Mandzukic e le nostre cattive abitudini

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Spesso mi soffermo a pensare a tutte le cattive abitudini di noi tifosi juventini (ma in realtà riguarda un po tutte le tifoserie), penso a quanto siamo umorali cambiando opinione dopo una stagione, una mezza stagione, una partita o persino una singola azione. Ciò che prima non funzionava ora funziona, quello che sembrava perfetto ora è da rifare da capo, Allegri è un genio, no! no ! no! Allegri non ne azzecca mezza. Insomma navighiamo a vista in mezzo alla tempesta quando si tratta di opinioni e soprattutto disprezziamo tesori che mezzo mondo ci invidia.

Uno di questi tesori è Mario Mandzukic che una buona parte di appassionati della Vecchia Signora non metterebbe nel loro undici iniziale ideale manco se obbligassimo loro a fare la formazione senza poter schierare Dybala, Douglas Costa, Bernardeschi, Cuadrado, Kean, Cancelo o Alex Sandro ali, Chiellini centravanti o il magazziniere.

Per carità i gusti sono gusti, ci mancherebbe, ma abbiamo sempre elogiato il croato per il suo spirito combattivo, per il fatto di sapersi “trovare” (ma soprattutto far rendere al massimo) con ogni compagno di reparto, per la capacità di inserirsi in ogni contesto tattico equilibrato e consolidato e di rendere con la sua applicazione equilibrati e solidi quelli che invece non lo sarebbero senza la sua presenza in campo. Tutto verissimo e tutto molto bello, ma il numero 17 è anche altro, è anche GOL! in questa stagione i 6 punti ottenuti allo Stadium contro le dirette concorrenti al titolo sono arrivati con 3 gol su 4 segnati da Mandzukic, il gol della vittoria col Valencia è suo , con Parma e Milan ha sbloccato il risultato mentre con Spal e Lazio ha firmato la rete del 2 a 0.

E’ vero che nelle ultime stagioni non aveva questa media, ma è anche vero che tutto faceva fuorché il centravanti. Ma andando comunque a “pesare” i gol, lui è sempre stato quello al quale aggrapparsi quando la fragilità emotiva della coppia argentina ci portava ad essere spuntati. Perché di Paulo stiamo aspettando ancora la consacrazione in campo internazionale (ma abbiamo buoni segnali quest’anno a tal riguardo) e per quanto riguarda il pipita sappiamo la sua intolleranza alla pressione quando questa comincia a farsi sentire. Non è un caso se Mariolone è l’unico delle punte bianconere ad aver bucato il Real Madrid campione d’Europa, l’unico ad aver vinto (Cristiano Ronaldo non lo conto) la Champions League e l’unico ad aver segnato in una finale dei mondiali.

Insomma de gustibus non disputandum… Però ad averceli di “paracarri” così: continuate a difenderlo su Juventibus come avete sempre fatto, parte integrante di quel 20% che manca…

di Eugenio Di Fonzo