Mai dire RAI

di Willy Signori |

A che cosa serve il VAR? Ci siamo chiesti spesso.
Ad aiutare gli arbitri a vedere quello che sfuggirebbe ad occhio nudo, i piccoli contatti umanamente non rilevabili, i cm dentro o fuori, i decimi di secondo, quella roba lì.

E allora metti una sera a tarda ora, dopo i supplementari di un ottavo di finale di Coppa Italia che in un salotto tv un ex arbitro, pagato per parlare della materia che conosce meglio, mostri a tutti un intervento del difensore sull’attaccante mostrando come il piede sinistro impatti sul pallone in maniera pulita ma che un decimo di secondo prima (i decimi dicevamo…) lo stesso giocatore difendente travolga con la coscia destra la caviglia sinistra del giocatore avversario. “Rigore” sentenzia il moviolista. 
“In effetti ha ragione, episodio classico da VAR, impercettibile in diretta” penso.
Invece accade l’impensabile: non solo nessuno vede (???) il contatto evidente ma tutti gli ospiti cominciano a denigrare l’ex arbitro.
I commenti sono “Rigori al microscopio” “Mai nella vita un rigore del genere” “Prende la palla” afferma addirittura un ex difensore, come se toccare il pallone sanasse qualsiasi intervento scomposto.
Questo episodio non è di fantasia, ma il resoconto di quello che è accaduto a Tiziano Pieri a RaiSport nel post partita di Juventus-Genoa, a commento dello scontro in area genoana tra Dumbravanu e Morata.
Chiariamo subito: polemizzare su un episodio dubbio, molto difficile da vedere, in un ottavo di finale di Coppa Italia, potrebbe concorrere tra le cose più ridicole del 2021, infatti non è questo il punto.
Il nocciolo del discorso è il principio, la domanda che ci siamo posti all’inizio “a cosa serve il VAR se non a rivedere azioni complesse da valutare ad occhio nudo e poterne parlare senza preconcetti?
Perché poi “la palla è tonda e il calcio è strano” e un episodio del genere te lo troverai a dover valutare prima e commentare poi anche in un big match della domenica sera.
Un episodio così in Inter Juve lo sbrighiamo in 2 minuti?” chiede infatti Pieri agli altri 5 presenti in diretta (Teotino, Stendardo e Lollobrigida in studio e Antinelli e Di Gennaro collegati dallo Stadium) mentre se la ridevano tra di loro screditando la tesi dell’ex arbitro.
E per immaginare cosa accadrebbe in una situazione simile non bisogna nemmeno lavorare troppo di fantasia, perché è esattamente quello che si verificò in uno Juve Inter di quasi 4 anni fa in cui Mandzukic travolse Icardi area, dopo aver preso il pallone però, non prima.
Episodio al limite, molto rischioso, in epoca pre var, valutato in campo come regolare ma molto discusso. E no, la questione non venne sbrigata in 2 minuti, non si risolse con pochi secondi di immagini e infatti la Gazzetta (sempre vicina ai colori nerazzurri, si veda anche il recente articolo di attacco alle testate che avevano parlato dei problemi societari che sta affrontando la squadra di proprietà Suning, problemi poi confermati dalla stessa Gazzetta il giorno immediatamente successivo…) il giorno dopo titolò “Show tra le polemiche” e “Furia Pioli su Rizzoli: ci mancano 2 rigori”. Manco uno…. due!

Il contesto come sempre fa tutta la differenza del mondo: un episdio che in altre partite viene discusso per giorni o che a parti invertite sarebbe stato brandito come motivo unico di sconfitta viene ridotto a sciocchezzuola trascurabile. Anzi, il fronte si compatta per ridicolizzare chi sostiene la tesi dell’errore arbitrale.

Cambia tutto tranne una cosa: l’ambiente in cui queste magre figure si consumano: gli studi di Rai Sport.
Ieri sera 13 gennaio in 5 hanno preso in giro un ex arbitro per una opinione espressa con garbo e legittimamente.
La sera prima in studio avevano deriso il portiere del Milan Tartarusanu per un’espressione del viso a loro modo buffa “guarda che faccia”.
Oppure come dimenticare l’insulto razzista rivolto a Benatia a maggio 2017 dopo l’anticipo serale del derby di Torino. Chi rivolse quelle parole al giocatore marocchino non ci è mai stato permesso di sapere, anche se visto l’esiguo numero di persone coinvolte, per scoprirlo sarebbe bastato pochissimo tempo e un grammo di dignità.
E per concludere riesumiamo un altro episodio da moviola: Medel che atterra in maniera evidente Hernanes, fallo definito “televisivo” da Bruno Gentili, in un momento di tv in cui parole e immagini fecero violentemente a cazzotti.

Tutto questo per ribadire che “RAI di tutto di più” è uno slogan accattivante, ma quel “tutto” dovrebbe corrispondere ad una qualità del servizio sempre migliore, non ad una gara a chi raschia più fondo del barile, perchè poi non ci si deve sorprendere se noi, quando Renato Zero canta “W la rai dimmi da quale parte stai” rispondiamo sempre “l’altra!”

 

PS: il video integrale al post partita lo trovate al link sottostante (moviola dal minuto 8): https://www.dailymotion.com/video/k1iD0cm00RkB9gwAhAl