto comunque ancora tutto da dimostrare)? Bene. Mandzukic può giocare contro qualunque difesa (e non è da dimostrare). Anche assecondando Higuain, uno che da Mario può distillare gocce utili alla consacrazione vera. Quella alla Juve negli anni dell’oggettiva maturità.

 

NECESSARIO MA SE ARRIVA L’OFFERTA… – Francesco Andrianopoli

Come hanno detto gli altri, le partite sono tante, un terzo attaccante di livello internazionale è una necessità imprescindibile, e il suo apporto di esperienza, intelligenza tattica, grinta e abnegazione è pressoché insostituibile. Tutte considerazioni ineccepibili. Però, se arrivasse l’offerta giusta, forse bisognerebbe prenderla in considerazione: perché potrebbe essere l’ultima occasione per vederlo come asset anziché come costo, ma soprattutto perché come prima riserva sarebbe assolutamente perfetto, ma nel suo passato ha sempre dimostrato di non accettare questo ruolo: un Mandzo contento e motivato è una forza della natura, ma averlo in casa che sbuffa e brontola potrebbe essere una pessima idea.

 

NON POSSESSO E JOLLY – Claudio Pellecchia

Un d’attacco che si rispetti e che punti a tutte le competizioni deve avere giocatori complementari tra loro per caratteristiche. E Mario, tra gli attuali 4, è l’unico a garantire un certo tipo di lavoro in fase di non possesso. Ovvio che Higuain gli precluda la titolarità, altrettanto ovvio che le occasioni per lui non mancheranno. Senza contare che, anche a partita in corso (quelle per intenderci da vincere in maniera sporca, tra un rimpallo ed una sponda) potrebbe risultare il migliore jolly possibile. Teniamocelo stretto.

 

ESPERIENZA E GRIMALDELLO – Alex Campanelli

Che arrivi Gabigol o meno, per questa stagione non rinuncerei a Mandzukic. La Juve non è il Napoli, Higuain non giocherà tutte le gare e ci sarà bisogno di almeno un altro attaccante centrale esperto e affidabile, cosa che né Zaza né Gabigol sono o saranno a breve. Mario è un grimaldello prezioso per sfiancare e sbloccare le difese, non mi stupirei di vederlo a volte anche in coppia col Pipita. La stagione è lunga, una terza punta di alto livello (come Morata lo scorso anno) è indispensabile se ti chiami Juventus. Giocherà più di quanto immaginiamo.

 

ON THE BOX E CHIOCCIA PER PJACA – Fabio Giambò

Se si vuole puntare a qualcosa di importante, Mandzukic è una figura notevole per caratteristiche tecniche e caratteriali: parte dietro ad Higuin nelle gerarchie, ma potranno essere tante le gare impostate sul suo modo di giocare, ed altre quelle in cui sarà necessario mettere dentro un ariete che apra gli spazi, o quelle in cui l’on the box (lo so, non è nelle corde di Allegri, ma…) potrebbe risultare l’arma disperata e chi meglio di Mario? Non sottovaluterei il ruolo da chioccia per Pjaca. Mi dispiace per Zaza, ma se dovessi scegliere…addio Simone, Mandzukic me lo tengo stretto!

 

LOTTATORE E CON I CROSS DI QUEI DUE… – Lucio Pelliccioni

Mario con l’arrivo di Higuain deve confermare la sua fama di lottatore, reagire da campione alla diminuzione drastica di minutaggio, ma con la sua forza caratteriale non ci saranno problemi. Una squadra di livello ha bisogno di un parco attaccanti completo e Manduzkic ha caratteristiche uniche. Oltretutto in assenza di Dybala lo vedo anche bene anche Gonzalo, in caso, se si sfruttano i cross di Alex Sandro e Alves in area una coppia cosi è praticamente immarcabile.

 

PESO ANNUO ENORME, VA SACRIFICATO – Mattia Demitri

Mandzukic ha un costo davvero alto, il più alto in rosa prima dell’inizio del mercato. Troppo per il minutaggio esiguo che lo aspetta con Higuain. In un’ottica di ottimizzazione delle risorse sarebbe utile partisse e che le risorse soddisfino esigenze più impellenti, come il centrocampo, orfano di Pogba. Con risorse limitate ci sono dei sacrifici da fare, e i costi vanno allocati in base alle necessità, avere una punta di riserva come Mandzukic è meno necessario dell’avere un 11 titolare che funziona.

 

LUSSO NECESSARIO, CARRO ARMATO PIU’ FRESCO – Giacomo Scutiero

Ascoltando la conferenza di Higuain, apprendo che Mandzukic ha accolto a braccia aperte l’argentino. Sincerità o circostanza che sia, conviene e possiamo (visto lo storico 2015/16) credere alla onestà professionale e all’affidabilità umana del croato. Pochi dubbi: il 17 è stato titolare fino quando Marotta & co. hanno bonificato la clausola Pipita; da qualche giorno è il primo centravanti della panchina, uno dei più adatti in Europa per entrare a gara in corso ed aiutare, applicarsi, far salire, aprire sportelli, diventare argine. Per lui cambierà non essere nella distinta degli 11. Per la Juve? Poco e niente: lui ci sarà e sarà un carro armato meno stanco. Per le finanze rasenta il lusso, ma anche questo, come Higuain, è stato ben calcolato dagli addetti al desk.

 

 

ILLOGICO AVERLO IN PANCA, PRIORITA’ AL CENTROCAMPO – Jacopo Azzolini

Dipende dalle esigenze di bilancio. Se è vero che avere uno con la forza ed esperienza di Mandzukic è sempre un fattore positivo, con l’acquisto monstre di Higuain rischia di essere illogico avere in panchina un uomo che incide per 13 mln l’anno. Pertanto, credo che se arrivasse l’offerta giusta, la partenza di Mario verrebbe seriamente presa in considerazione. Anche perché, con l’imminente partenza di Pogba, c’è l’oggettiva esigenza di portare più qualità in mezzo al campo.

 

CATTIVO E VINCENTE – Francesco Alessandrella

Per me deve rimanere sia per il ruolo di chioccia di Pjaca, acquisto pare effettuato anche grazie alla sua presenza, sia per la sua “cattiveria” che non riesco a vedere in altri della rosa. E per vincere in Italia e in Europa uno come Mandzukic non è mai un lusso.

 

ROSA LUNGUA E ALTERNATIVA TATTICA – Massimiliano Mingioni

Dopo annose discussioni sulla rosa lunga e le recriminazioni post-Monaco non dovrebbe nemmeno  porsi una questione Mandzukic. Higuain ha i crismi del titolare fisso, ma in una stagione lunga e logorante (speriamo lunghissima) servono risorse. E il Manzo ha peculiarità specifiche, alternativa tattica o strategica, e come si è visto può fare con profitto il mediano o lo stopper aggiunto…

 

OTTIMO TERZO, MA SE ACCETTA IL TURN-OVER – Fabrizio Renna

Coppia titolare sarà Dybala-Higuain, ma, in una stagione da 50 partite, un terzo di livello internazionale è fondamentale per una squadra con i nostri obiettivi. Mandzukic, se accetterà il ruolo da “prima alternativa”, si rivelerà un’ ottima risorsa per Allegri, che avrà in rosa un attaccante capace di svolgere un lavoro fantastico in fase di non possesso, perfetto come spalla di Dybala ed in grado, in alcune occasioni, di far coppia col Pipita. Al contrario, se, come al Bayern con Lewa e all’Atletico con Torres, il croato soffrisse il  turn over, creando problemi nello spogliatoio, risulterebbe dannoso. In questo caso meglio separarsi subito, anche a rischio di rimanere con i soli Zaza e Pjaca come alternative al duo argentino.

 

VIA ZAZA, MANDZU 12° PERFETTO – Simone Navarra

Mario Mandzukic può fare il Bettega, il Padovano. 12esimo uomo e prima riserva d’attacco. La prossima uscita di Zaza renderà tutto più facile

 

PRIMA ODIO POI AMORE, SERVE IL SUO CUORE – Maurizio Romeo

Se penso a quanto ho calcisticamente odiato Mandzukic quando battagliava con Chiellini prima al Bayern e poi all’Atletico mi rendo conto quanto uno così sia meglio averlo dalla tua parte e non contro. Ho imparato ad amarlo per la sua grinta e il cuore che ha sempre messo in campo. Le gerarchie lo vedono in seconda fila dietro a Dybala e Higuain, ma gli impegni sono tanti e di spazio per Mario c’è ne sarà di sicuro. È un combattente e sa che il calcio non è contabilità, ma soprattutto Testa, Cuore e Gambe, attributi che a lui non mancano e la sensazione è che voglia ancora vincere a Torino.

 

IL MANDZUKIC POST-SIMEONE UTILISSIMO – Giulio Gori

Ci sono voluti cinque mesi per de-simeonizzare Mandzukic, spiegargli che non ci sono solo la profondità e porta e che a creare un’occasione da gol ci si arriva anche per gradi. Qualcuno lo preferiva simeonizzato: segnava di più. Ma ora segnano più i compagni. Più utile che bello, senza timori reverenziali nelle grandi sfide, uno che corre e picchia come un terzino, un’alternativa tattica e un ariete da mettere dentro alla bisogna. Mandzukic serve come il pane..


MANDZU E GONZALO, PUNTE COMPLEMENTARI – Federico Casotti

Mandzukic andrebbe tenuto dalla Juventus senza se e senza ma per almeno tre motivi:
1) Una squadra come la Juventus ha bisogno di un roster di attaccanti il più omogeneo possibile.
2) Higuain e Mandzukic sono due prime punte diverse e complementari. Ci sono partite “da Higuain” e partite assolutamente “da Mandzukic”. Non avrebbe senso privarsene.
3) Non credo sarebbe conveniente per la Juventus una sua cessione unita all’inevitabile ricerca di una nuova punta alla sua altezza.

STAY!– Sandro Scarpa

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