Manchester United-Juventus 0-1: un vestito elegante per l’Old Trafford

di Davide Rovati |

Il brividino alla vista della maglia bianconera a Old Trafford, per la prima volta da 15 anni a questa parte in una partita ufficiale, è quasi fisiologico. Stadio che profuma di grandi sfide dall’esito agrodolce, che profuma di un’epoca in cui la Juve è stata in pianta stabile fra le dominatrici del continente.

Questo Manchester-Juve 0-1 ci ha restituito una Juve in effetti dominatrice, anche se con un sapore molto diverso dalle gare del passato. Chi si ricordava i bianconeri all’Old Trafford in veste di operai di lusso avrà strabuzzato gli occhi. Purtroppo lo avrà fatto anche chi si ricordava uno United tutte folate di classe e agonismo dirompente.

La realtà del 2018 è che la Juve si è messa un vestito fin troppo elegante per questa serata e per questo avversario, una nobile senza spirito prima ancora che senza contenuti, tutta aggrappata al talento scintillante – e a modo suo carismatico – di Paul Pogba. Il primo tempo infatti è stato un monologo bianconero, con la squadra di casa costretta sulla difensiva e rintontita dal moto incessante dell’11 di Allegri.

L’allenatore bianconero ha puntato forte sul terzetto di centrocampo Bentancur-Pjanic-Matuidi, in realtà spesso coadiuvato nella corsia centrale da un Cuadrado quasi in veste di guastatore atipico. Se finora le apparizioni di questo assortimento in mediana non sembravano aver convinto più di tanto, a Manchester il centrocampo della Juve ha dominato la contesa, trovando un’intesa tecnica che si è rivelata ingestibile per la compagine di Mourinho.

A fare la differenza i tempi di smarcamento e di servizio, i tanti palloni giocati di prima soprattutto da un ottimo Bentancur e da un Pjanic in cattedra per tutti i 90′ – per chi scrive la sua miglior prestazione in maglia bianconera dopo Barcellona-Juve 16-17.

Quasi tutti i filtranti dei nostri registi erano diretti verso la corsia di destra, dove le percussioni di Cancelo e gli inserimenti a turno delle punte e delle mezzali creavano sovraccarichi e rotazioni a ripetizione. Come nella situazione del gol del vantaggio, firmato da Dybala dopo una grande percussione di Ronaldo verso la linea di fondo, ma anche come in quasi tutti gli altri pericoli creati dalla Juve, inclusa una circostanza in cui ancora Dybala è mancato gravemente di cattiveria, preferendo il cross al tiro dopo aver ricevuto solo in area da Cuadrado.

Lo United? Non pervenuto, né in pressione alta né in difesa, né con le poche folate sulle fasce con cui il pubblico di casa ha provato a scaldarsi. Troppo isolato Lukaku, controllato facilmente dai nostri centrali in serata di grazia; poca roba le giovani frecce sulle ali, che hanno sofferto Cancelo e Sandro – entrambi fra i migliori in campo – in tutte le fasi di gioco.

La situazione ha rischiato di cambiare solo verso la metà del secondo tempo, non prima di una strepitosa parata di De Gea su una conclusione di prima intenzione di Ronaldo, ancora dall’angolo destro dell’area di rigore. La Juve, che ha cercato per tutti i 90′ di uscire palleggiando senza buttarla lunga, ha cominciato a commettere qualche errore di troppo in costruzione, dando qualche misera speranza a un avversario comunque troppo poco incisivo per riuscire ad approfittare delle transizioni. Sulla terza palla persa da Bentancur, fra i meno lucidi negli ultimi 20′, Pogba ha colpito il palo dal limite dell’area.

Poteva sembrare l’inizio di un assedio, invece è stato il canto del cigno per i Red Devils. L’ingresso di Barzagli ha contribuito a congelare la partita e la Juve ha ritrovato serenità nel palleggio e anche pericolosità davanti grazie alla freschezza di Douglas Costa, schierato trequartista per approfittare delle praterie centrali concesse dallo United.

Torniamo a Torino con tre punti, una grande prestazione e la sensazione di essere fortissimi, ma ancora un po’ ingenui. La fotografia migliore del nostro avversario invece sono i cori intonati dai tifosi juventini contro José Mourinho nel silenzio generale del pubblico di casa, che già da qualche minuto aveva cominciato, mestamente, a uscire dallo stadio.

Altre Notizie